I Sell the Dead

Regia – Glenn McQuaid (2008)

Raramente decido di vedere un film in base al cast. Non è che non mi interessino gli attori, anzi, è solo che non sono quasi mai loro il motivo principale per cui scelgo una determinata pellicola rispetto a un’ altra. Ci sono le dovute eccezioni, certo. Una di queste è Ron Perlman, che è forse il mio attore preferito in assoluto. Quando c’è lui in un film so già in partenza che, anche se l’ opera in questione si rivela monnezza allo stato puro, avrò qualcosa di buono da ricordare a fine visione. La sua presenza mi basta e gli affiderei qualsiasi ruolo sulla faccia della terra. Per dire, se ci fosse stato lui a interpretare il vampiro sbriluccicante di tuailait, adesso farei parte della schiera di ragazzette urlanti. Ma per fortuna non è andata così.

glittera per me

Questa tediosa introduzione  per spiegarvi che mi sono accostata a I Sell the Dead senza grandi aspettative. C’era Ron con indosso un saio. Venduto. Il resto non conta. E invece è stata una gradita sorpresa, una commedia nera e scanzonata, con personaggi azzeccati, un certo citazionismo elegante e colto e delle scene di un umorismo irresistibile.

Inghilterra, XIX secolo. Arthur Blake (Dominic Monaghan) è un ladro di cadaveri in attesa di essere giustiziato per un omicidio che dice di non aver commesso. Il suo compare di razzie per cimiteri, Willie Grimes (Larry Fessenden) è già finito sotto la ghigliottina e Arthur aspetta la sua ora in compagnia di un frate (l’ unico e inimitabile Ron) a cui racconta le vicende che lo hanno portato alla condanna.

I Sell The Dead è un film a basso costo, girato da un esordiente che ha un passato come tecnico degli effetti speciali. McQuaid, per questa sua opera prima, ha avuto la fortuna di chiamare a raccolta un gruppo di facce note e la bravura di lasciarle sbizzarrire e gigioneggiare a piacimento. Vedere un Angus Scrimm in odore di necrofilia che suona il violino prima di dissezionare un cadavere è fonte di gioia inestinguibile e Fessender si divora letteralmente il suo collega più giovane, dando spesso l’ impressione di essere solo sulla scena. Di Ron Perlman non sto neanche a discutere. E’ , come sempre, perfetto nel ruolo di frate sboccato, beone e cattivissimo e lo si ama dall’ inizio alla fine. Oltre a una serie di attori in forma smagliante, a dialoghi brillanti e una sceneggiatura che riesce  a mettere insieme vampiri, zombi, alieni e varie creature della notte senza mai andare in confusione o risultare eccessiva e ridondante, c’ è da fare gli applausi alla regia di McQuaid, che ci immerge in un’ atmosfera gotica che ricorda i vecchi film di Val Lewton e della sua RKO. I fantasmi di Karloff e Lugosi e del bellissimo The Body Snatcher sono i numi tutelari di questa piccola commedia gotica. I Sell the Dead riesuma un passato cinematografico lontanissimo, fatto di nebbia e cimiteri, interni vittoriani, acque infestate da spettri. Lo fa con rispetto e amore, senza mai scadere nella banale parodia, ma mantendosi nei confini dell’ ironia intelligente e dell’ omaggio appassionato. McQuaid ha studiato in maniera approfondita i suoi punti di riferimento: lo si vede nella scelta delle inquadrature (la scena in carrozza con il dialogo tra la vecchietta e il proprietario del pub, la lunga traversata a remi al buio completo) e nel ritmo, sostenuto ma non frenetico, che imprime al suo film, incastrando alla perfezione i vari piani temporali in cui si svolgono le avventure dei due ladri di cadaveri. La presentazione dei cattivi è poi un piccolo saggio di bravura, con l’ inserimento di brevi sequenze animate e i giochi di ombre e luci che nascondono i volti dei personaggi più malefici.

Un film leggero e con un ottimo gusto visivo, un antidoto a molte delle pessime horror comedy che girano in questo periodo (ho ancora gli occhi offesi da Zombieland) e un originale e sentito sguardo al caro vecchio cinema gotico degli anni ’40.  Recuperatelo perchè ne vale la pena.

19 commenti

  1. Bella come poche questa black-comedy. Poi io adoro anche il cantante dei Driveshaft… 😉

    “…se ci fosse stato lui a interpretare il vampiro sbriluccicante di tuailait, adesso farei parte della schiera di ragazzette urlanti”

    Ma non sei già una “ragazzetta urlante” per trublud? Non è la stessa cosa? 😉
    (Sono come una zecca nei maroni… XD)

  2. Ma come! Non ti avevo quasi convinto della bontà assoluta della serie? Non ti fidi del mio giudizio del tutto imparziale e distaccato?
    Eppoi credo che con la faccia che ho, se mi mettessi a fare la ragazzetta urlante spaventerei le vecchiette. Solo Ron potrebbe capirmi. Lui le vecchiette le spaventa sul serio.

  3. Ciao Lucia,
    rieccomi qui! Avevo I sell the dead in cantiere da un po’ di tempo (complice la visione di Burke and Hare… che mi ha deluso tantissimo), dopo aver letto la prima parte della tua recensione l’ho visto ieri sera.
    Ho anche lasciato già un messaggio sulla questione dal nostro comune amico di Book and negative ma scrivo anche di qui, spero di non annoiarti!

    partiamo dal presupposto che ho visto The Body Snatcher (tradotto in la jena, in italiano… ma perché???) ma che non lo ricordo. E così mi capita con tutti i film che non vedo almeno due volte, soprattutto se non mi colpiscono fino in fondo. Quindi potrai capire che i riferimenti colti nel film sono stati miserissimi e questo mi ha portato a tranciare parte del divertimento e delle intenzioni del regista.
    Detto questo, anche la fotografia è stata rovinata. Sono riuscita a recuperare un dvd rippato male, la versione più decente presente nel mondo dei torrent e temo che gran parte dell’atmosfera sia stata uccisa dalla poca presenza di nebbia e di gelo che caratterizzava l’intera pellicola (e certe scene di più).
    La storia ha funzionato fino a metà film, più o meno. Con l’introdurre la figura femminile il ritmo è calato e la mia attenzione pure.

    Mi è sembrata un’occasione mancata, anche se il film in sé ha più qualità del sopracitato Burke and Hare. Che nonostante la fotografia perfetta (dio sia lodato per i bluray), degli attori con le facce perfette, nonostante ci fosse simon Pegg (che io adoro sempre e comunque, anche se non è un grande attore, visto che fa sempre la stessa pate), nonostante una ricostruzione dei luoghi che mi ha fatto sbavare… Non ha una trama vera e propria o scritta in modo grossolano e quindi si perde via.

    Quante parole! .-)

    1. Bè, in realtà se guardi questo film nel modo sbagliato, ti può deludere parecchio. Conta moltissimo la fotografia vecchio stile e i colori volutamente spenti. Però ti devo confessare che a me è piaciuto molto anche Burke and Hare, perchè adoro le commedie goticheggianti e ne fanno così poche…
      La figura femminile di I selle the dead è abbastanza inutile, serve soltanto come mezzo per arrivare al confronto con la banda rivale, confronto che ho trovato spassosissimo. Lo zombi che si spaventa per la faccia della cattiva mi ha stesa. Devo avere proprio un pessimo senso dell’ umorismo, mamma mia!
      Nessuna parola è di troppo, qui. Si discute di cinema e se ci si dilunga è anche meglio, se ne approfitta per approfondire gli argomenti 😀

  4. Infatti! Alla fine l’idea che ci si fa di un film è molto molto personale. Mi capita spesso di snobbare pellicole di cui leggo da altre parti e mi sembra di non averle capite!
    Comunque io rido per i bmovie coi mostri – roba tipo Monster in The closet – quindi mi sa che siamo in buona compagnia…

    E’ che in Burke and Hare riponevo davvero grandissime speranze. Lo aspettavo da mesi! Proprio la sceneggiatura mi ha deluso perché gli ambienti e la fotografia erano praticamente perfetti.

    Di i sell ho apprezzato, a parte i primi quaranta minuti, le parti fumettose che hanno legato il passato con uno stile più “contemporaneo”. Bella idea… E’ che non sopporto gli espedienti narrativi riempitivi, una volta che capisco dove vuole andare a parare e lo fa con quel tipo di meccanica, mi scatta la noia.
    Ho recuperato The Body Snatcher, parte la seconda visione a breve!

  5. Ecco, io The Body Snatchers te lo consiglierò fino ai miei ultimi rantoli e anche quando realizzerò il sogno della mia vita di essere zombificata, mi porterò dietro la mia vecchia vhs! No, davvero, rivedilo.

  6. Se Zombieland ti ha offeso gli occhi, allora vuol dire che non c’hai capito proprio niente…come tanti altri ti sei fermata alla superficie e non sei riuscita a tirarne fuori tutte le profonde tematiche sociali…

    1. Spiegamele. A me è parso una cazzata gigantesca, ma sono sempre pronta a rivedere le mie opinioni se qualcuno mi fornisce dei motivi reali e non si limita a dirmi che non ho capito niente.

  7. Semplice…zombieland ci propone una visione alternativa sui personaggi che assistono ad un’apocalisse…non so se hai notato, ma vanno tutti in cerca di qualcosa che gli ricordi la loro infanzia: c’è chi cerca il parco giochi, chi il twinkie…poi c’è un’imperante diffidenza verso il prossimo, personificata dalle due ragazze, che è molto simile allo stato in cui ci stiamo avvicinando noi…se questo ti pare poco…piuttosto I sell the dead è un film veramente povero…

    1. Mi intrometto, visto il pomeriggio sonnecchioso. Spero di non disturbare.
      Zombieland copia spudoratamente Shaun of the dead… e già per questo non attira di certo la mia simpatia.
      I grandi temi sociali sono accennati e stereotipati e la ricerca di “qualcosa che riguarda l’infanzia” è una deviazione della semplice “ricerca di qualcosa e basta” che c’è già in Shaun, se proprio bisogna cercare un significato “sociale” in tutto.
      Si possono trovare grandi significati in qualsiasi pellicola ma non è detto che ogni pellicola li abbia e soprattutto che siano ben congegnati.
      La questione poi è che non vedo il motivo di creare un altro film, con temi simili ma personaggi cliché (nemmeno divertenti, tra l’altro), che si muovono all’interno di una commedia zombesca senza saper gestire il termine “commedia”. I personaggi girellano per le strade come fossero in un horror o, a tratti, una commedia romantica e gli zombi sono puro margine. Chi è il protagonista di tutto questo? L’horror? no, . La commedia? no. I personaggi? quali personaggi, scusate? Io non ne ho visti. C’è lo sfigatello che si mette per oscure ragioni con la belloccia, il tipo fissato con le armi. Niente di nuovo.

      In più, i temi che citi sono presenti già nei film originari di Romero: che senso ha riproporli, in versione ridotta e stilizzata, in un film che dovrebbe proporre una versione grottesca del survival horror (che poi si traduce in un survival horror con le risate registrate, nel loro caso).

      De gustibus, chiaramente, ma dietro alla superficie non c’è nient’altro che una sequela di citazioni di romero e di Shaun. Molto rumore per nulla…

      Caliamo un velo pietoso sui venti minuti con Murray: se si salvano, sono anche un chiaro ammiccamento allo spettatore. Così lo abbiamo visto tutti: chi Shaun non sa nemmeno che esista, chi non ama Romero, chi invece ama entrambi ma non resiste a Murray che ormai si è ritagliato un ruolo da “attore cult” da decenni. In più, il fatto che quei venti minuti siano riusciti e il resto del film scritto con i piedi, mi fa capire che han risparmiato con gli sceneggiatori: si sono spremuti in quella scena, poi sono andati giù di scopiazzature, mezze citazioni, e scene ormai solite e abituali che ormai non si sa nemmeno da dove nascano, originariamente.

      Smetto di rompervi le palle…

      1. Ma quale rottura di palle, anzi! Hai scritto le stesse cose che avrei scritto io. Il concetto di ricerca (sterile, magari a vuoto, inconcludente e proprio per questo pi umana e originale) espresso molto meglio in Shaun, quella s una commedia horror che resta impressa e ti viene voglia di rivederla fino alla nausea. Non a caso alle spalle di Shaun c’ un regista, e uno sceneggiatore, entrambi coi controcoglioni. Per quanto riguarda Zombieland, a me pare, ma ripeto, pare, che tutti i temi siano trattati con superficialit e messi l in maniera accessoria. Ci che resta la ricerca della ricostruzione di un nucleo famigliare, tipicamente americano. In una splendida recensione del film ho letto che in Zombieland manca solo il labrador che combina guai riportando gli arti ai protagonisti. Ecco.

  8. Inutile aggiungere che adoro Edgar Wright… (E Simon Pegg, ma ormai questa è storia).

    1. Oddio Simon Pegg…come si fa a non amarlo. Per Edgar Wright ho un po’ di timore, dato che stato risucchiato in quel di Hollywood. Quando accade a un regista che apprezzo mi viene sempre un coccolone.

      1. Però Scott Pilgrim è riuscito, no? A me è piaciuto davvero tanto…

        1. Mi piaciuto, s. Mi ha divertito e lo considero un film molto particolare da un punto di vista stilistico. E’ forse un po’ troppo nerd per i miei gusti e ha un umorismo meno acido ed europeo rispetto ai lavori precedenti di Wright. Io una particina a Simon Pegg l’ avrei ritagliata…mi mancato molto. 😀

      2. Capisco… L’umorismo nerd mi sa che mi appartiene, diciamo che era il film che volevo vedere da decenni…

        C’è da dire che ho scoperto che era un lavoro di Wright solo DOPO averlo visto, non avevo riconosciuto né il suo stile né il suo umorismo… Quindi mi sa che hai ragione, si discosta parecchio dal resto dei suoi lavori (vogliamo parlare di Hot Fuzz??)

        1. Da un certo punto di vista appartiene anche a me, solo che negli ultimi anni sembra appartenere a mezzo mondo, ed sempre pi complicato distinguere le opere sincere da quelle ammiccanti e basta. Hot Fuzz l’ ho visto due volte. La prima doppiato e non mi piaciuto. L’ ho rivisto in originale e mi sono fustigata per non aver capito un cazzo!

      3. Già. Il mondo nerd appartiene a chiunque: basta vedere una volta ritorno al futuro o Terminator. Scott Pilgrim comunque trasuda talmente tanto roba di videogiochi e fumetti che non mi sembra una paraculata (come può essere The Big Bang Theory, per fare un esempio a caso). Ne cavalca l’onda, forse, però mi è parso genuino (e, in ogni caso, mi ha divertito parecchio).

        Hot fuzz in italiano è tragico. In inglese ci sono i sub ita, grazie a dio! Non avrei capito nulla nemmeno io, probabilmente…

  9. Un patito di Universal e Hammer come me ha letteramente adorato questo film.(Poi il vampirologo in me ha gioito perchè qualcuno si è ricordato che i defunti a rischio di vampirismo erano sepolti ai crocicchi)Fessenden e Perlman sono immensi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: