Wake Wood

 

 

Regia – David Keating (2011)

La gloriosa Hammer torna a produrre e lo fa con questo piccolo film irlandese che ricorda Pet Sematary per la trama e, per  alcune suggestioni visive, The Wicker Man. Patrick e Louise hanno appena perso la loro unica figlia Alice, sbranata da un cane. Si trasferiscono a Wake Wood, dove Patrick riprende il suo lavoro di veterinario e Louise diventa la farmacista locale. I due sono benvoluti e rispettati dalla piccola comunità in cui vivono. Una sera, per caso, Louise assiste a uno strano rito, sul retro della fattoria di uno dei notabili del villaggio (intepretato da un bravissimo Timothy Spall, Codaliscia per gli amici). Il rito permette di far tornare in vita per soli tre giorni una persona morta da meno di un anno. Nonostante la diffidenza iniziale, Patrick e Louise si affidano alla magia pur di rivedere un’ ultima volta Alice.

Esordio alla regia, ambientazione suggestiva, trama a continuo di rischio di sbrodolamento patetico e fazzoletti a ogni costo, liturgie misteriose e processioni nei boschi e lungo le strade del paesino, due protagonisti che, per una volta tanto, hanno superato la maggiore età, un’ atmosfera macabra, drammatica e disperata. Wake Wood è un film anomalo nel panorama odierno, difficile da categorizzare e inscatolare in un qualsiasi sottogenere. Già solo per questi elementi, andrebbe promosso senza riserve e consigliato a chiunque si voglia sottrarre alle torme di pseudoadolescenti che infestano gli horror americani.

In più, Keating gestisce molto bene l’ inquietudine sottile e il disagio di chi si sente estraneo a una comunità molto chiusa e unita, l’ irrompere dell’ irrazionalità nella vita di due persone di cultura medio alta che si confrontano per la prima volta con l’ ignoto e sono obbligate ad accettarlo. E’ importante sottolineare che per una volta, il male non si nasconde all’ interno del paesino. Gli abitanti non sono i soliti villici rozzi, ignoranti e cattivi. Sono delle brave persone che possiedono il potere di dare un minimo di conforto a chi è sconvolto dal lutto e dal dolore. E’ un male del tutto involontario, quello che si scatena nei boschi di Wake Wood. Non ci sono colpevoli, c’è solo un abisso di sofferenza che porta a mentire. E Louise e Patrick dovranno pagare un prezzo altissimo per aver voluto indietro (anche se per un tempo limitato) la loro bambina.

Wake Wood affronta il dolore dei due protagonisti con pudore e delicatezza e non scade mai nella lacrima ricattatoria. Incanta con una sequenza di apertura che ci mostra la morte di Alice, alternata con l’ arrivo dei due protagonisti a Wake Wood. La regia di Keating ci offre sin dall’ inizio tutti gli elementi di cui abbiamo bisogno per comprendere il rapporto tra Patrick e Louise e conoscere i confini del paese dove stanno andando ad abitare, delimitati da gigantesche pale per l’ energia eolica, e che si riveleranno importantissimi per lo sviluppo della storia. Keating sceglie di non lasciare fuori campo l’ uccisione cruenta di Alice e, mentre attraversiamo il paesaggio idilliaco e silenzioso della campagna irlandese, assistiamo all’ aggressione del cane e ai tentativi inutili di Patrick di salvare sua figlia. Con un incipit così, si creano delle aspettative molto alte su Wake Wood, che purtroppo saranno in parte deluse nel corso della visione.

Ci sono dei film che, nonostante siano pieni zeppi di difetti, non si può fare a meno di amare. Wake Wood è uno di questi. Un po’ è per la predisposizione benevola di fronte all’ opera di un esordiente che ha il coraggio di raccontare una storia fuori dai canoni tipici dell’ horror contemporaneo, un po’ è perchè Wake Wood tocca delle corde emotive in maniera sempre profonda e mai banale, e lo fa costruendo un ambiente, quello del villaggio, in cui il macabro e il soprannaturale fanno semplicemente parte della vita quotidiana della comunità rurale e dei suoi abitanti. Le lunghe scene che illustrano il lavoro di veterinario di Patrick sono esemplari nella descrizione di persone in costante contatto con la natura e che hanno un rapporto con la morte, il sangue e tutti gli elementi più sgradevoli dell’ esistenza, equilibrato e sereno. Anche il rituale pagano attraverso cui vengono riportati in vita i morti è quanto di più prosaico e distante dalla sfera religiosa si possa immaginare. Sono suggestioni molto rare da trovare in film simili e che individuano una sfera magica pericolosa, certo, ma nè benevola nè malvagia, assimilabile a eventi normali come i temporali e come tale accettata da tutti.

Purtroppo, a fronte di queste ottime intuizioni, il film traballa nel delineare i caratteri dei due protagonisti (e la recitazione spesso approssimativa non aiuta) e va in confusione nei minuti finali, prendendo una deriva quasi da action horror che rimanda un po’ troppo a Pet Sematary e tante altre storie di bambini diabolici già viste mille volte. Wake Wood rimane comunque  un’ opera prima di grande fascino e intensità, che coinvolge ed emoziona e che cerca di rielaborare un racconto tradizionale da un punto di vista inedito e originale. Questo basta e avanza per volerle un gran bene e per nutrire grandi speranze in David Keating.

4 commenti

  1. Ciao e grandissimo piacere di leggerti. Ti ho conosciuto tramite HN24 con cui collaboro anche io e devo ammettere che sei davvero in gamba… complimenti!
    Wake wood l’ho adorato anche io (se vieni a fare un salto da me sei la benvenuta!!) e credo che sia una delle più belle novità in ambito perturbanrte degli ultimi tempi.
    Se ti piace il genere (e da quello che ho inteso, sì) a breve dovrei recensire un’altra piccola perla che spero ti ispirerà.
    Keating secondo me sarà un ometto da tenere sotto controllo.

    P.S.: sei già nel mio blogroll 😉

    1. Ciao!
      Anche tu sei tra i miei link e leggo spesso e volentieri il tuo blog!Ed è stato proprio grazie alla tua recensione che mi sono procurata Wake Wood. Graditissima sorpresa, data la quantità disarmante di brutti film che ci capitano sotto tiro quotidianamente!

  2. Per me questo film è stato una boccata d’aria fresca nel desolante paesaggio che è il cinema moderno.Imperfetto,ma in questo caso per me i pregi superano ampiamente i difetti.
    P.S.La scena del parto cesareo della mucca mi ha scioccato.

    1. Assolutamente d’accordo. Non il solito horror e dimostra di avere un gran coraggio. e quella scena l’ ho trovata anche io molto forte

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