Insidious

Regia – James Wan (2010)

Ovvero, l’ arte di mandare tutto in vacca

Scrive Leigh Whannel, produce Oren Peli, dirige James Wan. Direte che me la vado a cercare. Con questi nomi coinvolti la prima parola che viene in mente è cazzata. Però io ho sempre dato un certo credito a Wan. Dead Silence, con tutti i suoi limiti, era un horror abbastanza riuscito, in grado di regalare qualche genuino spavento e girato con una classe molto distante dall’ epilessia a botte di dissolvenze bianche di Saw.

Certo, se io fossi un produttore, non farei mai più avvicinare Whannel a una penna. Anzi, gli segherei direttamente le mani, onde evitare sconcezze. Ma il produttore in questo caso è Oren Peli, uno che deve la sua fama a Paranormal Activity, detto anche la bufala del secolo, detto anche uno dei film più inutili della storia del cinema che se non era per Spielberg non glielo mettevano neanche su youtube. Dato che Oren ha fiuto per i quattrini ottenuti col minimo sforzo possibile, deve essersi detto che fare un altro film in cui demoniache presenze assediano una tranquilla famigliuola doveva essere una figata. La si fa scrivere a quel simpatico guascone di Whannel che, si sa, è un vulcano di idee originali, e si chiama il povero Wan a dirigere, che una volta letto lo script deve aver avuto una reazione più o meno così:

ma era troppo tardi, aveva firmato il contratto, doveva pagare il mutuo e se n’è andato con la coda tra le gambe sul set a cercare di mettere ordine all’ imbarazzante guazzabuglio creato dal geniaccio di Whannel.

Sono seriamente dispiaciuta per lui. Me lo immagino intento a contemplare i dialoghi e le situazioni che avrebbe dovuto filmare e arrivare alla conclusione che quella sceneggiatura non era neanche buona per pulirsi il culo, fare un profondo sospiro e mettersi a lavoro.

James, dimmelo: perchè frequenti cattive compagnie? Sei bravo, anche se ogni tanto ti scappa una voglia di Lynch che non hai gli strumenti per sostenere. Ma va bene anche così, perchè i tipetti ambiziosi mi piacciono e uno che ha la fortuna di possedere il tuo gusto visivo meriterebbe ben altro. E invece ti vai a ubriacare in giro con Whannel e Peli e poi vedi che ti succede? Tiri fuori Insidious.

Che, a dire la verità, non parte affatto male: Josh e Renai Lambert si sono appena trasferiti con prole (tre bambini) in una grande e bellissima casa. Neanche fanno in tempo a svuotare gli scatoloni che cominciano a verificarsi strani fenomeni, rumori, scricchiolii e voci che li tengono svegli la notte e spaventano la figliolanza. Come se non bastasse, uno dei pargoli, Dalton, entra improvvisamente in coma e i medici non hanno nessuna spiegazione razionale sulle cause dell’ accaduto. Renai è crede che la casa sia infestata e convince Josh a traslocare di nuovo. Sfiga vuole che questo nuovo trasferimento non serva a nulla, perchè le presenze seguono i Lambert, o meglio, seguono Dalton in tutti i suoi spostamenti.

Non è semplice scrivere una buona ghost story ed è quasi impossibile, oggi, essere originali parlando di fantasmi e infestazioni. Il gotico è un terreno scivoloso e non tutti hanno le capacità espressive e narrative uniche che può avere un Lindqvist (a tal proposito segnalo una splendida recensione de Il Porto Degli Spiriti, per capire di cosa sto parlando). Ma Wan dimostra di saperlo e, per la prima mezz’ ora, gioca soprattutto sull’ atmosfera, gestendo alla perfezione gli ambienti delle due case, con lunghe carrellate nei corridoi, lenti avvicinamenti a porte socchiuse e visioni quasi subliminali di figure che si aggirano nel buio. Ottimo è anche l’ uso del sonoro, per una volta tanto, non terroristico. Si rinuncia a generare paura soltanto con gli sbalzi di volume che, anzi vengono centellinati preferendo un dosaggio minimo delle apparizioni e andando di sottrazione piuttosto che di accumulo di informazioni.  Anche l’ idea di fare della protagonista una compositrice di canzoncine pop è funzionale all’ utilizzo di musica e rumori d’ambiente per generare inquietudine. Insidious riesce a essere efficace e pauroso soprattutto quando non accade nulla, quando viene lasciato campo libero alla regia di Wan e alle buone interpetazioni di Patrick Wilson e Rose Byrne, quando non c’è quell’ ansia di essere chiari a tutti i costi che spesso è la rovina di una storia di fantasmi.

E infatti, puntualmente, non appena la sceneggiatura di Whannel scopre le sue carte, ogni cosa, ogni aspetto anche minimo del film se ne va in vacca con clamore e vergogna. Che tutto ciò coincida con l’ arrivo sulla scena di Whannel stesso in veste d’attore non è casuale.

Arriva una medium con due assistenti che usano strani macchinari per analizzare le presenze della casa. Non so se l’ intento era quello di rendere i due assistenti una specie di linea comica del film. Ma qualunque fosse, non è riuscito. Anche perchè, dicevamo, uno dei due tizi è Wannel in persona.

Dopo l’ analisi c’è uno spiegone di mezz’ora della medium. Noia mortale.

Dopo lo spiegone della medium c’è un altro spiegone di un’ altra mezz’ ora della mamma di Patrick Wilson. Il rischio, a questo punto, è di fare la fine del povero piccolo Dalton e non svegliarsi mai più.

A questo punto tutto diventa confuso, tranne che Wan, dato che forse non ha capito neanche lui cosa stesse accadendo, ci ha infilato un’ altra volta i pupazzoni con le facce strane. Perchè le presenze sono fantasmi, no sono demoni, no sono di nuovo fantasmi, ma forse sono demoni e non si sa che cazzo vogliono.

Uno dei demoni o fantasmi cattivi ha gli zoccoli e la faccia di uno di Guerre Stellari.

Il finale fa tanto imbarazzo.

Vorrei riportare intere linee di dialogo, soprattutto dai due spiegoni di cui sopra, ma un po’ non ne ho la forza, un po’ non vorrei spoilerare a tutto spiano. Ma io vi giuro che non crederete alle vostre orecchie. E’ impossibile che certa gente venga pagata per scrivere tali banalità e idiozie, declamate poi con una serietà che sortisce l’ effetto contrario.

Non sempre ci vuole una sceneggiatura eccezionale per realizzare un buon film, ma è sicuro che una pessima sceneggiatura come questa è in grado di sbracare e distruggere un’ opera che ha delle ottime intenzioni e delle premesse affascinanti. Ed è un peccato, perchè Wan non è un registucolo qualsiasi. La prima mezz’ ora di Insidious sta lì a dimostrarlo.

James, te lo chiedo per favore. Manda il tuo compare al diavolo e non avvicinarti mai più a Oren Peli. Trovati uno sceneggiatore che tanto, anche se lo raccatti a un angolo di strada, ti tira fuori una roba migliore di questa.

14 commenti

  1. ok, pensa che l’avevo scaricato e lo stavo per guardare.
    depenno latelanera dai miei siti di riferimento..

    piuttosto che ne pensi di lidris cuadrade di tre? magari quel tizio facesse più film..

    1. No, dai, latelanera è stupendo!
      La si pensa solo diversamente. Capita. Io mi incazzo perchè il film è girato bene e mi dispiace molto per il povero Wan. Un’ occhiatina dagliela, magari ti piace!

  2. dopo che mi hanno consigliato in sede di recensione blood creek, e aver letto abbastanza bene di insidious, inizio a pensare che qualcosa non vada..
    ma è anche vero che gianni canova parlò benissimo di “la terza madre”..

  3. Lucy…ehmmm….sai che sono?vediamo se indovini 🙂
    I complimenti per il blog te li ho già fatti…ora passiamo alle note dolenti 😉
    Scherzo,però a mio parere sei stata fin troppo cattivella con questo film,a me è piaciuto un botto nella prima parte,mi ha addirittura fatto provare qualche brividozzo,cosa che accade molto sporadicamente durante la visione di questi horror moderni.Certo,le battute finali con spiegone e uno stile più associabile al fantasy non sono il massimo.Però mi sono divertito parecchio e trovo Wan un ottimo regista.
    restiamo amici ugualmente? ghghghgh….

    1. Ma sommo! Benvenuto nella mia umile dimora!
      In realtà la mia non è proprio una stroncatura! Ho parlato bene del povero Wan e qualche brividozzo il film lo ha fatto venire anche a me. Quello che non riesco a perdonare a Insidious sono gli sviluppi che vengono dati alla trama e quella seconda parte così fracassona. Sarà che a me lo stile di Whannel nel costruire lo storie non riesce ad andare giù, però davvero sembra una “recinzione” molto cattiva, ma in realtà non lo è!

  4. Alla faccia dell’umile casetta,questa è una reggia!
    beh,indubbiamente condivido molto di ciò che affermi,però questa volta Whannel ,forse anche non volendo XD, a mio modesto avviso ha fatto centro.La parte finale è deboluccia ma rispetto alla media di queste produzioni nemmeno tanto male,poi l’ho trovata per certi versi audace.Poi a me l’apparizione dei ghostbuters è piaciuta,ha stemperato piacevolmente la tensione.
    Comunque rimando tutto al mio commento dall’altra parte e ora sotto con il prossimo confronto 😉

  5. Visto che mi era sembrato strano non avessi scritto nulla su sto film sono venuto a controllare e… in effetti ne avevi già parlato (sciocco io che ho dubitato). A fine lettura era a terra per le risate: recensione giusta, spietata e da far morire per i singhiozzi.

    1. Grasssssie!!! 😀 Che poi a me Wan sta simpatico e gli voglio pure bene. Non ho niente contro di lui, se non che Saw mi fa venire la gastrite, per devo ammettere che il primo era anche un buon thriller. Io credo che se Wan si trovasse uno sceneggiatore, potrebbe diventare uno dei pi bravi registi horror della sua generazione.

      1. Concordo, peccato sembra lo tirino dentro a ste situazione in cui è lui ha fare la figura dello sciocco… spero che la stessa cosa non tocchi a Zombie visto che il prossimo film sarà prodotto nientepopodimenoche da Peli

        1. Mi stai dicendo che Lords of Salem prodotto da Peli? Vado a mettere subito la testa nel forno

          1. Essì, si parla dello stesso team produttivo di Insidious… spero Rob non si sia riferito a quello quando ha parlato del suo film più spaventoso…

          2. Bè, a me Peli un po’ di paura la fa…

          3. Se pensi a cosa potrebbe ancora fare se continuano a lasciarlo libero? Non hai tutti i torti

  6. Sai cosa? L’ho visto oggi e non mi è dispiaciuto affatto. Intanto, come dici giustamente tu, c’è del talento registico in Wan e questa è cosa non scontata. Poi a me la virata verso il grottesco lynchiano non è dispiaciuta affatto. Riconosco a tutta l’operazione una certa originalità tutto sommato. Non sarà un capolavoro questa pellicola ma la reputo interessante.

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