Piranha 3D

Regia di Alexandre Aja (2010)

Scrivere qualcosa di serio su Piranha 3D potrebbe sembrare uno schiaffo alla decenza e al più elementare buon senso. Eppure credo che un film del genere sia rappresentativo di una tendenza preoccupante all’ interno del cinema horror commerciale statunitense. Quindi, nonostante l’ idiozia totale e programmatica sia l’ unica cifra contenutistica e stilistica alla base di Piranha 3D, mi tocca cercare di essere seria e trovare una spiegazione al fatto che uno scempio del genere non solo esista, ma prosperi anche.

Avverto sin dall’ inizio che questa non è una recensione vera e propria e che sarà piena zeppa di spoiler e anticipazioni. A tutto spiano e senza ritegno. Ma non si tratta di un film nuovissimo e quindi non credo di commettere danni irreparabili per nessuno.

Piranha 3D non è un remake. Del vecchio film di Dante resta soltanto il titolo. Sebbene disprezzi la proliferazione di rifacimenti che da qualche anno a questa parte ha preso piede nell’ horror americano, il fatto che il Piranha del ’78 e quello del 2010 non abbiano nulla in comune, in questo caso è un’ aggravante e non una nota di merito per l’ ex promessa Aja. L’ originale era un b movie con poche pretese, nato sulla scia del successo de Lo Squalo spielberghiano. Un filmetto gradevole e niente di più, ma molto onesto nel rivelare la sua natura di smaccata operazione commerciale che sfruttava il filone dei pericoli delle vacanze acquatiche. Vi era un vago e pretestuoso sottotesto ecologico che all’ epoca veniva inzeppato a forza in quasi ogni produzione incentrata su fenomeni naturali che sfuggono al controllo dell’ uomo, c’erano gli scienziati che combinavano casini, le autorità del lago che si rfiutavano di chiuderlo al pubblico e la folla di allegri villeggianti decimata dall’ attacco dei maledetti pesci brutti e cattivi. Che si vedevano poco o niente, dato il budget miserevole tipico delle produzioni cormaniane.

Insomma, fare un remake di quel Piranha avvalendosi dei mezzi tecnici odierni non era un’ idea pessima. Bastava metterlo in mano a un regista. Non un regista particolarmente bravo o dotato. Bastava un regista. E invece hanno chiamato Alexandre Aja.

Sì, lo so anche io che il ragazzo ha talento ed è in grado di muovere la macchina da presa. Nessuno lo nega. Ma è uno di quelli a cui il trasferimento a Hollywood sembra aver strappato via qualsiasi velleità o aspirazione. Ha subito una metamorfosi da giovane promessa dell’ horror a markettaro preferito dai produttori a una velocità impressionante. Neanche abbiamo fatto in tempo ad ammirare il suo Alta Tensione, che immediatamente ci siamo ritrovati fra le mani l’ immonda porcheria de Le Colline hanno gli occhi, che resta comunque il suo film migliore da quando gira negli Stati Uniti. E con questo ho detto tutto.

Tre film, tre remake uno peggio dell’ altro e tutti con una caratteristica in comune: si elimina qualsiasi contenuto che contraddistingueva l’ originale e si alza il più possibile il livello di violenza e gore. Piranha 3D è, da questo punto di vista, un film paradigmatico. Se il capostipite era un piccolo film di serie b, affrontato però con intelligenza e ironia (parliamo sempre di Joe Dante), la versione del 2010 firmata Aja è uno squallido scimmiottamento dei b movie anni ’70-’80, in cui all’ ironia si sostituisce la comicità di grana grossa e al posto dell’ intelligenza arrivano le tette e i culi.

La carenza impressionante di idee (e di sceneggiatori) che affligge il cinema di genere statunitense ha portato a saccheggiare la filmografia di basso livello anni ’80, sfruttando il fenomeno (che comincia a rompere parecchio le scatole) di rivalutazione della serie b, anche quando infima e bieca. E così abbiamo avuto una serie di rifacimenti di oscure pellicole dimenticate: Sorority Row, Prom Night, Terror Train erano robaccia anche all’ epoca in cui sono stati originariamente girati. E’ incredibile come i rispettivi remake siano riusciti addirittura a peggiorare quello che già era brutto. Con Piranha 3D si arriva però a un livello mai visto prima, si arriva al brutto programmatico, si arriva all’ idiozia cercata, voluta, pensata, predeterminata in ogni dettaglio, in ogni dialogo, in ogni personaggio, con la scusa dell’ omaggio al filmaccio. Facciamo un film di serie b, con i mezzi e la mentalità del 2010, con ventiquattro milioni di dollari e non solo, appiccichiamoci in post produzione il 3D che ci porta i ragazzini al cinema e alla fine millantiamo di aver usato una quantità di sangue finto inimmaginabile, di aver creato una delle sequenze di massacro più atroci e disturbanti della storia. Chiamiamo addirittura il re dei millantatori di violenze a fare un cameo, Eli Roth.  Riempiamo il cast di volti noti degli anni d’oro, dai, facciamo cantare a Richard Dreyfuss la stessa canzoncina che cantava ne Lo Squalo, lo vestiamo uguale uguale a com’ era vestito all’ epoca e gli facciamo anche bere una birra che si chiama Amity. E poi chiamiamo anche Christopher Lloyd e gli facciamo fare – rullo di tamburi – lo scienziato svitato. Non è originale e spiazzante?

La prima mezz’ ora di Piranha 3D è un monumento alla stupidità eretta a sistema. Assistiamo attoniti alle gesta di una massa di decerebrati che celebrano lo spring break, a un altrettanto decerebrato regista di porno soft, insieme alle sue disibite e siliconate donzelle e a un ragazzotto (decerebrato anche lui, mi pare logico) che si trova coinvolto nelle riprese di un porno lacustre in quanto indigeno e conoscitore delle bellezze del luogo. La di lui mamma (e sceriffo) gli affida due insopportabili fratellini piccoli. Lui ovviamente se ne sbatte e, magneticamente attratto dalle tette di Kelly Brook, si imbarca col regista, per poi trovarsi nella merda fino al collo, con i piranha incazzati neri che, nell’ ordine, si pappano una delle due porno attrici, rifiutando però di ingerire le sue protesi di silicone che restano a galleggiare nel lago, ingoiano e poi risputano il pene del regista (che muore consegnandoci le immortali parole: “maglietta bagnata”. Giuro) e, per finire assaltano la festa dello spring break facendo una strage di gente di cui non frega niente a nessuno.

In tutto questo ci tocca sorbire uno schizzo di vomito verso lo schermo, messo lì suppongo per giustificare l’ utilizzo del 3D e un simpatico balletto lesbo-acquatico in cui Kelly Brook e Riley Steele si strusciano indossando solo le pinne. Il regista commenta estasiato che sembrano pesci con le tette.

Alexandre Aja vuole giocare a essere il bimbo più cattivo e ribelle del suo condominio. Certo, quando abiti con gente come Eli Roth e Marcus Nispel, vinci facile anche se ti limiti a un paio di rutti sommessi. Ma, parlando di filmacci divertenti, bastano cinque minuti scarsi di Feast per mandare Aja a nascondersi sotto il letto a piangere invocando la mamma. Perchè non è sufficiente qualche testa spappolata, uno scalpo fatto con un’ elica e una sequenza saffica per sentirsi perfidi e sardonici, se poi tutte le ragazze disinibite muoiono nelle maniere più atroci e ciò che resta alla fine del film è il nucleo familiare americano restaurato e trionfante, se anche le sequenze più violente di Piranha 3D sono così patinate e prive di qualsiasi elemento turbativo da risultare innocue, se il livello di umorismo è ancora più basso di quello di un qualsiasi nostrano cinepanettone e se sotto le apparenze di divertimento scorretto e citazionista, si nasconde una morale talmente becera, reazionaria e sessista da far impallidire un intero congresso di ciellini.

Ho sempre creduto che il cinema di genere fosse una lente interpretativa della realtà che ci circonda. Non ho mai avuto nulla contro il puro e semplice intrattenimento, sia chiaro, ma nei film horror cerco qualcosa che mi spinga a ripensare a ciò che ho visto. Di solito mi accontento di poco. Mi basta una scena, a volte, per valutare positivamente un film mediocre. E in Piranha 3D non c’è niente. Non per incompetenza, incapacità o sciatteria. Non c’è niente perchè non si vuole niente. Non ci sono personaggi con cui empatizzare perchè non si vuole l’ empatia o l’ identificazione. Si cerca solo di mettere insieme quanta più carne da macello possibile sulle rive del lago. Non c’ è una sceneggiatura, non c’è un’ idea, non c’è una regia.  Questo nulla è mascherato sotto l’ etichetta rassicurante del “siamo qui per divertirci”. Ma da quando la parola divertimento e la parola imbecillità sono diventate sinonimi?

16 commenti

  1. si ma, c’è il cameo di gianna michaels 😀

    non sapevo fosse di aja, male male..

  2. Ma infatti il cameo di gianna è forse l’ unica scena che ha senso di esistere 😀
    Aja lo abbiamo perso da anni. Secondo me se fa tanto di rimettere piede in Francia lo menano brutto.

  3. chissà che gli è capitato, forse è scombussolato da un trauma.

    al posto di piranha 3d, è meglio vedersi un gang bang con gianna michaels, decisamente.. –_

  4. Carissima!
    Che dire l’ho visto sapendo di vedere una porcheria. Ringrazio solo il cinema Atlantic di non aver aggiornato il sito per quando volevo andarlo a vedere e quindi, una volta arrivata lì, mi sono tenuta stretta i miei 7,50€
    Ti attendo per Macete….sperando che non deluda 😉

  5. “Riempiamo il cast di volti noti degli anni d’oro, dai, facciamo cantare a Richard Dreyfuss la stessa canzoncina che cantava ne Lo Squalo, lo vestiamo uguale uguale a com’ era vestito all’ epoca e gli facciamo anche bere una birra che si chiama Amity. E poi chiamiamo anche Christopher Lloyd e gli facciamo fare – rullo di tamburi – lo scienziato svitato. Non è originale e spiazzante?”

    Nei primi cinque minuti ho gridato al miracolo e già credevo di divertirmi con un film cazzone ma intelligente. Voglio dire, si inizia con una citazione, bello, mi piace.
    Dopo venti minuti ho spento. Quando l’imbecille arriva nella spiaggia dei tamarri, con il poliziotto che dice non so cosa (ovviamente negro) e, con la musica in “sottofondo” sembra quasi un cantante rap, volevo morire.
    La bambina che parla di tette, ultraman che si mette a fare il regista “porno”, le battute inutili… il 3d inserito a forza ma che vomito è?
    Ma soprattutto Lloyd quanto l’han pagato per questa stronzata? Possibile che abbia così disperato bisogno di soldi? Mamma mia, mamma mia…

    E leggere la tua recensione mette tristezza, meno male che l’ho troncato, credo che sarei incazzata nera se fossi arrivata alla fine (maglietta bagnata????? maddio mio).

    1. Credo che Piranha 3d sia quanto di peggio il cinema di genere commerciale possa offrire. L’ esempio del pessimo eretto a sistema. E hai fatto bene a troncarlo. Io ho finito di vederlo giusto perch volevo assistere al famigerato massacro allo spring break, di cui si favoleggiava neanche fosse la cosa pi disturbante mai apparsa su uno schermo. Vabb, inutile che ripeta quello che ho gi scritto. Il problema che ‘sta monnezza stata esaltata da un sacco di persone.

      1. addirittura esaltata???
        Su IMDB ha 5,9, direi che come operazione commerciale è pochissimo riuscita… Ricordo però che il ciglione che abitava con me, uno di quegli intellettuali spocchiosi che vedevano un film al mese, forse, ma Ah la semiotica di Pasolini… beh, insomma, lui voleva andare a vedere Piranha al cinema. Mi è sempre sembrato un controsenso, persino io lo evitavo con cura, ma forse il pubblico di riferimento è quello? Non saprei, a me sembra contro ogni tentazione.

        1. imdb a parte, dai un’ occhiata qui, su bloody disgusting, dove la media delle recensioni del pubblico pi alta rispetto a quella dei “ciritici” del sito. Se vai su Dread Central tutto un tripudio di fuckyeah!!! Boobs! Killer fish!! Da prenderli a pizzoni in faccia di quelli forti. Il seguito gi in preparazione, lo gira quello di Feast, il che mi fa quasi pronosticare che verr fuori qualcosa di migliore. Il film ha avuto grandissimi incassi: costato 24 milioni di dollari, ne ha incassati 10 solo nel primo fine settimana di programmazione in USA. La tendenza rimasta pi o meno quella, quindi se ci facciamo due calcoli, direi che ci hanno fatto i soldoni. Poi gli intellettuali con semiotica allegata non vedono l’ ora di correre a sbavare su un paio di tette siliconate inghiottite da un pesciaccio. Per poi dire che massa di decerebrati siamo noi che guardiamo abitualmente quella roba. O peggio, magari trovano la semiotica anche nei pesci con le tette. Valli a capire 😀

  6. Non ricordo dove fosse la discussione, inserisco il commento qui.
    Vesto 30 days of night ma niente, io continuo a considerarlo una mezza cagata. mezza, certo, perché se confrontato a film come piranha si sfiora il capolavoro… ma è quella roba senza infamia e senza lode che tendenzialmente se posso evito…

    1. Non ricordo neanche io dove fosse finita la discussione! Io 30 days of noght lo ricordo con piacere, soprattutto per alcune scelte del regista Slade, che ha un bel gusto, a mio modesto parere, e per come sono rappresentati i vampiri. Oggi credo che a un film coi succhiasangue non si possa chiedere di pi. Pensa che ho trovato bellino persino Fright Night 2011…

  7. Su Fright Night io ho grandi speranze… Non merita più di tanto? C’è Tennant!

    1. Non mi dispiaciuto affatto. Uno di questi giorni ne scrivo. Tennant bravissimo, peccato che il personaggio lo penalizzi un po’. Non ti dico altro. Ma fossi in te, un saltino al cinema lo farei, perch ti diverti di sicuro.

  8. no, dai, al cinema non posso: tennant doppiato – ma chiunque doppiato, anche la colette! – non posso tollerarlo, lo sai. Attendo bluray (tra l’altro a casa, lo ribadisco, i film si vedono enormemente meglio per 40milioni di ragioni elencabili!).
    scrivine!

    1. Io sono troppo legata alla visione in sala. Per me il cinema quello. Poi, ovvio, la stragrande maggioranza dei film li vedo a casa, ma se potessi passerei la vita davanti al grande schermo. Ah, per la cronaca, il doppiaggio atroce, ma Tennant quello doppiato meglio di tutti.

  9. Visto ieri sera e condivido largamente quello che hai detto ma la cosa senza prezzo della mia visione erano tutte le espressioni schifate di mia moglie che era appena reduce da un incontro con un grillo gigante(15 cm buoni) che quasi l’ha fatta svenire. Secondo me è una parodia horror in cui alla fin fine tifi quasi per i piragna(bello scritto così?) che facciano un po’ di pulizia.Tutto falso, tutto per ridere , tutto ampiamente visto e metabolizzato.A proposito di soldoni questo film e ha fatti abbastanza perchè ha incassato worldwide 83 milioni di verdoni contro i 24 di costi.Ho visto che per giugno è schedulato un Piranha 3 DD..non so se ridere o piangere.Ne sai qualcosa?

    1. ahahahah! 15 cm di grillo?
      Ma che tenerezza 😀
      E piragna è perfetto! Anzi, agliuuuto! arivano li piragna!!
      sì, tutto per ridere, ma tutto falso. E la cattiveria, pure quella è plasticosa.
      Piraggna (aggiungo una g, dato che è il sequel) 3dd è di Gulager, regista del mio amatissimo Feast. Un pochino lo aspetto 😀

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