Gli ispiratori della Murena: Una top 5

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Ho pensato che un modo divertente, e anche poco invasivo, di fare un po’ di pubblicità al mio primo ebook poteva essere quello di parlare delle sue fonti di ispirazione cinematografiche. Questo resta un blog dedicato quasi esclusivamente al cinema e, sebbene My Little Moray Eel abbondi di ispirazioni letterarie, anche i film hanno pesato moltissimo sulla sua stesura. Trovo giusto ammettere i miei debiti nei confronti degli autori che mi hanno fornito spunti e suggestioni varie.
Inoltre era una vita che non pubblicavo una bella top 5 del sabato mattina. E se la cosa dovesse piacervi, magari la prossima settimana facciamo anche quella dedicata ai libri. Quindi, eccovi questa breve classifica, in ordine rigorosamente cronologico. Continua a leggere

Pucciosità Natalizie: I Goonies

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Regia – Richard Donner (1985)

E andiamo avanti così a farci del male, che ieri sembra abbiate gradito il tuffo nella nostalgia più spinta.
Dico farci del male perché parlare di questi film si porta sempre dietro un pizzico di rimpianto. È normale, ed è anche giusto. Sono i film con cui siamo cresciuti più o meno tutti e, facendo un po’ di calcoli, non c’è quasi nulla che li abbia sostituiti neanche per le generazioni successive, che hanno continuato a vederli e rivederli sugli schermi casalinghi.
Basta pensare a quanto ancora vendono le edizioni home video dei film per ragazzi anni ’80.
Sì, lo so che siamo sempre noi a ricomprarle. Ma, non paghi dei pomeriggi buttati al cesso cercando mappe del tesoro che non avremmo mai trovato, non ci accontentiamo di riservare a questi film uno spazio nei nostri cuoricini vecchi e stanchi. No. Li tramandiamo.
E ora, la domanda che potrebbe rischiare di far crollare il post che sto scrivendo alla centesima parola o giù di lì: erano davvero buoni film? Oppure è il filtro degli anni passati a renderli speciali solo per noi?

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Steven Spielberg Day: Ai Confini della Realtà

Twilight Zone The Movie

Regia – John Landis, Steven Spielberg, Joe Dante, George Miller (1983)

Oggi è il suo compleanno. 67 anni, una cinquantina di titoli diretti in carriera e, per quanto mi riguarda, la speranza che continui a fare film per sempre.
Lo ripeto per la centesima volta, a scanso di equivoci: Steven Spielberg ha rappresentato, a partire dalla mia infanzia e poi attraverso l’età adulta, il Cinema e il suo potere di trascinarti dentro una storia narrata per immagini. E lo ha rappresentato come nessun altro regista, per quanto amato o venerato, è mai riuscito a fare. Non posso essere oggettiva quando parlo di Spielberg. Non mi interessa neanche esserlo. Spielberg è come un papà, magari un po’ acciaccato dall’età che avanza, meno eroico e perfetto di un tempo, ma resta sempre il mio punto di riferimento principale. Mi fido di lui, so cosa trovare nei suoi film, anche se riesce sempre a sorprendermi. Quasi mai a deludermi.
Era quindi ovvio che mi precipitassi sull’iniziativa indetta dai miei vicini di blog (in fondo al post troverete la lista dei partecipanti, ognuno con un film diverso) per festeggiare il genetliaco del più grande regista vivente (si pregano i gentili lettori di astenersi da pernacchie. Sapete che la penso così. Se non concordate, potete non leggere).
Solo che ho scelto un film particolare, collettivo, in cui Spielberg, insieme a John Landis, si assume il ruolo di produttore e dirige uno dei quattro segmenti.
Le altre due storie portano la firma di Joe Dante e George Miller.
Quattro registi per quattro episodi di un film che è in realtà un omaggio a una delle serie televisive più influenti per la generazione a cui Spielberg (e i suoi colleghi) appartiene.
MIler, Dante, Landis e Spielberg sono infatti più o meno coetanei. Il più giovane è Landis, che nasce nel 1950. E la serie classica del telefilm creato da Rod Serling è andata in onda a partire dal 1959. Continua a leggere

Lincoln

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Regia – Steven Spielberg (2012)

I detrattori di Spielberg dovrebbero mettersi d’accordo con loro stessi. Farebbero il bene dell’umanità tutta. Basta prendere una decisione, non è difficile: Spielberg vi sta sulle palle perché è sentimentale e retorico, o vi sta sulle palle perché è freddo e misurato? No, perché le due cose sono piuttosto antitetiche. O forse vi sta sulle palle qualunque cosa faccia perché tanto sparare ad alzo zero su Spielberg è facile, comodo, riscuote successo in società e ci si sente tanto bene e in pace col mondo? Oltretutto, a Spielberg, scusate, ma suppongo rimbalzino alla grande le critiche che gli vengono mosse in maniera del tutto pretestuosa. E gli rimbalzano anche quelle che gli vengono mosse in maniera giustificata e seria. Il motivo è sempre lo stesso: lui è Spilby e voi non siete un cazzo.  Continua a leggere

Top 5: vi aspetto al varco

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Ultima top 5 dell’anno. E anche ultimo articolo dell’anno, se vogliamo essere puntigliosi. Abbiamo parlato delle ciofeche e delle belle sorprese cinematografiche del 2012. Adesso diamo un’occhiata a quello che ci aspetta in questo 2013 che drammaticamente si appropinqua. Me ne esco subito con un fuori classifica perché non posso accettare che un film di quel coso lì rientri in una mia top 5. Eppure ammetto, un po’ me ne vergogno, ma lo ammetto, di star aspettando con discreta bava alla bocca Man of Steel di colui che non voglio nominare. Atteso al varco nelle sale italiane per giugno. Tutta colpa di un trailer confezionato alla perfezione. E della presenza di Kevin Costner che da solo mi basta e mi avanza per muovere le chiappe e andare al cinema. Farò finta di non sapere che dietro la macchina da presa c’è il losco figuro, così non parto troppo prevenuta. Continua a leggere

Spilby – Una Top 5

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Secondo un po’di gente dovrei vergognarmi. Secondo altra, di cinema capisco davvero poco. Io, che non ho mai preteso di capire qualcosa su nessun argomento, non mi vergogno di dire che Spielberg è il mio regista preferito. Credo che la maggior parte di voi che leggono questo blog lo sappiano già. Eppure ho scritto poco su di lui, perché quando ne parlo tendo a diventare sentimentale. E, dato che sono intrinsecamente malvagia, affrontare un argomento che mi spoglia di ogni difesa e mi trasforma in una bimbetta che frigna raggomitolata in un angolo del divano, e abbracciata al peluche di E.T. non è piacevolissimo.
Ma siamo a Natale. E Spilby (sì, io lo chiamo così perché è un amico), ha sempre rappresentato, nel mio immaginario infantile e non, una sorta di Babbo Natale capace di portarmi in dono sempre tutto ciò che desideravo. Non avevo neanche bisogno di chiedere, o di scrivere stupide letterine. Lui conosceva le mie fantasie e le portava sullo schermo. Lui sapeva farmi piangere e sorridere, lui aveva un contatto diretto, privilegiato con le mie emozioni. Soprattutto, Spielberg era il Cinema, inteso come quell’universo a parte, che brillava e mi faceva esplodere il cuore di gioia, ogni volta che in sala si spegnevano le luci e cominciava la musica. Una musica come questa. Continua a leggere

I Gremlins

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Regia – Joe Dante (1984)

Natale. Ormai mancano cinque giorni. Il che significa che tra poco saremo tutti sopravvissuti al periodo peggiore dell’anno. Ma se nel mio cuore di pietra, arido come un paesaggio lunare e abitato da ragni velenosi, è rimasto un briciolo di tenerezza, lo devo al fatto che ogni volta che le strade cominciano ad addobbarsi con luminarie di pessimo gusto, io rivedo questo film e torno in pace col mondo intero.

I Gremlins è il film di Natale per antonomasia. Non ce n’è per nessuno. Disintegra qualsiasi concorrenza e si attesta a simbolo di un’intera infanzia. Che ci volete fare, sono cresciuta così, coi mostriciattoli.  Continua a leggere