Lucy

Lucy-2014-Movie-poster
Regia – Luc Besson (2014)

Il signor Besson e io abbiamo un paio di conticini in sospeso. Ci fu un tempo un grande amore, seguito da una delusione altrettanto grande e profonda. Un suo film è tra quei dieci che non smetterei mai di rivedere. E no, non si tratta di Leon, ma di Le Grand Bleu, girato addirittura prima che Nikita lo rendesse un autore action di fama mondiale. Poi però sono successe tante brutte cose, come Giovanna d’Arco e i vari minimei. È successo anche che Besson mollasse un po’ la cabina di regia per mettersi a produrre film d’azione a budget medio e destinati a grandi incassi.
Ogni tanto tornava a dirigere, ma sempre robetta più o meno dimenticabile. Poi, in sordina e senza clamori (anche perché è difficile che un film di Besson, oggi, susciti ancora qualche clamore), eccolo tornare al cinema d’azione, sebbene contaminato con la fantascienza e con quel genere supereoistico che sembra ormai essere, da solo, garanzia di successo al botteghino. Besson non è di certo nuovo a un cinema ibrido e contaminato. Il Quinto Elemento era un’ode alla contaminazione. E alla caciara, ma quella bella, quella che ti fa amare il grande schermo e tutte le splendide follie che esso rigurgita.
Prendete un’idea del tutto campata in aria e costruiteci intorno un delirio organizzato che se ne frega, con una certa strafottenza, di qualsiasi forma di coerenza, o di logica elementare, e avrete Lucy.
E sì, lo dico con la gioia nel cuore: Besson è tornato alla grande, con un film che si mangia a colazione tutta la baracca Marvel, superandola a destra e facendole pure una fragorosa pernacchia.  Continua a leggere

Il Quinto Elemento

url

Regia – Luc Besson (1997)

Ricominciamo a parlare di cinema con una duocensione, scritta a quattro mani col Cap Hell. Come al solito, se si tratta di farmi ospitare da lui, parliamo di horror e affini, se invece tocca a me, affrontiamo altri generi. Fantascienza, per la precisione. Anche se i puristi potrebbero storcere il naso sulla scelta del film e del regista. Luc Besson, che è forse la più cocente tra le tante delusioni cinematografiche della mia vita. Perché non ci può essere la stessa persona dietro la macchina da presa di Leon e dietro quella di Giovanna d’Arco. Si genera un cortocircuito mentale che rischia di mandarti dritta al manicomio. Tra un inizio di carriera sublime e una seconda parte imbarazzante, si situa il Quinto Elemento, neanche fosse una specie di spartiacque verso il baratro. Un progetto ambizioso, con budget molto elevato. Un film europeo ma concepito per sfondare sul mercato americano.   Dopo il successo di Nikita e Leon, la Gaumont, casa di produzione del simpatico Luc, decide di investire la bellezza di 90 milioni di dollari. Nel 1997 era una cifra spaventosa per un film non statunitense. Ma era anche un’epoca in cui qualche produttore aveva voglia di rischiare. Il Quinto Elemento era il film non statunitense più costoso mai realizzato. E alla Gaumont andò bene. Il film incassò parecchio, in ogni parte del mondo. Continua a leggere