I Gremlins

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Regia – Joe Dante (1984)

Natale. Ormai mancano cinque giorni. Il che significa che tra poco saremo tutti sopravvissuti al periodo peggiore dell’anno. Ma se nel mio cuore di pietra, arido come un paesaggio lunare e abitato da ragni velenosi, è rimasto un briciolo di tenerezza, lo devo al fatto che ogni volta che le strade cominciano ad addobbarsi con luminarie di pessimo gusto, io rivedo questo film e torno in pace col mondo intero.

I Gremlins è il film di Natale per antonomasia. Non ce n’è per nessuno. Disintegra qualsiasi concorrenza e si attesta a simbolo di un’intera infanzia. Che ci volete fare, sono cresciuta così, coi mostriciattoli.  Continua a leggere

Rare Exports

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Regia – Jalmari Helander (2010)

Dato che negli ultimi giorni mi è venuta questa fissazione per il fantastico targato cara vecchia Europa, eccoci qui a parlare di un prodotto finlandese. Rare Exports nasce da due cortometraggi che il regista Helander gira, rispettivamente, nel 2003 e nel 2005. La buona accoglienza riservata in rete a entrambi i corti porta Helander a ottenere un budget di 1.800.000 euro (in parte fornito dalla Finnish Film Foundation) per esordire con questa fiaba nerissima, che si svolge tra il 24 e il 25 dicembre in una zona di confine tra Finlandia e Russia, una vera e propria terra desolata, ricoperta dalla neve e minacciata in continuazione dai lupi.
Oltre la recinzione che segna il confine tra i due paesi, una compagnia americana sta effettuando delle trivellazioni per portare alla luce un’antichissima tomba sepolta sotto una montagna. Pare che quella sia la tomba di Santa Claus, quello vero, una creatura soprannaturale e spietata che, la notte di natale, non porta regali ai bambini buoni, ma punisce quelli cattivi, prima rapendoli e poi divorandoli. In questo è coadiuvato dai suoi piccoli aiutanti: dei vecchiacci laidi e puzzolenti. Roba da far venire gli incubi per settimane. Toccherà al piccolo Pietari e alla comunità di cacciatori di renne che vive nei pressi del monte Korvatunturi, sventare la minaccia. Per sopravvivere a un natale molto, molto atipico. Continua a leggere

Silent Night

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Regia – Steven C. Miller (2012)

Siamo in periodo natalizio e, come ho già fatto l’anno scorso, mi diverto a parlare di horror ambientati durante le festività. Niente di serio, ovviamente. I classici film per passare un paio d’ore di pura evasione dalla soffocante cappa di lucine colorate e gente impazzita che vaga per le strade creando traffico, code, isteria di massa e istinti omicidi.
Steven C. Miller è un regista giovane, nato nel 1981. Il suo primo film, Automaton Transfusion, costa 50.000 dollari, diventa un piccolo cult e, sebbene non sia altro che l’ennesima declinazione dell’apocalisse zombie in salsa satirica, ha dalla sua alcune idee interessanti che evidenziano un certo talento dietro la macchina da presa, e soprattutto quintalate di violenza e gore mostrate senza il minimo pudore, tra feti sgranocchiati e pelle strappata via dalla faccia.
Silent Night è il suo quarto lungometraggio, e Miller può contare su una produzione un po’più ricca, un cast di attori veri e la stessa libertà di pasticciare con sangue e frattaglie del suo scatenato esordio.

Da qui in poi qualche piccola anticipazione Continua a leggere

Black Christmas (1974) vs Black Christmas (2006)

I cugini deficienti vi augurano, anche loro, un buon natale di stenti, privazioni e noia mortale.

Prima di Michael Myers, ma dopo gli omicidi sulla baia di Mario Bava, che è una cosa che tengo sempre a sottolineare, c’è stato Bob Clark. Parlare ancora di questo film, dopo decenni di dimenticanze e tardive riscoperte, con lo scopo di attribuire a qualcuno la paternità dello slasher, è abbastanza inutile. Come spesso accade nella storia del cinema, lo sterminio di generazioni di giovani americani gaudenti era nell’ aria. Poco importa stabilire chi sia arrivato prima. Forse, la maggiore notorietà di Halloween sta nel fatto che, dove Clark gioca soprattutto sull’ assenza, Carpenter fornisce all’ assassino un corpo, e soprattutto una maschera, trasformandolo in un’ icona. E da quel momento, i killer mascherati proliferano e prolificano. Eppure i film buoni restano, quelli brutti si dimenticano, mentre ambedue le categorie sono soggette al rifacimento, che è molto democratico. Il problema è che se si sceglie di fare il remake di qualche infimo slasher relegato nell’ angolo curiosità camp dei videonoleggi, magari mi indigno io e qualche altro matto. Se si sceglie di fare il remake di un capolavoro, si indignano tutti. I produttori di Black Christmas sono stati furbi: hanno scelto il capolavoro dimenticato, il classico dei classici, di cui tutti conoscono il titolo, ma che solo in pochi hanno veramente visto, in un’ operazione perfetta di rimozione della memoria cinematografica. E così, per le generazioni a venire Black Christmas sarà sempre quello del 2006. Che culo. Continua a leggere

And All Through the House

Oggi viaggiamo nel tempo e nello spazio, dall’ Inghilterra del 1972, agli Stati Uniti del 1989, passando attraverso gli anni ’50 e i fumetti dell’ orrore che hanno segnato la cultura popolare americana, facendo da scuola di mostri a varie generazioni di registi che poi sarebbero diventati famosi  proprio raccontando quelle storie che li avevano intrattenuti e spaventati da bambini. Continua a leggere

Un minuto a mezzanotte

Regia – René Manzor (1989)

Post domenicale, leggerino leggerino e pieno di spirito natalizio (se, ve piacerebbe), per ricordare insieme a voi uno dei miei traumi primari infantili. Visto una volta in televisione, cercato per anni e recuperato solo ieri, grazie a youtube, Un Minuto a Mezzanotte (titolo originale 3615 code Père Noël) è un home invasion francese, spacciato all’ epoca come film per bambini. Vinse il fantafestival di Roma nel 1989 anticipando di un anno  il concetto  alla base di quel blockbuster per famiglie che fu Mamma ho perso l’ aereo.  Dove però la storia del bambino dimenticato a casa alla vigilia di natale, nel film di Columbus era una commedia fracassona e grondante buoni sentimenti, Un Minuto a Mezzanotte è invece l’ odissea disperata di un dodicenne alle prese con l’ irruzione di uno psicopatico vestito da Babbo Natale, che vuole vendicarsi perché la mamma del ragazzo lo ha da poco licenziato dal centro commerciale di cui è direttrice. Continua a leggere

Silent Night, Deadly Night

Regia – Charles E. Selliers Jr. (1984)

Per la serie film che oggi non potrebbero mai essere girati, spunta dalle nebbie del tempo questo Silent Night, Bloody Night, oscuro slasher natalizio proveniente dal 1984, costato due lire e mezza e che ha addirittura generato quattro seguiti. Leggendo in giro, mi rendo conto che negli Stati Uniti è una specie di cult, oltre a essere considerato uno dei migliori horror natalizi mai realizzati.  Il che non si discosta poi troppo dalla verità, perché, pur nella sua demenza che è tipica del sottogenere a cui appartiene, Silent Night, Deadly Night, è un film molto onesto, ben diretto e con qualche guizzo creativo e un paio di invenzioni in sceneggiatura davvero interessanti, cose che oggi mancano al novanta per cento dei B movie contemporanei. Continua a leggere

Dead End

Regia – Jean-Baptiste Andrea, Fabrice Canepa (2003)

Inauguro oggi una rubrichina dedicata agli horror natalizi, che non sono molti, e il più delle volte sono anche brutti, per cui ne esaminerò il minimo indispensabile, giusto per il divertimento di sporcare un po’ di sangue l’ odiato natale. Cominciamo con un gioiellino semisconosciuto targato 2003 e diretto da due giovani registi francesi, ma prodotto negli Stati Uniti e con cast americano. La storia è quella abbastanza classica di una famiglia che, nel corso di un viaggio per andare a festeggiare il natale dai parenti, imbocca la deviazione sbagliata e si perde nel bosco, capitando su una strada deserta che sembra non avere fine. Ma se l’ idea di base è classica, altrettanto non si può dire dello svolgimento e, soprattutto, dei personaggi che il duo francese mette in scena. Continua a leggere