Silent Night

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Regia – Steven C. Miller (2012)

Siamo in periodo natalizio e, come ho già fatto l’anno scorso, mi diverto a parlare di horror ambientati durante le festività. Niente di serio, ovviamente. I classici film per passare un paio d’ore di pura evasione dalla soffocante cappa di lucine colorate e gente impazzita che vaga per le strade creando traffico, code, isteria di massa e istinti omicidi.
Steven C. Miller è un regista giovane, nato nel 1981. Il suo primo film, Automaton Transfusion, costa 50.000 dollari, diventa un piccolo cult e, sebbene non sia altro che l’ennesima declinazione dell’apocalisse zombie in salsa satirica, ha dalla sua alcune idee interessanti che evidenziano un certo talento dietro la macchina da presa, e soprattutto quintalate di violenza e gore mostrate senza il minimo pudore, tra feti sgranocchiati e pelle strappata via dalla faccia.
Silent Night è il suo quarto lungometraggio, e Miller può contare su una produzione un po’più ricca, un cast di attori veri e la stessa libertà di pasticciare con sangue e frattaglie del suo scatenato esordio.

Da qui in poi qualche piccola anticipazione Continua a leggere

E’ ora di parlare di Lucio Fulci!!

Ci sono tanti personaggi a cui devo la vita, gente straordinaria senza il cui contributo questo blog non sarebbe mai esistito, e soprattutto che mi ha fatto diventare quella che sono. Non è un gran risultato, ma si può combinare di peggio. Tra questi, un posto speciale è occupato da Lucio Fulci, che ho sempre ritenuto il miglior regista di genere italiano. Ci ho messo tanto a scrivere questo post, perché non sapevo da dove cominciare. Affrontare l’ intera filmografia di Fulci è un’ impresa titanica, e lo sarebbe comunque anche se decidessi di dedicarmi solo alla sua produzione horror e affini, come i suoi bellissimi gialli. Alla fine ho deciso di dedicare lo specialone di oggi alla trilogia della morte, una serie di film girati tra il 1980 e il 1981 che comprende Paura nella città dei morti viventi, E tu vivrai nel terrore – L’ Aldilà e Quella villa accanto al cimitero. Il motivo è semplice: il trittico rappresenta una personalissima (e poetica) rielaborazione dei temi gotici da parte del regista romano, che se da un lato ne esalta il lato più grafico e violento, facendo un largo uso di effetti gore di una brutalità a volte senza precedenti, dall’ altro riesce a ricrearne fedelmente l’ essenza fiabesca. Il percorso horror di Fulci comincia ufficialmente nel 1979, con Zombi 2, ma già a partire da Beatrice Cenci si comincia a intravedere quella sperimentazione sul macabro e sull’ orrore fisico e anatomico che sarebbe stato alla base dell’ estetica sfrenata della trilogia.  Anche nei suoi gialli, pur con tutti i debiti nei confronti del sotto genere inaugurato da Dario Argento, è presente un punto di vista inedito, quell’ irrompere dell’ irrazionale e del fantastico che squarcia fragorosamente il tessuto della realtà, con una potenza da cui non si esce mai vivi. Continua a leggere