Europa Report

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Regia – Sebastiàn Cordero (2013)

“Comparata con la vastità del sapere ancora da acquisire, che rilevanza può avere la tua vita?”

QUALCHE SPOILER

Sembra che quando decido di prendermi un attimo di pausa dal blog, il cinema malvagio lo faccia apposta a tirarmi fuori un gioiellino dietro l’altro. E io non posso fare a meno di condividere con voi gioia e stupore di fronte a questi piccoli film che, con un coraggio fuori del comune, ci riportano a parlare di fantascienza in maniera, finalmente, seria.
Negli ultimi tempi, la fantascienza sta ricominciando ad affacciarsi nelle sale. Non solo con i blockbuster, ma anche con prodotti indipendenti come questo. E se si aspettano con trepidazione Elysium e Gravity, per vedere cosa hanno combinato Blomkamp e Cuaròn, è a una cosa come Europa Report che qualsiasi appassionato dovrebbe rivolgersi per sperare che il suo genere preferito possa avere un futuro migliore. Continua a leggere

Cinema degli Abissi: Deepstar Six

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Regia – Sean S. Cunningham (1989)

Continuiamo a occuparci di quell’anno magnifico in cui a un certo punto sembrava che tutte le produzioni hollywoodiane, da quelle più blasonate a quelle più povere, venissero ambientate migliaia di metri sott’acqua.
Lewis Abernathy, lo sceneggiatore, vendette il copione nello stesso periodo in cui il suo amico Cameron stava cominciando a lavorare a un altro progetto abissale, ben più famoso e importante. Cameron gli chiese di aspettare, Abernathy non gli diede retta, i due litigarono e non si parlarono fino al 1997, quando Abernathy partecipò alla realizzazione di Titanic. Deepstar Six e The Abyss uscirono in contemporanea. Il secondo incassò 90 milioni di dollari in tutto il mondo. Il primo otto. Forse ad Abernathy sarebbe convenuto aspettare un po’.  Continua a leggere

Cloud Atlas

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Regia – Lana Wachowski, Andy Wachowski, Tom Tykwer (2012)

Iniziare il nuovo anno cinematografico con un grande film è un avvenimento piacevole, soprattutto se si considera quanto poco affidamento io abbia sempre fatto sui due fratellini Wachowski. Per quanto riguarda il terzo regista a capo di quest’opera colossale, Tom Tykwer, non avevo elementi a sufficienza per prevedere cosa avrebbe combinato alle prese con una storia di così ampio respiro, anche se ho amato ogni fotogramma del suo Lola Corre.

Dovete sapere che Cloud Atlas è un film di produzione tedesca, tratto da un romanzo inglese, L’Atlante delle Nuvole, di David Mitchell, e diretto da due registi americani e uno tedesco. E no, non è una barzelletta. Si tratta del più grosso investimento della storia del cinema in Germania. Cento milioni di dollari di budget e quattro mesi di riprese in giro per il mondo. Un’impresa di un certo rilievo, quindi, che ha rischiato più volte di essere interrotta per mancanza di fondi e che è stata finanziata anche dal governo tedesco. Il film viene proiettato per la prima volta a Toronto, nel settembre del 2012 e riceve 10 minuti di applausi.  Continua a leggere

Il Quinto Elemento

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Regia – Luc Besson (1997)

Ricominciamo a parlare di cinema con una duocensione, scritta a quattro mani col Cap Hell. Come al solito, se si tratta di farmi ospitare da lui, parliamo di horror e affini, se invece tocca a me, affrontiamo altri generi. Fantascienza, per la precisione. Anche se i puristi potrebbero storcere il naso sulla scelta del film e del regista. Luc Besson, che è forse la più cocente tra le tante delusioni cinematografiche della mia vita. Perché non ci può essere la stessa persona dietro la macchina da presa di Leon e dietro quella di Giovanna d’Arco. Si genera un cortocircuito mentale che rischia di mandarti dritta al manicomio. Tra un inizio di carriera sublime e una seconda parte imbarazzante, si situa il Quinto Elemento, neanche fosse una specie di spartiacque verso il baratro. Un progetto ambizioso, con budget molto elevato. Un film europeo ma concepito per sfondare sul mercato americano.   Dopo il successo di Nikita e Leon, la Gaumont, casa di produzione del simpatico Luc, decide di investire la bellezza di 90 milioni di dollari. Nel 1997 era una cifra spaventosa per un film non statunitense. Ma era anche un’epoca in cui qualche produttore aveva voglia di rischiare. Il Quinto Elemento era il film non statunitense più costoso mai realizzato. E alla Gaumont andò bene. Il film incassò parecchio, in ogni parte del mondo. Continua a leggere

Prometheus

Regia – Ridley Scott (2012)

Prometheus è un film della Madonna e non rompetemi i coglioni. Ecco, potrei scrivere solo questa mezza riga e avrei già detto tutto quello che c’è bisogno di dire sull’ultimo lavoro di Scott. Ma io sono una personcina logica e razionale e ho intenzione di dare spiegazioni sul perché sia un film della Madonna e sul perché non dovete rompermi i coglioni.  Ho aspettato con pazienza che Prometheus arrivasse in sala da noi, in italiastan. Ho evitato di leggere recensioni, spoiler, di vedere clip tratte dal film.  Ho fatto lo slalom tra opinioni esaltanti e fortemente negative. Dall’8 giugno al 14 settembre, per me Prometheus non è esistito.  Poi sono andata al cinema, senza sapere niente, conoscendo a stento la trama, non avendo la più pallida idea di cosa aspettarmi. Le immagini hanno iniziato a scorrere sullo schermo. Sono bastati due minuti per farmi capire che:

a) ero innamorata del film come neanche a 15 anni, con le palpitazioni, i sudori freddi e gli occhi a cuore

b) il mio obiettivo nella vita sarebbe stato quello di diventare lo scendiletto di Ridley e il poggiapiedi di Scalia.

c) Ridley era tornato e non ce n’era più per nessuno, ché lui è nato per la fantascienza e deve fare quello. E gli avrei perdonato tutto. Soldato Jane compreso.  Continua a leggere

Iron Sky

Regia – Timo Vuorensola (2012)

Il blocco del blogger è una brutta bestia. Bestia ancora peggiore è non aver uno straccio di connessione in ufficio che mi permetta di scrivere qualcosa in pausa pranzo, per non parlare del fatto di stare attaccata quattordici ore al giorno a una cazzo di scrivania. Ma son cose che capitano. Forse il blocco è dovuto soprattutto a una certa nausea che sento nei confronti del cinema e che mi sta facendo passare la voglia di parlarne. Poi capita Iron Sky e ci si riconcilia con tutto quello che fino a poche ore prima ti faceva venire il voltastomaco. Quindi per festeggiare metterei un po’ di musica, tratta dalla colonna sonora monumentale che Laibach ha composto per il film di Vuorensola. Continua a leggere