Texas, 1974

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Tornano le duocensioni. Quei piccoli viaggi nella storia del cinema che ci divertiamo a fare insieme, Hell e io. Questa volta tocca a un film speciale, che ha davvero cambiato per sempre la faccia dell’horror. Un film che ancora oggi fa paura e che una serie infinita di seguiti, remake, reboot e riproposizioni in 3d non è riuscita a toglierci dalla memoria. Parliamo dell’esordio di Tobe Hooper, parliamo di Non Aprite quella Porta. Roba seria.

La recensione, se così si può chiamare, è sul blog di Hell. Questo è il link. L’ho postata io, perché Hell è in pausa. Ciò significa che la collaborazione si fa molto più stretta e che, credo, ne vedrete delle belle.

Buona lettura e buon divertimento.

Un po’ di musica

Il Quinto Elemento

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Regia – Luc Besson (1997)

Ricominciamo a parlare di cinema con una duocensione, scritta a quattro mani col Cap Hell. Come al solito, se si tratta di farmi ospitare da lui, parliamo di horror e affini, se invece tocca a me, affrontiamo altri generi. Fantascienza, per la precisione. Anche se i puristi potrebbero storcere il naso sulla scelta del film e del regista. Luc Besson, che è forse la più cocente tra le tante delusioni cinematografiche della mia vita. Perché non ci può essere la stessa persona dietro la macchina da presa di Leon e dietro quella di Giovanna d’Arco. Si genera un cortocircuito mentale che rischia di mandarti dritta al manicomio. Tra un inizio di carriera sublime e una seconda parte imbarazzante, si situa il Quinto Elemento, neanche fosse una specie di spartiacque verso il baratro. Un progetto ambizioso, con budget molto elevato. Un film europeo ma concepito per sfondare sul mercato americano.   Dopo il successo di Nikita e Leon, la Gaumont, casa di produzione del simpatico Luc, decide di investire la bellezza di 90 milioni di dollari. Nel 1997 era una cifra spaventosa per un film non statunitense. Ma era anche un’epoca in cui qualche produttore aveva voglia di rischiare. Il Quinto Elemento era il film non statunitense più costoso mai realizzato. E alla Gaumont andò bene. Il film incassò parecchio, in ogni parte del mondo. Continua a leggere

Richard, Hell e io

Tre cavalieri dalle lunghe ombre che riscrivono la storia del cinema. Oddio, uno ci aveva provato sul serio e concretamente, poveraccio, ma l’ hanno azzoppato e gli hanno stroncato la carriera. Allora, con Hell, abbiamo pensato di rendergli il giusto tributo con una delle nostre ormai abituali (e uber fighe) duocensioni. Che a Stanley, e al suo tentativo di mettere su pellicola incubi, ossessioni e visioni del tutto personali e svincolate da ogni ingerenza produttiva, vogliamo bene. La sua indipendenza portata fino all’ autolesionismo ha qualcosa di eroico e fa di lui uno splendido perdente, uno di quelli che vorresti avere accanto per andartici a sbronzare insieme e sparare a zero sul cinema tutto, che non lo ha capito e non se lo è mai meritato. Continua a leggere