Filmacci: Intruder

4e18efba-dd60-4e20-80d0-6e6946205890
Regia – Scott Spiegel (1989)

Con il termine “filmaccio” non intendo nulla di dispregiativo. Lo chiarisco subito. Ma, con l’estate alle porte, arriva sempre il momento di rispolverare gli anni ’80 su questo simpatico blog. Un filmaccio è proprio quello che ci vuole nelle afose serate estive. Un filmaccio è il prodotto tipico da Notte Horror. Un filmaccio è quella cosa che ci resta nel cuore anche a distanza di tanti anni e ci fa ripiombare in quelle giornate cariche di aspettative (e un po’ di noia) della nostra infanzia, quando certi filmacci ce li facevano vedere, ovviamente dilaniati dai tagli, anche nel pomeriggio. Magari subito dopo pranzo, nell’ora in cui escono i demoni. O magari li registravamo la notte, in seconda serata, per vederceli comodamente il giorno dopo, mandando avanti veloce le pause pubblicitarie.
È inutile provare a negarlo: qualunque appassionato di horror con i filmacci ci è cresciuto. Ed è andando a rimestare nella rumenta di questi filmacci che ritrova, a volte e sempre più di rado, alcune perle.
Intruder è una di queste. E ha anche una storia molto interessante a livello di censura. È infatti un film che abbiamo potuto vedere integro solo nel 2011, quando è uscita la versione uncut.  Continua a leggere

Stage Fright

stage-fright-art
Regia – Jerome Sable (2014)

Parliamo di musical. Anzi, parliamo del mio rapporto orribilmente conflittuale con i musical. Mai sopportati. Faccio una fatica bestiale a sospendere l’incredulità. Raccontatemi di mostri atomici che si risvegliano e distruggono i palazzi e io vi crederò. Ma se li fate cantare invece di parlare, per me iniziano dei serissimi problemi. Esco dal film, comincio a pensare ad altro, mi viene anche un po’ da ridere e, soprattutto, mi annoio a morte.
Certo, le eccezioni ci sono sempre. E a parte il solito vecchio The Rocky Horror Picture Show, il mio musical preferito (legato all’ambito horror, ovviamente) resta Phantom of the Paradise di De Palma.
Che poi è una delle fonti d’ispirazione principali di questo Stage Fright, esordio dello sceneggiatore, regista e compositore Jerome Sable, non alla  prima incursione nel campo dell’horror musical. Nel suo corto del 2010, The Legend of Beaver Dam, c’erano zombie canterini all’assalto di un campeggio. Molto divertente, ben diretto e con un’ottima colonna sonora, curata dallo stesso Sable in collaborazione  Eli Batalion.
Coppia che si rinnova nella scrittura di questo Stage Fright, slasher musicarello con assassino mascherato che si accanisce su compagnia di dilettanti alle prese con opera maledetta.  Continua a leggere

Las Brujas de Zugarramurdi

brujas-loca
Regia – Alex de la Iglesia (2013)

 Di anarchici puri del cinema ce ne sono rimasti pochissimi. Uno di loro, uno degli ultimi, è proprio Alex de la Iglesia. A partire dal suo esordio, Azione mutante, passando per suoi sporadici lavori televisivi (La Habitacion del niño, suo segmento di Películas para no dormir), fino ad arrivare a quell’atto d’amore estremo e compreso da pochi nei confronti del cinema che era Balada Triste de Trompeta, il buon Alex ha sempre fatto di testa sua, non riuscendo mai a sfondare del tutto come molti suoi colleghi spagnoli, ma rimanendo  un regista di nicchia. Forse a causa della sua scarsissima predisposizione a qualsiasi forma di realismo, o verosimiglianza, in favore invece di un senso del grottesco e del ridicolo che hanno pochi rivali. Oppure per un gusto dell’eccesso che spesso sfocia nel melodramma o nella farsa più sfrenata.
In realtà, de la Iglesia è un regista colto e con una spiccata sensibilità per le paure che si agitano sotto il sottile strato della civiltà. E anche quando, come nel caso di questo Las Brujas de Zugarramurdi, la butta completamente in farsa, riesce comunque a riuscire dove un Rob Zombie a caso, con tutta la sua pretesa di seriosità da pseudo autore, fallisce miseramente.  Continua a leggere

Misteriosi assassini o mante giganti?

seabat3

Una volta sfangato Il Golem che, credetemi, è stato davvero una faccenda tosta per una come me, possiamo dedicarci al prossimo film oggetto della rubrica.
E vi coinvolgo nuovamente, con un altro sondaggio. Per il 1930 non ho trovato moltissima roba. Diciamo che il delirio si scatena a partire dall’anno successivo. Ma anche qui abbiamo due reperti archeologici piuttosto succulenti.
Si tratta di The Sea Bat (uscito anche da queste parti col titolo “Il Vampiro del Mare”), film principalmente avventuroso, ma con il bonus del mostro marino, e di The Bat Whispers, remake sonoro di un film del 1926, basato su un criminale che terrorizza un gruppo di persone isolate in una casa di campagna. Continua a leggere

1920: Il Golem – Come Venne al Mondo

El_Golem-648207422-large
Regia – Carl BoesePaul Wegener

Promessa o minaccia che fosse, vi avevo avvertito che avrei ricominciato la mia rubrica. E vi ho anche coinvolto nella cosa. Chiedo umilmente perdono perché dall’annuncio al primo post è passato davvero troppo tempo: un po’ i casini vari che hanno accompagnato l’ultimo periodo, un po’ la statura impegnativa del film in oggetto, mi hanno spinto a procrastinare. Ma una volta minacciato o promesso qualcosa, tirarsi indietro è davvero improponibile. E così, eccomi qui a parlare de Il Golem, film tedesco del 1920 ed esponente dell’epoca d’oro dell’espressionismo cinematografico.
Non pensate proprio che io abbia intenzione di recensire il film. Non è una cosa possibile. Parliamo di un momento cinematografico così distante dal nostro, per mezzi e intenti, che sarebbe da spocchiosi presuntuosi immaginare soltanto di fare una recensione tradizionale.
Cerchiamo invece di affrontare la questione da un punto di vista diverso. Il 1920 è un anno fondamentale per la storia del cinema horror. Se infatti il genere che tanto amiamo si sviluppa negli Stati Uniti nella sua forma più compiuta, le sue origini vanno ricercate altrove. E, per l’appunto, in Germania negli anni ’20.

Facciamo quindi un piccolo passo indietro e parliamo di Caligari, ché, sebbene non sia l’oggetto del post, non se ne può prescindere in nessun modo. Ma non parliamo propriamente del film, quanto dell’accoglienza ricevuta alla sua uscita, in pompa magna, negli Stati Uniti. Continua a leggere

Blood Glacier

854
Regia – Marvin Kren (2013)

Ve lo ricordate Rammbock? Molto probabilmente no, perché ne parlammo proprio agli albori di questo blog, quasi tre anni fa. Ma se per caso ve lo ricordate, saprete che si trattava di un breve, rapido e intenso zombie movie tedesco, esordio di un giovanotto interessante, capace di mettere in scena la sua apocalisse condominiale con pochissimi soldi e senza voler essere a tutti i costi innovativo, ma avendo ben chiaro in mente che, quando non hai una storia originale e hai anche un budget ridicolo per raccontarla, devi saperti giocare le poche carte a disposizione anche meglio degli altri. E Marvin Kren, nel caso di Rammbock puntava tutto su azione serrata e personaggi, vincendo ampiamente la scommessa.
Passa qualche annetto ed ecco il nostro Kren alle prese con un capitale un po’ più cospicuo e una nuova storia, anche quella derivativa come il suo esordio e scritta sempre dallo stesso sceneggiatore Benjamin Hessler. Questa volta non ci sono gli zombi, ma Kren affronta un tema molto più ambizioso: la Cosa nei ghiacci.  Continua a leggere

Cheap Thrills

1392997324000-JohnnyRyan-Artwork
Regia – E.L. Katz (2013)

A costo di sembrare ripetitiva, sono costretta a dire ancora una volta che non ha alcuna importanza l’originalità della storia che si va a raccontare. Almeno da queste parti, non conta affatto quante volte è stato sviluppato lo stesso tema. Al contrario, contano le variazioni che ogni autore apporta a una struttura che si può replicare anche all’infinito. Non il cosa, ma il come, per dirla in parole povere. Nel caso di Cheap Thrills, esordio dello sceneggiatore (nonché giornalista per riviste come Fangoria) E.L. Katz, viene riproposta l’annosa questione del cosa saremmo disposti a fare per una somma di denaro pazzesca. Quanta umiliazione saremmo disposti a sopportare e con quanta leggerezza potremmo fare le scarpe a un nostro amico per mettere le mani su una quantità di soldi che altrimenti non vedremo mai nel corso di tutta la nostra, sfigatissima esistenza passata ad arrabattarsi per pagare l’affitto e mantenere la famiglia.  Continua a leggere

Godzilla

godzilla2014_poster2

 

Regia – Gareth Edwards (2014)

Finalmente si torna on line. La cosa mi riempie di gioia, soprattutto perché ritorno per parlare del colosso dell’anno. Il film più atteso da tutti noi amanti dei mostri giganti, che più sono giganti, meglio è.
Ma partiamo subito da un presupposto fondamentale: dell’ennesima versione cinematografica di Godzilla, in sé, non mi frega quasi niente. Evoluzione degli effetti speciali a parte, ripescare la creatura del ’54 per infilarla in un blockbuster multimilionario, per me è un’operazione piuttosto sterile. Se aspettavo Godzilla con trepidazione, era soprattutto per il nome del regista. Gareth Edwards, autore nel 2010, di uno splendido film di mostri senza mostri, Monsters.
Tocca ammettere che, per quanto gli studios hollywoodiani spesso e volentieri spargano merda per il mondo senza curarsi punto della puzza, altrettanto spesso hanno delle intuizioni geniali. E affidare Godzilla al regista di Monsters è un’intuizione geniale.
Così, me ne vado al cinema piena di belle speranze, compiendo un fatale errore. Dovete sapere che io sono una specie di contabile dei film. Nel momento in cui mi siedo in sala sono capace di snocciolare al mio compagno di sventura vita, morte e miracoli di quasi ogni membro della troupe: “Eh, ma lo sai che l’assistente al montaggio di Pacific Rim ha fatto anche Il Labirinto del Fauno? Questo influisce sicuramente sulla qualità del film”. È uno dei motivi per cui la gente mi odia. Ma è anche uno dei motivi per cui raramente prendo delle fregature. Se conosci i nomi coinvolti, sai a cosa vai incontro.  Continua a leggere