Tris di porcherie

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Avevo promesso, più e più volte, di non parlare di roba brutta, di evitare il più possibile le stroncature e cercare di rendere questo blog un posticino dedicato quasi esclusivamente a consigliare i film, piuttosto che a demolirli. Eppure, alcuni amici mi hanno chiesto un parere su alcune pellicole visionate di recente. E allora ho deciso che d’ora in poi, se stroncature dovranno essere, saranno cumulative. Certi film non si meritano neanche un post tutto per loro, soprattutto se sono prodotti usciti con gran clamore nelle sale e che più o meno tutti hanno visto o hanno intenzione di vedere. Copiand…ehm… ispirandomi all’idea del Sommobuta, che col suo Raggio B(l)utico consiglia mensilmente un gruppo di film degni di nota, io farò l’esatto contrario e, una volta al mese, vi terrò lontani dalle ciofeche. Pronti? Eccovi il tris di schifezze in ordine di visione. Continua a leggere

Honeymoon

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Regia – Leigh Janiak (2014)

CONTIENE SPOILER

La cosa più bella dell’avere un blog gestito alla come capita è quella di passare con disinvoltura dai blockbuster ai film indipendenti a micro budget. In questo caso, ci occupiamo di un esordio dietro la macchina da presa. Dopo una carriera da assistente di produzione per film come Mirror Mirror ed Europa Report, Janiak scrive e dirige un classico ibrido di horror e fantascienza, una storia non di certo originale (ma a me dell’originalità frega molto poco), ben inserita nel solco della tradizione inaugurata da Don Siegel nel 1956 e, su carta, da Jack Finney prima di lui.
Eppure, se non c’è nulla di nuovo nell’idea di base di Honeymoon, Janiak riesce comunque a narrare una vicenda che abbiamo già sentito mille volte in maniera personale, senza creare una fotocopia o, ancora peggio, un prodotto che fa della citazione e dell’ammiccamento il suo unico punto di forza.
Janiak mette così in scena, con soli quattro attori, di cui due appaiono per pochi minuti, un paio di location ed effetti speciali quasi nulli, un dramma sulla paranoia e sulla perdita di identità. E lo fa in modo magnifico.  Continua a leggere

This Last Lonely Place

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Regia – Steve Anderson (2014)

Il post che state per leggere è stato scritto da Davide Mana. Con lui parliamo spesso del noir e ho sempre voluto approfondire il discorso anche su questo blog. Ma Davide conosce il genere molto meglio di me, e ne parla con grandissima cognizione di causa. Il film che ci presenta oggi è un esperimento un po’ particolare. Vi spiega tutto Davide nel post.
Io mi limito a lasciarvi il link della campagna su Indiegogo per dare una distribuzione in sala al film.
Buona lettura.

Sam sta per andarsene.
Un tassista che tira a campare sul turno di notte a Los Angeles, Sam ha un biglietto per le Hawaii, dove vive la sua ex moglie, e questa è la sua ultima notte di lavoro.
Frank ha un problema.
Operatore finanziario, muoveva milioni tra Oriente e Occidente, poi è diventato avido – fondi neri, conti svizzeri. Ma ora il banco è saltato, la bolla sta per scoppiare e Frank aspetta una telefonata, l’ultima prima di tagliare la corda con una borsata di soldi. Mentre aspetta, decide di farsi un lungo giro in taxi… Continua a leggere

Regalo di compleanno

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Breve post di servizio per festeggiare insieme a voi. Oggi è il mio compleanno e no, non sto scrivendo qui sul blog perché mi facciate gli auguri, ma per avvisarvi che sono io a fare un regalino a voi, spero gradito.
A partire da stamattina e per le prossime 48 ore, il mio ebook, My Little Moray Eel, sarà in promozione gratuita su Amazon. Il che significa che potrete scaricarlo senza spendere un centesimo.

Quindi, se ancora non lo avete preso, approfittatene in questi due giorni. Questo è il link per l’acquisto. Buona lettura e via ai festeggiamenti!
Musica!

Lucy

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Regia – Luc Besson (2014)

Il signor Besson e io abbiamo un paio di conticini in sospeso. Ci fu un tempo un grande amore, seguito da una delusione altrettanto grande e profonda. Un suo film è tra quei dieci che non smetterei mai di rivedere. E no, non si tratta di Leon, ma di Le Grand Bleu, girato addirittura prima che Nikita lo rendesse un autore action di fama mondiale. Poi però sono successe tante brutte cose, come Giovanna d’Arco e i vari minimei. È successo anche che Besson mollasse un po’ la cabina di regia per mettersi a produrre film d’azione a budget medio e destinati a grandi incassi.
Ogni tanto tornava a dirigere, ma sempre robetta più o meno dimenticabile. Poi, in sordina e senza clamori (anche perché è difficile che un film di Besson, oggi, susciti ancora qualche clamore), eccolo tornare al cinema d’azione, sebbene contaminato con la fantascienza e con quel genere supereoistico che sembra ormai essere, da solo, garanzia di successo al botteghino. Besson non è di certo nuovo a un cinema ibrido e contaminato. Il Quinto Elemento era un’ode alla contaminazione. E alla caciara, ma quella bella, quella che ti fa amare il grande schermo e tutte le splendide follie che esso rigurgita.
Prendete un’idea del tutto campata in aria e costruiteci intorno un delirio organizzato che se ne frega, con una certa strafottenza, di qualsiasi forma di coerenza, o di logica elementare, e avrete Lucy.
E sì, lo dico con la gioia nel cuore: Besson è tornato alla grande, con un film che si mangia a colazione tutta la baracca Marvel, superandola a destra e facendole pure una fragorosa pernacchia.  Continua a leggere

Di blog che chiudono, film di merda e altre nefandezze

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Lo scorso fine settimana è successa una cosa molto spiacevole: Strategie Evolutive, il blog di Davide Mana, ha chiuso. Le motivazioni le trovate qui e qui. Provate a leggere con attenzione e a comprendere le cause profonde che hanno portato alla chiusura di uno dei blog più interessanti mai esistiti.
Perché dalle reazioni (facilmente individuabili nei tanti commenti ai due post) mi è sembrato che tutti si concentrino su due fattori molto periferici, e non sul nucleo centrale della questione.
Davide non chiude perché il suo articolo su quel grandissimo film di High Sierra ha totalizzato poche visite. Quella semmai è la proverbiale goccia, la cosa che ti spinge a credere che il tuo lavoro sia diventato inutile. E non chiude nemmeno perché vuole i vostri soldi.
Chiude per non affondare nel mare di escrementi, urla belluine, idiozia dilagante e indifferenza ostile in cui si è trasformata la rete (soprattutto italiana) negli ultimi anni.
Proprio oggi, Plutonia Experiment pubblica un post sulla chiusura di Strategie Evolutive. Per mia e vostra fortuna, non si tratta di un necrologio o di un coccodrillo, dato che Davide è in forma smagliante sul suo blog inglese Karavansara. Non ci sono da fare lamentazioni funebri, o piagnistei vari. C’è invece da riflettere su quando, esattamente, ci siamo ridotti in questo modo: “le nuove leve cercano siti in cui la gente parla della prima volta che si è cagata addosso, video di tizi che scoreggiano sui passanti, top 10 del genere “perché gli uomini con la barba hanno il pisello piccolo” e – ovviamente – tette“, scrive Alessandro.
E se, forse, settori meno di nicchia dei nostri (letteratura e cinema di genere) si salvano in parte dal tracollo, in questa zona grigia dove ci si occupa, in maniera molto generica, di “fantastico”, l’atmosfera si è fatta davvero pesante. Continua a leggere

La Musica della Murena: Una Top 5

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Sì, lo so che è venerdì e di solito le top 5 su questo blog si compilano di sabato, ma io domani sarò sott’acqua tutto il giorno e quindi anticipiamo. La scorsa settimana abbiamo parlato dei film che mi hanno influenzato nel corso della stesura. Giuro che la prossima parleremo dei libri. Oggi, invece, ci teniamo più sul leggero e ci dedichiamo alla musica che mi ha aiutato a scrivere.
Come ho già detto, ognuno dei 42 capitoli della murena è contrassegnato da una canzone. Nell’ebook quindi potete trovare circa una trentina di artisti diversi, perché alcuni sono ricorrenti. A volte sono stata ore a cercare la canzone giusta per il capitolo; altre è stata la canzone stessa a darmi gli spunti giusti. Ovviamente, potete non considerare affatto la massiccia presenza di musica all’interno dell’ebook, potete leggere, godervi la storia (se vi piace) e ignorare i brani. Ma secondo me, perdereste parte dell’atmosfera.
E quindi, vediamo quali sono i 5 artisti principali che hanno contribuito a rendere My Little Moray Eel quello che è. Rigorosamente in ordine di apparizione. Continua a leggere

Under the Skin

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Regia – Jonathan Glazer (2013)

SPOILER COME SE GRANDINASSE

Sì, lo so, sono in un ritardo mostruoso rispetto ad altri blogger e rispetto alla velocità con cui un film esce in sala e viene immediatamente dimenticato già poche settimane dopo, per essere sostituito da altri interessi, da altre discussioni, da altri prodotti su cui litigare e scannarsi.
Ma io, dopo aver visto Under the Skin, ho avuto bisogno di rifletterci bene qualche giorno. Non perché il film sia di difficile comprensione: questa è una scusa di chi non è in grado di prestare attenzione a quello che accade sullo schermo, se non è imboccato come un infante da dialoghi e didascalie. Under the Skin non è affatto un prodotto ermetico e, anzi, è piuttosto lineare nel suo sviluppo. Solo che non vi spiega i perché e i percome. E questo va anche bene. Un essere di un altro mondo non si metterebbe mai a spiegarvi cosa sta facendo, come lo sta facendo e i motivi per cui lo sta facendo.
Vivendo nell’illusione che il cinema, soprattutto quello di genere, in questo caso la fantascienza, debba essere costruito a uso e consumo di un pubblico di idioti, la strafottente sicurezza con cui Glazer si rifiuta di essere didascalico, anche solo mezza volta nel corso di tutto il film, ha fatto infuriare un po’ di gente. Di sicuro i miei vicini di poltrona, al cinema, due signori che non hanno fatto altro che berciare durante tutta la proiezione, concludendo con un bel: “Non ci ho capito un cazzo!”, urlato, sulla scena finale, perché certi pensieri vanno sempre condivisi.  Continua a leggere