Filmacci: The Horror Show & Shocker

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Un po’ di musica per entrare nella giusta atmosfera. Era il 1989, quando un certo tipo di metal era la colonna sonora ideale dei film dell’orrore e nelle camere dei ragazzini protagonisti degli slasher c’erano i poster dei Megadeth. Proprio in quell’anno, estremamente prolifico per il cinema di genere, escono due film che trattano la stessa tematica e in maniera molto simile: serial killer condannato alla sedia elettrica non muore neanche per sbaglio e torna a perseguitare chi sulla suddetta sedia ce lo ha mandato. Il primo a essere distribuito è The Horror Show, che in Italia esce però solo nel 1994 e col titolo peregrino de La Casa 7. Non è tutta colpa nostra, intendiamoci. La vecchia conoscenza Sean S. Cunningham, produttore del film, aveva anche prodotto la serie House, il cui capostipite è noto qui da noi come Chi è sepolto in quella Casa, altro filmaccio dei nostri. E proprio Cunningham scelse di distribuire The Horror show in alcuni paesi come House III, millantando un collegamento inesistente alla serie House. Eh sì, in quel periodo tra le varie Case cinematografiche si faceva davvero un sacco di confusione.

Shocker, invece, è una creatura del tutto craveniana. Scottato dall’esperienza di Nightmare, dove si era visto portare via soldi e fama da seguiti a cui la New Line non lo aveva fatto partecipare, il buon Wes decide che è arrivato il momento di dar vita a un nuovo Freddy. I risultati dell’operazione sono stati, ovviamente, fallimentari e Shocker (da noi Sotto Shock) è un bizzarro filmetto troppo lungo, con tante scene messe a casaccio, qualche intuizione geniale e tanto talento gettato allegramente al vento e sacrificato sull’altare di una sceneggiatura difficile da tenere in piedi, anche con tonnellate di super attack.

Entrambi i film, però, sono state presenze fisse nella programmazione estiva di Notte Horror e ci stanno alla perfezione all’interno di un discorso di recupero nostalgico e un po’ demente di certe atmosfere tipiche dell’horror che fu.  Continua a leggere

Wither

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Regia – Sonny Laguna, Tommy Wiklund (2012)

Chiunque abbia un minimo di interesse per il cinema dell’orrore sa quanto in profondità lo sviluppo del genere sia stato influenzato da quella bomba chiamata Evil Dead. E sa che da quell’ottobre del 1981, Raimi ha cambiato per sempre il modo di fare horror. L’ombra lunga de La Casa si estende, sia per questioni stilistiche, che per un approccio al genere dichiaratamente fantastico, lungo tutto il corso degli anni ’80. E ancora, si allunga per i decenni successivi, fino ad arrivare al 2013, quando il giovane regista Alvarez, coadiuvato dallo stesso Raimi alla produzione, ne realizza un buon (diciamo pure ottimo, dai) remake.
Ma, nel 2012, in Svezia c’era chi già lo aveva rifatto il suo Evil Dead. E, da molti punti di vista, lo aveva rifatto meglio.

Alla base dei ricordi di Evil Dead c’è un grosso equivoco di fondo. Si fa confusione tra il primo capitolo e il suo seguito parodistico. E da molti Evil Dead viene ricordato come un horror comico. Il che è, ovviamente, una grossa panzana, dato che ha terrorizzato una generazione intera di spettatori. In Evil Dead esisteva una fortissime componente ironica e autoironica, ma non si trattava affatto di una parodia. Era nato per far paura.
Alvarez questo lo sapeva bene e, nel suo remake, ha evitato qualunque ammiccamento e ha tirato giù un horror (ultimissimi minuti a parte) essenzialmente serio.
Il duo di esordienti svedesi si spinge ancora più a fondo. Elimina ogni forma di ironia e si lancia in un’orgia splatter senza un attimo di tregua. Va anche oltre il concetto di horror che si prende sul serio. Wither è un horror dove non ci viene neanche dato il tempo di fare un sorriso compiaciuto. È un horror che mette in scena una il male puro e irriducibile che si abbatte sulle vite dei malcapitati protagonisti nella forma di un dramma cupo e plumbeo. E, per una volta tanto, di fronte alle teste spappolate e ai corpi fatti a pezzi, non c’è proprio un cazzo da ridere.  Continua a leggere

Filmacci: Intruder

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Regia – Scott Spiegel (1989)

Con il termine “filmaccio” non intendo nulla di dispregiativo. Lo chiarisco subito. Ma, con l’estate alle porte, arriva sempre il momento di rispolverare gli anni ’80 su questo simpatico blog. Un filmaccio è proprio quello che ci vuole nelle afose serate estive. Un filmaccio è il prodotto tipico da Notte Horror. Un filmaccio è quella cosa che ci resta nel cuore anche a distanza di tanti anni e ci fa ripiombare in quelle giornate cariche di aspettative (e un po’ di noia) della nostra infanzia, quando certi filmacci ce li facevano vedere, ovviamente dilaniati dai tagli, anche nel pomeriggio. Magari subito dopo pranzo, nell’ora in cui escono i demoni. O magari li registravamo la notte, in seconda serata, per vederceli comodamente il giorno dopo, mandando avanti veloce le pause pubblicitarie.
È inutile provare a negarlo: qualunque appassionato di horror con i filmacci ci è cresciuto. Ed è andando a rimestare nella rumenta di questi filmacci che ritrova, a volte e sempre più di rado, alcune perle.
Intruder è una di queste. E ha anche una storia molto interessante a livello di censura. È infatti un film che abbiamo potuto vedere integro solo nel 2011, quando è uscita la versione uncut.  Continua a leggere

Stage Fright

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Regia – Jerome Sable (2014)

Parliamo di musical. Anzi, parliamo del mio rapporto orribilmente conflittuale con i musical. Mai sopportati. Faccio una fatica bestiale a sospendere l’incredulità. Raccontatemi di mostri atomici che si risvegliano e distruggono i palazzi e io vi crederò. Ma se li fate cantare invece di parlare, per me iniziano dei serissimi problemi. Esco dal film, comincio a pensare ad altro, mi viene anche un po’ da ridere e, soprattutto, mi annoio a morte.
Certo, le eccezioni ci sono sempre. E a parte il solito vecchio The Rocky Horror Picture Show, il mio musical preferito (legato all’ambito horror, ovviamente) resta Phantom of the Paradise di De Palma.
Che poi è una delle fonti d’ispirazione principali di questo Stage Fright, esordio dello sceneggiatore, regista e compositore Jerome Sable, non alla  prima incursione nel campo dell’horror musical. Nel suo corto del 2010, The Legend of Beaver Dam, c’erano zombie canterini all’assalto di un campeggio. Molto divertente, ben diretto e con un’ottima colonna sonora, curata dallo stesso Sable in collaborazione  Eli Batalion.
Coppia che si rinnova nella scrittura di questo Stage Fright, slasher musicarello con assassino mascherato che si accanisce su compagnia di dilettanti alle prese con opera maledetta.  Continua a leggere

Las Brujas de Zugarramurdi

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Regia – Alex de la Iglesia (2013)

 Di anarchici puri del cinema ce ne sono rimasti pochissimi. Uno di loro, uno degli ultimi, è proprio Alex de la Iglesia. A partire dal suo esordio, Azione mutante, passando per suoi sporadici lavori televisivi (La Habitacion del niño, suo segmento di Películas para no dormir), fino ad arrivare a quell’atto d’amore estremo e compreso da pochi nei confronti del cinema che era Balada Triste de Trompeta, il buon Alex ha sempre fatto di testa sua, non riuscendo mai a sfondare del tutto come molti suoi colleghi spagnoli, ma rimanendo  un regista di nicchia. Forse a causa della sua scarsissima predisposizione a qualsiasi forma di realismo, o verosimiglianza, in favore invece di un senso del grottesco e del ridicolo che hanno pochi rivali. Oppure per un gusto dell’eccesso che spesso sfocia nel melodramma o nella farsa più sfrenata.
In realtà, de la Iglesia è un regista colto e con una spiccata sensibilità per le paure che si agitano sotto il sottile strato della civiltà. E anche quando, come nel caso di questo Las Brujas de Zugarramurdi, la butta completamente in farsa, riesce comunque a riuscire dove un Rob Zombie a caso, con tutta la sua pretesa di seriosità da pseudo autore, fallisce miseramente.  Continua a leggere

Misteriosi assassini o mante giganti?

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Una volta sfangato Il Golem che, credetemi, è stato davvero una faccenda tosta per una come me, possiamo dedicarci al prossimo film oggetto della rubrica.
E vi coinvolgo nuovamente, con un altro sondaggio. Per il 1930 non ho trovato moltissima roba. Diciamo che il delirio si scatena a partire dall’anno successivo. Ma anche qui abbiamo due reperti archeologici piuttosto succulenti.
Si tratta di The Sea Bat (uscito anche da queste parti col titolo “Il Vampiro del Mare”), film principalmente avventuroso, ma con il bonus del mostro marino, e di The Bat Whispers, remake sonoro di un film del 1926, basato su un criminale che terrorizza un gruppo di persone isolate in una casa di campagna. Continua a leggere

1920: Il Golem – Come Venne al Mondo

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Regia – Carl BoesePaul Wegener

Promessa o minaccia che fosse, vi avevo avvertito che avrei ricominciato la mia rubrica. E vi ho anche coinvolto nella cosa. Chiedo umilmente perdono perché dall’annuncio al primo post è passato davvero troppo tempo: un po’ i casini vari che hanno accompagnato l’ultimo periodo, un po’ la statura impegnativa del film in oggetto, mi hanno spinto a procrastinare. Ma una volta minacciato o promesso qualcosa, tirarsi indietro è davvero improponibile. E così, eccomi qui a parlare de Il Golem, film tedesco del 1920 ed esponente dell’epoca d’oro dell’espressionismo cinematografico.
Non pensate proprio che io abbia intenzione di recensire il film. Non è una cosa possibile. Parliamo di un momento cinematografico così distante dal nostro, per mezzi e intenti, che sarebbe da spocchiosi presuntuosi immaginare soltanto di fare una recensione tradizionale.
Cerchiamo invece di affrontare la questione da un punto di vista diverso. Il 1920 è un anno fondamentale per la storia del cinema horror. Se infatti il genere che tanto amiamo si sviluppa negli Stati Uniti nella sua forma più compiuta, le sue origini vanno ricercate altrove. E, per l’appunto, in Germania negli anni ’20.

Facciamo quindi un piccolo passo indietro e parliamo di Caligari, ché, sebbene non sia l’oggetto del post, non se ne può prescindere in nessun modo. Ma non parliamo propriamente del film, quanto dell’accoglienza ricevuta alla sua uscita, in pompa magna, negli Stati Uniti. Continua a leggere

Blood Glacier

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Regia – Marvin Kren (2013)

Ve lo ricordate Rammbock? Molto probabilmente no, perché ne parlammo proprio agli albori di questo blog, quasi tre anni fa. Ma se per caso ve lo ricordate, saprete che si trattava di un breve, rapido e intenso zombie movie tedesco, esordio di un giovanotto interessante, capace di mettere in scena la sua apocalisse condominiale con pochissimi soldi e senza voler essere a tutti i costi innovativo, ma avendo ben chiaro in mente che, quando non hai una storia originale e hai anche un budget ridicolo per raccontarla, devi saperti giocare le poche carte a disposizione anche meglio degli altri. E Marvin Kren, nel caso di Rammbock puntava tutto su azione serrata e personaggi, vincendo ampiamente la scommessa.
Passa qualche annetto ed ecco il nostro Kren alle prese con un capitale un po’ più cospicuo e una nuova storia, anche quella derivativa come il suo esordio e scritta sempre dallo stesso sceneggiatore Benjamin Hessler. Questa volta non ci sono gli zombi, ma Kren affronta un tema molto più ambizioso: la Cosa nei ghiacci.  Continua a leggere