Vivo o Morto, Tu Verrai con Me

Robocop

Non ho volutamente dimenticato l’uscita del remake di Robocop. Semplicemente, non ne parlo qui da me, ma da Hell che mi ospita. Ho preferito scrivere su Book&Negative perché se Hell non mi avesse chiesto di recensire il film, neanche ne avrei parlato. Ma lui è il mio Capitano, e allora io eseguo.
L’articolo lo trovate qui.
Buona lettura e, fatevi un favore, non spendete i vostri soldi in sala per quella ciofeca.
Musica!

My Little Moray Eel – 24

Copertina MorayDue parole di introduzione, dopo tanto tempo che la Murena non esce: il capitolo che pubblico oggi è un capitolo speciale. Oddio, lo sarà per me e altre tre o quattro persone, che sanno di cosa sto parlando. Diciamo che è una specie di cross over. Avevo voglia di far conoscere una persona a Sara e l’ho inserita qui. Per cui, perdonate se risulterà un po’ slegato dalla narrazione. Io ho fatto di tutto per renderlo coerente con quanto ho scritto fino a questo momento. E spero che apprezziate ugualmente, anche se non sapete bene di cosa sto parlando.

Buona lettura.

SEA SONG

L’auto su cui avevano fatto salire lei e la madre era nera e aveva i finestrini oscurati. La precedeva una jeep militare.
Il generale si era accomodato davanti, sul sedile del passeggero, lasciando a loro due i sedili di dietro.
Guidava un ragazzo che doveva essere poco più grande di Sara.
L’interno della macchina era fresco di aria condizionata. C’era un lieve odore di sigarette che stagnava sotto quello di deodorante e detersivo, come se l’avessero portata da poco all’autolavaggio.
Sara appoggiò la testa al vetro e si mise a giocherellare col braccialetto che aveva al polso, una coda di balena d’argento legata a un pezzo di spago di un azzurro sbiadito da centinaia di bagni e immersioni. Continua a leggere

Blog a intermittenza

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Come avrete notato, sto postando poco. Il blog non è in vacanza e non è chiuso, ma essendo al mare e passando le giornate sott’acqua (o in modalità lucertola sui cuscini di una barchetta), non ho modo di aggiornare spesso.
Quindi andiamo avanti a intermittenza.
La Murena per il momento è sospesa. Riprendiamo domenica 1 settembre.  Continua a leggere

Cloud Atlas

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Regia – Lana Wachowski, Andy Wachowski, Tom Tykwer (2012)

Iniziare il nuovo anno cinematografico con un grande film è un avvenimento piacevole, soprattutto se si considera quanto poco affidamento io abbia sempre fatto sui due fratellini Wachowski. Per quanto riguarda il terzo regista a capo di quest’opera colossale, Tom Tykwer, non avevo elementi a sufficienza per prevedere cosa avrebbe combinato alle prese con una storia di così ampio respiro, anche se ho amato ogni fotogramma del suo Lola Corre.

Dovete sapere che Cloud Atlas è un film di produzione tedesca, tratto da un romanzo inglese, L’Atlante delle Nuvole, di David Mitchell, e diretto da due registi americani e uno tedesco. E no, non è una barzelletta. Si tratta del più grosso investimento della storia del cinema in Germania. Cento milioni di dollari di budget e quattro mesi di riprese in giro per il mondo. Un’impresa di un certo rilievo, quindi, che ha rischiato più volte di essere interrotta per mancanza di fondi e che è stata finanziata anche dal governo tedesco. Il film viene proiettato per la prima volta a Toronto, nel settembre del 2012 e riceve 10 minuti di applausi.  Continua a leggere

Top 5: come ti inizio un horror

L’ incipit in un horror è fondamentale. La prima scena, quella che deve catturare lo spettatore, dargli una conoscenza superficiale della storia che gli si sta per raccontare e allo stesso tempo fargli venir voglia di proseguire. Non solo, la sequenza iniziale di un film dell’ orrore deve, possibilmente, anche spaventare, o almeno inquietare, creando un senso di aspettativa tale da inchiodarti alla poltrona. Non è facile scrivere e girare un buon incipit. Ne ho trovati cinque che a mio parere, sono i migliori del genere. Buona visione e buona top 5 finesettimanale! Continua a leggere

Nuntio Vobis Gaudium Magnum

Una bella notizia ogni tanto fa bene: comincia oggi la mia collaborazione con la splendida creatura di Robydick, Napoleone e Belushi. E comincia con la recensione del film da cui questo mio blog prende il nome. Farla qui mi sembrava un po’ troppo autoreferenziale. Vi immaginate? Lucia de ilgiornodeglizombi che parla de Il Giorno degli Zombi su ilgiornodeglizombi. Da cerchio alla testa. E allora mi sono fatta ospitare, con mio grande onore e piacere (e un pochino di imbarazzo perché loro di cinema ne sanno) da quei simpatici guasconi che affrontano l’ argomento film senza snobbare nessun genere e con un’ apertura mentale e una competenza davvero invidiabili. Detto ciò, cercherò di contribuire al loro blog con scadenza mensile, parlando sempre della robaccia brutta che piace tanto a me. Continua a leggere