Tris di porcherie

lammerda

Avevo promesso, più e più volte, di non parlare di roba brutta, di evitare il più possibile le stroncature e cercare di rendere questo blog un posticino dedicato quasi esclusivamente a consigliare i film, piuttosto che a demolirli. Eppure, alcuni amici mi hanno chiesto un parere su alcune pellicole visionate di recente. E allora ho deciso che d’ora in poi, se stroncature dovranno essere, saranno cumulative. Certi film non si meritano neanche un post tutto per loro, soprattutto se sono prodotti usciti con gran clamore nelle sale e che più o meno tutti hanno visto o hanno intenzione di vedere. Copiand…ehm… ispirandomi all’idea del Sommobuta, che col suo Raggio B(l)utico consiglia mensilmente un gruppo di film degni di nota, io farò l’esatto contrario e, una volta al mese, vi terrò lontani dalle ciofeche. Pronti? Eccovi il tris di schifezze in ordine di visione. Continua a leggere

The Walking Dead – 4 Stagione

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SPOILER A PIOGGIA. SIETE AVVISATI

Mentre scrivo, sono appena passati sul mio monitor i titoli di coda dell’episodio conclusivo e io davvero non so cosa dire. Perché se esiste ancora qualcuno, al mondo, che considera questa serie un capolavoro, ci devo parlare, mi deve spiegare, mi deve far capire.
Sì, è vero, ci sono gli zombi e ultimamente non stanno lì solo a fare da contorno, ma (e dopo quattro stagioni ci mancherebbe pure), con sommo sforzo, gli sceneggiatori sono riusciti a farli diventare parte integrante della vicenda.
Sì, è vero, c’è anche lo splatter, anche se pare si siano fissati con le teste infilzate, ma ci accontentiamo, non si può avere tutto.
Solo che davvero vi bastano gli zombi e il sangue per gridare al miracolo?
Perché continui a vederlo, mi chiederete, se ti fa così schifo? Ci potrebbero essere due risposte, una un po’ meno educata dell’altra. La prima è: fatevi i cazzi vostri, io guardo quello che mi pare. Ma, se vogliamo articolare un minimo, si potrebbe aggiungere che, curando un blog che si chiama Ilgiornodeglizombi (tuttattaccato), è inevitabile proseguire nella visione di una serie apparentemente dedicata ai morti viventi. Pardon, walkers, pardon, biters, pardon, diversamente vivi.
Ed è inevitabile spenderci qualche parola sopra, se non altro per rendersi conto di dove gli autori riescono ad arrivare, nella spirale volta all’idiozia e cominciata ormai quattro anni or sono.
Una spirale che ha degenerato fino a schiantarsi con fragore (un po’ insomma come una camionetta carica di letame) contro un finale di stagione da lasciare di stucco per
a) incapacità di scrittura
b) recitazione canina
c) svogliatezza e pigrizia nella gestione di tempi, personaggi e situazioni.
Peggio di così c’è solo Un posto al sole.  Continua a leggere

Nurse 3D

lammerdaRegia – Douglas Aarniokoski (2013)

Certi film sembrano capitare nel posto giusto e al momento giusto.  Proprio pochi giorni fa si parlava di donne e cinema dell’orrore, e di come il genere sia impostato in maniera tale da porsi solo qualche gradino sopra la pornografia, per soddisfare un pubblico di riferimento che non ha altra pretesa se non di guardare a tette e sangue a buon mercato. Io penso sempre di esagerare quando dico che molti registi e produttori che sguazzano nel cinema dell’orrore vedono l’appassionato medio come una scimmia poco ammaestrata e in piena tempesta ormonale. Poi escono cose come Nurse 3D e mi convinco che ci vado anche troppo leggerina nella descrizione. Allora immagino malvagi esperti di marketing della Lions Gate (ormai abbonata allo sterco su pellicola) nell’atto di corrompere promettenti cineasti. Li vedo lì, seduti dietro a enormi scrivanie che si sfregano le mani pensando a quanti soldi possono fare investendo tre lire in progetti come questo. E penso sia profondamente ingiusto, penso che noi appassionati non ce lo meritiamo.
Ma, da un giro rapido di recensioni in siti specializzati, mi accorgo che in effetti Nurse 3D è proprio ciò che ci meritiamo. E che il 90% del cinema dell’orrore è composto da spazzatura puzzolente perché il pubblico del cinema dell’orrore si tuffa beato nella spazzatura puzzolente. E ti viene anche a dire che quello che senti non è un lezzo mefitico, ma delicato profumo di violette. O, anche peggio, più puzza più gli piace. Continua a leggere

Top 5 2013: Lammerda!

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Ormai da queste parti sta diventando una tradizione. E siamo al terzo anno di riepiloghi e bilanci vari. Quasi non ci credo che il blog sia durato così a lungo. Eppure, eccoci qui a rivangare il peggio, per quanto riguarda il cinema horror, del 2013 che ci sta lasciando.
Devo ammettere che non è stato facilissimo: la decisione, presa un po’ di tempo fa, di non occuparmi più di recensire robaccia se non in rarissimi casi, ha reso il tutto più faticoso. Di solito tendo a rimuovere i film brutti e, se non ci scrivo qualcosa sopra, dimentico anche di averli visti, perché lo spazio e il tempo sono pochi. La ricerca dei film per compilare questa top 5 è stata quindi un susseguirsi di esclamazioni: “no dai, ma che davvero hanno girato ‘stammerda?”
Alla fine, ho scelto i cinque film che più si sono impressi negativamente nella mia memoria selettiva. Quelli che, nonostante lo vorrei con tutto il cuore, proprio non riesco a dimenticare. Di un paio ne ho anche parlato su queste pagine. Andiamo a incominciare. Continua a leggere

Due parole su Hunger Games – La ragazza di fuoco

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Io non so cosa mi trattenga, a volte, dal chiudere baracca e burattini e ritirarmi al mare, per occuparmi d’altro. Fotografia subacquea. forse. Un passatempo più nobile rispetto all’assistere impotente a scempi di tal fatta, incensati in lungo e in largo, senza apparente motivo. O forse ce n’è uno: la qualità è così livellata verso il basso che persino un prodotto poco meno che mediocre come Hunger Games – La ragazza di fuoco, sembra essere salutato come un grande film di intrattenimento “intelligente” e “profondo”.
E uno dovrebbe iniziare a preoccuparsi se un sito autorevole come Bloody – Disgusting definisce il film di Francis Lawrence: “this generation’s Empire Strikes Back (and it certainly has a lot more to say)”. 
Lawrence (con lo stesso cognome della protagonista Jennifer), diciamolo subito, così si capisce con chi abbiamo a che fare, viene dal mondo dei videoclip (Britney Spears, Jennifer Lopez) e in carriera, da un punto di vista cinematografico, ha roba piuttosto imbarazzate. La sua opera migliore è I am Legend, quello con Will Smith.  Continua a leggere

Machete Kills

lammerda

“Non capisco perché si debbano fare film di merda per omaggiare altri film di merda”

La citazione in testa al post è del mio amico Hell ed è stata coniata proprio nel corso di una discussione sull’ultima fatica di Rodiguez. Uno che era anche partito benino, poveraccio, e che si era persino concesso il lusso di superare a destra il suo compagnuccio Tarantino, realizzando la parte migliore del dittico Grindhouse.
Già, Grindhouse. Tutto comincia da lì, da un esperimento fatto quasi per gioco, con un buon ottanta per cento di furbizia e un sano venti per cento di passione sincera verso una tipologia di film caduta nel dimenticatoio per molto tempo. E che da allora in poi sembra essere diventata di botto l’unico modo possibile di girare i film. Altrimenti non si è al passo coi tempi e non si è abbastanza fighi.  Continua a leggere

I pezzenti

Sharknado

Non se ve ne siete accorti, data la quantità abnorme di temporali e giornatacce, ma in teoria è estate. Il che comporta la mia trasformazione in Zia Tibia. Mi lancio alla ricerca di filmacci di ogni risma, sia recenti che più datati, mi diverto a (ri) vederli e se mi gira li recensisco pure.
Poi, un bel giorno, la Asylum fa uscire il poster che vedete qui sopra: Sharknado, con frase di lancio sicuramente efficace, “enough said”. Già, e che altro vuoi dire? E accade che tutto il mio desiderio di cazzeggio cinematografico si vada a scontrare contro un muro di fetente pezzenteria.
No, non avevo mai visto un film della Asylum in vita mia. Non ne avevo avuto la forza, perdonatemi. E no, non sto per scrivere una recensione di Sharknado, non sto per sparare a un uomo morto, non ci sarebbe gusto. Tanto sappiamo tutti benissimo a cosa andiamo incontro quando ci avviciniamo (io consiglierei di farlo armati, non si sa mai) a un prodotto del genere.  Continua a leggere

Upside Down

lammerda

Chi è Juan Solanas? Bella domanda. Da quel che si legge in giro è un regista e sceneggiatore argentino a cui, un bel giorno, hanno dato in mano una sessantina di milioni di dollari, evidentemente colpiti da una sceneggiatura così forte e ricca di spunti (o degli sputi che ci avrei tirato sopra io) che proprio non si poteva fare a meno di realizzare un filmone wannabe visionario e pieno di sentimento e commozione.
Upside Down è un prodotto di fantascienza solo nominalmente, e solo come ambientazione e contesto. Il che significa che lo si può definire con due semplici parole: devastante spreco.
La produzione franco-canadese si appiattisce su un modo tipicamente statunitense di svuotare il genere e svilirlo a misura di adolescenti che vogliono sedersi in sala e smaniare per le peripezie dell’eroe idealista che cambia il mondo (e sconfigge la forza di gravità) tramite l’amore.  Continua a leggere