Fiori nell’Attico

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Nel 1979, la scrittrice americana V. C. Andrews pubblica un romanzo destinato a diventare un best seller di proporzioni titaniche. È il primo di una serie di cinque, dedicata alla famiglia Dollanganger. Il libro ha avuto due riduzioni cinematografiche. La prima, del 1987, la doveva dirigere nientemeno che Wes Craven. Solo che poi, per una serie di divergenze creative con la produzione, non se ne fece più nulla, e la regia passò allo sceneggiatore Jeffrey Bloom.
La seconda, che in realtà non è riduzione cinematografica, ma televisiva, risale proprio a quest’anno, e può vantare un grande cast (Heather Graham, Ellen Burstyn) e una fedeltà quasi pedissequa al testo.
Tranne un piccolo particolare. Ma ci torneremo.
Per il momento, se non avete trasecolato come me all’idea di Flowers in the Attic su un canale televisivo, in versione integrale e fedelissimo al romanzo, allora è il caso che vi rinfreschi la memoria su ciò di cui stiamo parlando.  Continua a leggere

Fell On Black Days

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Sì, sono giornate un po’ complicate, sono stanca morta, esco la mattina alle sette, salgo in bici, mi faccio quindici chilometri e rientro la sera alle otto con gli occhi fuori dalle orbite, e la sola idea di mettermi davanti a uno schermo a guardare immagini in movimento, tende a ripugnarmi un po’, dato che non faccio altro tutto il santo giorno.
Ma anche di film interessanti da guardare non ce ne sono moltissimi. Si aspettano le nuove uscite e nel frattempo si raschia un po’ il fondo del barile, perdendosi in una miriade di horrorini infimi, di cui però si guardano solo i primi cinque minuti e poi ci si addormenta esausti.
Insomma, tutto questo per dirvi che non sono poi tanto per la quale e mi sento come la canzone dei Soundgarden che dà il titolo al post di oggi. Continua a leggere

I Vivi I Morti e gli Altri

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di Claudio Vergnani

Cambiamo, una volta tanto, territorio e occupiamoci di un romanzo, di cui parlo anche con colpevole ritardo. Ma ho una scusa valida: non mi andava di affrontare l’argomento nel deserto di agosto, dato che I Vivi i Morti e gli Altri si merita una visibilità maggiore.
Non è la prima volta che Vergnani prende un’icona del genere horror e cerca di rivisitarla in maniera personale, senza però modificare di una virgola la sua natura mostruosa e, anzi, se possibile anche amplificandola. Era successo con i vampiri nella precedente trilogia e adesso si passa a una figura che negli ultimi anni è stata forse ancora più sputtanata e banalizzata, gli zombi.  Continua a leggere

200 Horror

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Oggi avrei dovuto parlarvi di un film, Hitchcock per la precisione, ma poi il buon Davide di Strategie Evolutive ha scovato questa pubblicazione speciale della Rue Morgue e il mio cuoricino di appassionata si è sciolto. Rue Morgue è una rivista canadese, fondata nel 1997 da Rodrigo Gudino e attiva ancora oggi. Rue Morgue si occupa di cultura horror in tutte le sue forme: film, libri, web, videogiochi e musica. Distribuita quasi (qui da noi non arriva) in ogni parte del mondo, è anche possibile comprarla in edizione digitale, sia tramite abbonamento che acquistando i singoli numeri. Forse, dopo Fangoria, è la più importante rivista di settore che esista al mondo. E ogni tanto, fa ai propri lettori del regalini interessanti, come questo 200 Alternative Horror Films you Need to See, che in cartaceo costa una decina di dollari (volume illustrato, coloratissimo, visivamente splendido) mentre in ebook, appena cinque. Questa si chiama classe. Continua a leggere

Sibir

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Magari non lo sapete, ma anche qui in Italia esiste un pantheon supereroistico di tutto rispetto. Parlo di Due Minuti a Mezzanotte, la round robin che ha appena concluso la sua prima stagione e che è però già pronta a ripartire, a breve, con un secondo giro di giostra. Sono già disponibili un trailer e un capitolo introduttivo.
2MM non è solo un’esaltante storia collettiva, realizzata tramite la partecipazione di diversi autori che si sono cimentati nella stesura dei vari capitoli. Il progetto ha anche generato una serie di spin-off legati all’universo, molto variegato e ricco di spunti, della Teleforce e dei suoi Super. Di alcuni di questi spin-off ho già parlato in precedenza. Oggi invece ci occupiamo di tre e-book nati dalla capoccia che ha ideato lo scenario di 2MM e che ha dato il via al tutto: Alessandro Girola. Continua a leggere

Apocalypse Kebab

 

di J. Tangerine (Mamma Edizioni – pgg 320 – Euro  9,80)

 

Qualche mese fa vi avevo segnalato l’uscita di questo libro. Con colpevole ritardo, sono riuscita a leggerlo e finalmente a trovare il tempo per un articolo come Cthulhu comanda. Prima di cominciare, e a scanso di equivoci, dico subito che Giusy De Nicolo, l’autrice che si nasconde dietro lo pseudonimo di J. Tangerine è un’amica e quindi ci risiamo coi bonifici faraonici diretti sul mio conto corrente. Anzi, vi dico subito che posso fornirvi l’IBAN in privato. Fatte le dovute premesse, sapete tutti che io su questo blog parlo raramente di libri. Leggo tanto, ma evito di scrivere a proposito di letteratura, perché non credo di avere gli strumenti culturali per affrontare un discorso così complesso.  Quindi cerco di parlarne solo quando sono del tutto certa di sapere cosa sto dicendo e di non sproloquiare a vuoto. Non recensisco (anche se recensione è una parola grossa) il libro di J. Tangerine a richiesta, lo faccio perché ci ho visto dentro tutta una serie di cose che mi hanno fatto riflettere e perché si tratta di un ottimo romanzo di intrattenimento che non rinuncia un solo istante all’intelligenza e che chiede al lettore non solo di girare pagina per vedere cosa succede dopo, ma anche di impegnarsi a capire le motivazioni dei personaggi, i loro conflitti e i loro drammi. Il tutto però accompagnato da ironia e leggerezza. Insomma, Apocalypse Kebab è un libro di genere, come piace a me, un libro che non si vergogna di essere di genere (e mi piace ancora di più), ma che fa ciò che il genere dovrebbe sempre fare: andare a fondo, non rinunciare a scavare. Non parlo di metaforoni o pippe pseudofilosofiche. Parlo di narrazione.  Continua a leggere

La Fottuta Procedura

Sì, lo so, è un po’ che non ci sentiamo. Mi pare dalla recensione dello sciaguratissimo Piranha 3dd. Ma sapete come vanno le cose in questo periodo e ogni volta che riesco a mettermi seduta alla mia scrivania ad aggiornare il blog, è una specie di prezioso regalo che faccio a me stessa e che sottraggo al delirio quotidiano. Tra patente ritirata e tragitti in bicicletta che sono ovviamente decuplicati in fatto di tempo (ma quanto mi diverto a sfrecciare in sella alla mia Tenente Sinclair), esco la mattina all’alba, torno la sera tardi e va a finire che l’idea di vedere altre immagini in movimento su uno schermo mi suscita ribrezzo. Continua a leggere