2006: Slither

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Regia – James Gunn
He looks likes something that fell off my dick during the war

James Gunn è uno dei miei eroi. Sì, è vero che ha scritto la sceneggiatura del remake di Dawn of the Dead. Ma a uno che viene dalla Troma, che è autore (e anche regista non accreditato) di Tromeo & Juliet e che, insieme a Kaufman, ha pubblicato il libro “All I Need to Know about Filmmaking I Learned from the Toxic Avenger”, non si può non volere bene. È quasi un atto dovuto.
Musicista, sceneggiatore, produttore, regista, disegnatore di fumetti, Gunn fa un po’ di tutto. E lo fa sorprendentemente bene. D’altronde la scuola Troma, se ti insegna qualcosa, ti insegna ad arrabattarti alla grande. Che ci volete fare, a me queste personalità tra il genialoide e il cialtronesco piacciono molto, soprattutto quando se ne escono con delle perle di B movie come Slither. Continua a leggere

1996: Scream – Seconda parte

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“No, please don’t kill me, Mr. Ghostface, I wanna be in the sequel!”

Facciamo un passo indietro e arriviamo al 1994: esce nelle sale Nightmare – Nuovo Incubo, in cui finalmente Craven si riappropria della creatura che lo aveva reso famoso un decennio prima. Non sto qui a raccontarvi le controversie e i fraintendimenti che sono stati alla base della produzione della saga di Fred Krueger. Ne abbiamo parlato tante volte. L’importante, in questa sede, è stabilire che non è che Williamson si sia inventato dal nulla l’horror metacinematografico e che i semi di un discorso sul genere attraverso il genere erano  stati gettati. Proprio dal regista incaricato di dirigere Scream. Eppure Craven, già in Sotto Shock aveva sfiorato l’argomento. Entrambi i film, Sotto Shock e New Nightmare, non sono dei successi. Soprattutto New Nightmare è stato capito in ritardo. Forse troppo tecnico e raffinato per fare presa sui fan dell’Uomo Nero con gli unghioni.  Continua a leggere

1996: Scream – Prima parte

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Regia – Wes Craven
What’s the point? They’re all the same. Some stupid killer stalking some big-breasted girl who can’t act who is always running up the stairs when she should be running out the front door. It’s insulting

Oggi affronteremo l’analisi del film origine di tutte le disgrazie del mondo. A partire dal riscaldamento globale, fino ad arrivare alla guerra e alla carestia, sappiamo tutti che esiste un solo responsabile, il malvagio, fetido, furbo Scream. Quindi, preparatevi a una discesa nelle tenebre, preparatevi ad affrontare il Male nella sua forma più pura, un Male che ha due nomi, Kevin Williamson e Wes Craven. La perfidia di questi individui è tale che non si capisce come facciano a essere ancora a piede libero, dopo aver causato un tale cumulo di attacchi isterici nei veri amanti dell’horror duro e puro, cattivo. Mica robetta per ragazzini come questo filmaccio che davvero non si capisce come abbia fatto a diventare un tale successo, a incassare così tanto e a riportare in auge un genere che era dato per spacciato. C’è per forza lo zampino del demonio. Per affrontare questa serie di tragici eventi, non basta un post solo. E quindi questa sarà la prima volta che divido la rubrica in due parti. Continua a leggere

1986: Aliens – Scontro Finale

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Regia – James Cameron
I say we take off and nuke the entire site from orbit. It’s the only way to be sure

Perdonate l’assenza. Ho ripreso a lavorare e sarà un po’ complicato per le prossime settimane aggiornare quotidianamente, nonché rispondere ai commenti. Ci provo, ma non garantisco palinsesti stabili o articoli tutti i giorni. Procediamo a improvvisazione, come del resto è sempre successo su questo blog e che Cthulhu ce la mandi buona.

Vi dico subito la verità: questa rubrica è nata con il solo scopo di arrivare al 1986 e parlare di Aliens. Sì, non è propriamente un film dell’orrore, sì non è neanche una piccola perla dimenticata. Ma è un film che ha un’importanza capitale, una di quelle opere che lasciano un segno indelebile nella storia del cinema di genere. Pensate solo alle citazioni di Aliens in quasi tutti i film che mischiano il bellico al fantastico. Imprescindibile, per sempre.  Continua a leggere

1976: Martin

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Regia – George A. Romero

Things only seem to be magic. There is no real magic. There’s no real magic ever

Parliamo un po’ di vampiri, che ne dite? Non è un mistero per nessuno che da queste parti  siano i mostri meno amati. Infatti ne parlo il minimo indispensabile e solo quando trovo qualcosa che davvero riesca a stimolare la mia attenzione. Però, bisogna ammetterlo, sono anche i mostri più sfruttati in assoluto, quelli su cui si è detto tutto e il contrario di tutto. Di solito preferisco i film dedicati al vampirismo quando affrontano la cosa da un punto di vista inedito. E Martin, opera “minore” nella carriera di Romero, sicuramente tenta una prospettiva nuova, privando queste creature della notte di tutto il loro fascino soprannaturale e inserendole in una vicenda di squallore quotidiano, bigottismo, infelicità e superstizione. Continua a leggere

1966: La Lunga Notte dell’Orrore

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Regia – John Gilling
That corpse wandering on the moors is an undead, a zombie

SONO PRESENTI SPOILER

Per capire la portata rivoluzionaria de La Notte dei Morti Viventi, andrebbe data un’occhiata  a questo film, che precede quello di Romero di appena un paio d’anni. Produzione inglese. Hammer, per essere precisi. Distribuito a volte in coppia con Dracula – Principe delle Tenebre e girato contemporaneamente a un altro film di Gilling, La Morte Arriva Strisciando, usando gli stessi set e la stessa troupe, La Lunga Notte dell’Orrore è uno strano oggetto, situato a metà tra il vecchio gotico e una concezione dell’horror più moderna, che proprio in quel periodo stava emergendo e che sarebbe esplosa di lì a breve, mettendo nei guai la stessa Hammer e rendendo obsoleto il modo di fare cinema della famosa casa di produzione britannica. Continua a leggere

2005: Wolf Creek

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Regia – Greg McLean

I’m going to do something now they used to do in Vietnam. It’s called making a head on a stick

Variazioni sul tema. L’horror ne è pieno, dagli albori ai giorni nostri e continuerà a procedere lungo questa strada, ché la ripetizione della stessa formula, declinata in diverse maniere, più o meno riuscite e originali, ha fatto la sua fortuna. Eppure c’è modo e modo di riproporre un motivetto, o di riallacciarsi a una tradizione che comincia con il solito Deliverance e prosegue ancora adesso, pur dopo essere passata attraverso tutta una serie di modifiche, anche strutturali, e aggiornamenti a seconda dell’epoca in cui i film venivano girati. Parlo ovviamente della sezione horror delle vacanze intelligenti, con allegato incontro con bifolchi dalle abitudini omicide. Continua a leggere

1995: The Prophecy

The Prophecy locandina

 

 

Regia – Gregory Widen

I’m an angel. I kill firstborns while their mamas watch. I turn cities into salt. I even, when I feel like it, rip the souls from little girls, and from now till kingdom come, the only thing you can count on in your existence is never understanding why

Nella situazione desertica degli anni ’90 è difficile andarsi a cercare qualcosa di veramente valido. Se da un lato ci sono ancora i grandi autori del decennio passato che sfornano film fondamentali, ma poco capiti e spesso destinati all’insuccesso commerciale, dall’altro, l’horror attraversa una grave crisi creativa che, a fasi alterne, è andata avanti fino a oggi. Poi, certo, a partire dal 1996 cambiano tante cose, all’insegna di una specie di rivoluzione conservatrice di cui ci occuperemo a fondo tra qualche tempo. Ma se analizziamo le uscite del 1995, notiamo una serie di cose: molti registi fino a pochi anni prima importanti sono inglobati dalla serie B più becera (Tobe Hooper gira The Mangler), le saghe che hanno portato la gente al cinema raggiungono un livello di bassezza estrema (esce Halloween VI), proliferano sequel discutibili (Candyman 2, A volte ritornano…ancora) e se qualcosa di buono si deve proprio trovare, la si individua dove l’horror sconfina nel fantasy. E così abbiamo due prodotti importanti: Il Signore delle Illusioni (ultima esperienza dietro la macchina da presa di Clive Barker) e questo The Prophecy, che esce da noi col titolo L’Ultima Profezia e vabbè, il consiglio malvagio dei titolisti italiani colpisce ancora, che chiamarlo La Profezia pareva brutto. Continua a leggere