Libri da cinema: una top 5

movies_ruining_the_bookNo, state buoni, non voglio fare la classifica delle migliori trasposizioni cinematografiche. Sarebbe una noia mortale ed è comunque stata fatta una mezza miliardata di volte, prima di me e anche meglio di quanto potrei farla io.
Solo che, in questo giorni, mi è capitato di riflettere sul rapporto parassitario ai limiti del vampirismo che da sempre ha contraddistinto cinema e letteratura. Parassitario e, nella grande maggioranza dei casi univoco, perché le novelizations dei film sono una percentuale minuscola di fronte al saccheggio che la settima arte ha compiuto sulle spalle dei libri dagli albori ai giorni nostri.
E allora mi sono chiesta: esistono ancora libri rimasti immuni alla cannibalizzazione cinematografica?
Domanda retorica. È ovvio che la risposta sia sì.
Di fronte agli adattamenti io ho sempre avuto un atteggiamento molto “laico”, nel senso che raramente mi sono messa a fare paragoni. A volte i risultati sono stati imbarazzanti, ma non tanto per la mancanza di aderenza al testo, quanto per la pochezza cinematografica del prodotto. Puoi essere fedelissimo a un romanzo, ma se il tuo film è una merda, questa fedeltà perde del tutto il suo senso. Oppure puoi tradire, anche in modo clamoroso, il testo da cui prendi spunto e tirare fuori un capolavoro.
Quindi no, nonostane riconosca che molto spesso, come si suol dire, “il libro era meglio”, conferisco una sufficiente autonomia al mezzo cinematografico, nonché la capacità di saper raccontare per immagini in modo magnifico storie precedentemente pensate per altri media.
Detto ciò: quali libri mi piacerebbe vedere trasposti sullo schermo? E a quali registi affiderei l’arduo compito? Vediamolo… Continua a leggere

I Libri della Murena: Una top 5

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E siamo arrivati all’ultimo appuntamento con le nostre top 5 dedicate alle varie fonti di ispirazione che mi hanno dato una mano a scrivere My Little Moray Eel. Ci ho messo tanto a stilare questa classifica, perché con i libri è molto più complicato. Il più delle volte, si tratta di andare a individuare degli spunti e delle suggestioni che sono quasi privi di collegamenti diretti con quello che alla fine si arriva a pubblicare. Però sono cose che hanno lasciato il proprio segno sulla stesura dell’ebook.
La letteratura fantastica è popolata da miriadi di mostri marini di ogni tipo. Mostri marini di cui leggo avidamente sin da bambina. Non è stata una selezione semplice. E c’è anche un outsider di lusso che non potevo non inserire. Vediamo se la top 5 vi piace.
Questa volta evito la vigliaccata delle due classifiche precedenti, e metto i libri in ordine di gradimento. Così mi potete sputazzare in faccia con più agio. Continua a leggere

La Musica della Murena: Una Top 5

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Sì, lo so che è venerdì e di solito le top 5 su questo blog si compilano di sabato, ma io domani sarò sott’acqua tutto il giorno e quindi anticipiamo. La scorsa settimana abbiamo parlato dei film che mi hanno influenzato nel corso della stesura. Giuro che la prossima parleremo dei libri. Oggi, invece, ci teniamo più sul leggero e ci dedichiamo alla musica che mi ha aiutato a scrivere.
Come ho già detto, ognuno dei 42 capitoli della murena è contrassegnato da una canzone. Nell’ebook quindi potete trovare circa una trentina di artisti diversi, perché alcuni sono ricorrenti. A volte sono stata ore a cercare la canzone giusta per il capitolo; altre è stata la canzone stessa a darmi gli spunti giusti. Ovviamente, potete non considerare affatto la massiccia presenza di musica all’interno dell’ebook, potete leggere, godervi la storia (se vi piace) e ignorare i brani. Ma secondo me, perdereste parte dell’atmosfera.
E quindi, vediamo quali sono i 5 artisti principali che hanno contribuito a rendere My Little Moray Eel quello che è. Rigorosamente in ordine di apparizione. Continua a leggere

Gli ispiratori della Murena: Una top 5

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Ho pensato che un modo divertente, e anche poco invasivo, di fare un po’ di pubblicità al mio primo ebook poteva essere quello di parlare delle sue fonti di ispirazione cinematografiche. Questo resta un blog dedicato quasi esclusivamente al cinema e, sebbene My Little Moray Eel abbondi di ispirazioni letterarie, anche i film hanno pesato moltissimo sulla sua stesura. Trovo giusto ammettere i miei debiti nei confronti degli autori che mi hanno fornito spunti e suggestioni varie.
Inoltre era una vita che non pubblicavo una bella top 5 del sabato mattina. E se la cosa dovesse piacervi, magari la prossima settimana facciamo anche quella dedicata ai libri. Quindi, eccovi questa breve classifica, in ordine rigorosamente cronologico. Continua a leggere

Ma ci sarà qualcosa da vedere l’anno prossimo?

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Facciamo un salto anticipato nel 2014 e cerchiamo di capire che cosa ci riserverà l’horror dell’anno prossimo.
Dovendo fare un bilancio del 2013, mi verrebbe da dire che è stata una bella accozzaglia di roba. Abbiamo avuto un po’ di tutto, dagli home invasion alle ghost story, passando per gli ultimi rigurgiti di torture porn e un pizzico di rape & revenge che non guasta mai. Mockumentary, antologie, esordi, conferme e sorprese come quella di Barry Levinson che si mette a dirigere un horror e spacca culi a destra e a sinistra. Non mi è dispiaciuto affatto, questo 2013. Sembra quasi che il cinema horror abbia trovato una sua dimensione, si sia sistemato in una zona grigia tra la nicchia estrema e il grande pubblico e abbia deciso di vivacchiare lì, sconfinando da una parte o dall’altra a seconda delle circostanze, come un blob malefico pronto ad assimilare gli altri generi e a spuntare un po’ ovunque.
L’horror indipendente viene distribuito in sala anche da noi (You’re next, anche se non l’ho apprezzato, è un esempio), mentre orge di splatter come La Casa hanno una release che li porta in centinaia di sale. E questo è un bene.
Anche perché, che piacciano o no, stiamo parlando quasi sempre di horror adulti. Potrei sbagliare, ma credo che stia iniziando un lento processo che vedrà non più i soli adolescenti come pubblico di riferimento dei film dell’orrore. E lì ci sarà da divertirsi. Continua a leggere

Top (non lo so neanche io) 2013

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E così, anche questo 2013 stiamo per levarcelo dai coglioni. C’è da dire che, a un livello meramente cinematografico, è stato un ottimo anno, almeno per la prima metà. Sono talmente tanti i film che mi hanno colpita da rendere piuttosto ingarbugliata la situazione classifiche. Quando si deve parlare del brutto, ci si mette davvero poco. Ma scegliere cinque opere tra le decine e decine viste nel corso dell’anno porta a dolorose esclusioni. Certo, gli elenchi puntati di fine anno sono sempre un esercizio divertente, ma un pochino sterile. Aiutano, tuttavia, a individuare delle tendenze. Per esempio, come vedrete a breve, quasi tutti i film presenti nel mucchio non propriamente horror sono di fantascienza. Cosa che non era mai accaduta da queste parti.
Altro elemento ancora più spiazzante, dei cinque horror migliori dell’anno, due sono remake. E chi l’avrebbe mai detto? Continua a leggere

Top 5 2013: Lammerda!

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Ormai da queste parti sta diventando una tradizione. E siamo al terzo anno di riepiloghi e bilanci vari. Quasi non ci credo che il blog sia durato così a lungo. Eppure, eccoci qui a rivangare il peggio, per quanto riguarda il cinema horror, del 2013 che ci sta lasciando.
Devo ammettere che non è stato facilissimo: la decisione, presa un po’ di tempo fa, di non occuparmi più di recensire robaccia se non in rarissimi casi, ha reso il tutto più faticoso. Di solito tendo a rimuovere i film brutti e, se non ci scrivo qualcosa sopra, dimentico anche di averli visti, perché lo spazio e il tempo sono pochi. La ricerca dei film per compilare questa top 5 è stata quindi un susseguirsi di esclamazioni: “no dai, ma che davvero hanno girato ‘stammerda?”
Alla fine, ho scelto i cinque film che più si sono impressi negativamente nella mia memoria selettiva. Quelli che, nonostante lo vorrei con tutto il cuore, proprio non riesco a dimenticare. Di un paio ne ho anche parlato su queste pagine. Andiamo a incominciare. Continua a leggere

Horror Glaciali – Una top 5

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Fa un freddo che tutti quelli a cui piace l’inverno un giorno dovranno spiegarmi come fanno a sopportarlo. Io sono entrata in uno stato letargico da cui esco solo per bestemmiare contro le basse temperature. È anche vero che io sono un caso umano. E, al di sotto dei 24 gradi, comincio a tremare e a domandarmi perché sono venuta al mondo.
Però devo ammettere che le ambientazioni innevate, per quanto riguarda il cinema dell’orrore, hanno un certo fascino e, se sfruttate a dovere, possono generare inquietudine di per sé, soprattutto grazie al senso di solitudine estrema che sono in grado di trasmettere.
Quindi, per un ritorno in grande stile delle nostre top 5, e in onore di questo cazzo di freddo maledetto, ecco cinque film che fanno del ghiaccio, della neve e del gelo il loro punto di forza.  Continua a leggere