Pucciosità natalizie: D.A.R.Y.L.

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Regia – Simon Wincer (1985)

Siamo di nuovo sotto le feste. Vuol dire che la pucciosità scorre potente in me. No, in realtà resto sempre molto malvagia. E tuttavia, come ho fatto anche l’anno scorso, mi piace celebrare il natale qui sul blog, ricordando alcuni classici della mia infanzia. O dell’infanzia della mia generazione che, più ci penso, più mi accorgo di quanto sia stata fortunata col cinema per ragazzi. Siamo cresciuti vedendo tanta fantascienza, tanto cinema d’avventura, tanti mostri e tante magie assortite. E forse siamo stati gli ultimi a cui veniva espressamente richiesto di esercitare la propria immaginazione e di non essere solo spettatori passivi, quando ci siedevamo ad assistere a un film. Non è nostalgia. Continuo a guardare il cinema per ragazzi contemporaneo e non nego ci siano ottime pellicole, soprattutto per quel che riguarda il settore dell’animazione. Ma i film veri e propri sono spesso di una povertà immaginativa imbarazzante. E non sono mai sviluppati a partire da un concept originale, pensato per il grande schermo. Al cinema per ragazzi puro, si è sostituito il YA, di solito basato su best seller di qualità discutibile.
Fantascienza, fantasy, persino l’horror “per famiglie”, ormai sono tutti assoggettati a questa formula da incasso sicuro. E sì, magari i film degli anni ’80 erano ingenui e semplicistici, ma almeno regalavano a noi bambini una dimensione da sogno che oggi è tramontata.
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[REC] 4 – Apocalipsis

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Regia – Jaume Balaguerò (2014)

Sono passati sette anni da quando, in Spagna, un giovane regista di genere riportò in auge il found footage e creò l’unica saga zombi europea di successo. Oltre a rivitalizzare il cinema iberico e a renderlo esportabile in tutto il mondo.
Due considerazioni: tutti i capitoli di Rec sono girati in lingua spagnola, così come gli altri film di Balaguerò, a sottolineare quanto sia idiota l’assunto secondo cui bisogna girare in inglese per smerciare una pellicola all’estero; il primo Rec, nonostante appartenga al sottogenere del filmato ritrovato, o mockumentary, o come diavolo piace chiamarlo a voi, era diretto da un regista con enormi attributi tecnici, come aveva dimostrato nelle sue opere precedenti, e avrebbe dimostrato poi in quelle successive.
Il franchise di Rec è rimasto saldamente in mano ai suoi creatori, il già citato Balaguerò e il suo amichetto Paco Plaza. Se i primi due erano co-regie, per il terzo e il quarto capitolo i due si sono spartiti equamente la torta e a Plaza è toccato occuparsi di Genesis, mentre a Balaguerò di Apocalipsis.
Il terzo film è piaciuto solo a me e a un paio di altri matti. Io lo avevo addirittura inserito tra i migliori horror del 2012. Adesso, con l’uscita dell’ultima installazione della saga, e il ritorno in cabina di regia di Balaguerò, i detrattori di Genesis non so davvero a cosa potranno appigliarsi. A meno di non voler stroncare anche questo per partito preso.
Già, perché Rec 4 – Apocalipsis non è un found footage. O meglio, strizza l’occhio al found footage e, nello stesso tempo, lo rinnega, come aveva fatto il film di Plaza. Non solo, ma abbraccia pienamente la struttura del suo predecessore, fottendosene alla grande della serietà e buttando il tutto in farsa. E lo fa maledettamente bene. Continua a leggere

1990: Jacob’s Ladder

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Regia – Adrian Lyne
You’re a lucky guy, Jake. You must have friends in high places.”

Nella mia personale classifica di titoli devastati dal consiglio italico dei titolisti malvagi, Jacob’s Ladder è al secondo posto. Sì, perché poi è stato superato qualche anno dopo dall’adattamento di titolo peggiore della storia del cinema intiero. E tuttavia, Allucinazione Perversa se ne sta lì a eterno monito di come qui da noi sia lecito insultare un’opera, compiendo la semplice operazione di trovare un titolo nella nostra lingua. Perché La Scala di Jacob pareva brutto. Che poi non avrebbero potuto fare il trailer col vocione tipico dei trailer (italici) dei primi anni ’90. Suonava molto meglio Allucinazione Perversa, no?
E quel “perversa”, era piazzato al punto giusto, proprio sotto lo strillo in locandina, atto a ricordarci che si trattava dello stesso regista responsabile di Attrazione Fatale. Accostateli insieme: Attrazione Fatale. Allucinazione Perversa. Sembrano quasi lo stesso titolo. Promessa di tette, culi e sesso, appunto, perverso, o fatale. A seconda dei gusti, insomma. Poi sarebbe arrivato addirittura Proposta Indecente, per fare terno.
Ma Jacob’s Ladder non è una creatura di Adrian Lyne. Jacob’s Ladder è il figlio prediletto di uno sceneggiatore, quel Bruce Joel Rubin famoso per Ghost, ossessionato da questa storia (che nessuno voleva produrre) sin dal 1980.

DA QUI IN POI QUALCHE SPOILER

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Il Cinema del Posto – Making of 1

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Vi avevo promesso una piccola serie di post a tema, un po’ come avevamo già fatto a settembre con la Murena. È un modo per fare promozione al mio nuovo ebook parlando però anche di altro, per non appesantirvi con troppe chiacchiere e non risultare sgradevole.
Anche questa volta, cominciamo dal cinema, ché Il Giorno degli Zombi è un blog di cinema e Il Posto delle Onde è imbevuto di ispirazioni derivate dai film. Ne è talmente pieno da aver reso impossibile la realizzazione di una semplice top 5. E allora, prendendo spunto da altri illustri colleghi, come Hell e Alessandro, ho pensato di scrivere una specie di making of dell’ebook, ma filtrato attraverso il cinema, accennando alle miriadi di titoli che vengono citati, direttamente e indirettamente, all’interno del romanzo.
Se trovate la cosa divertente, faremo anche il making of letterario e musicale.
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Porcherie del mese: Dicembre

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Ed eccoci all’appuntamento mensile che tanto amate, quello dedicato alle schifezze indegne di un post a parte, e per questo compresse in un unico articolo a base di insulti e ignominia. Oggi ci occupiamo di alcuni recuperi, film che mi erano (per fortuna) sfuggiti nel corso del 2014 e che sono riuscita a vedere solo nelle ultime settimane, causa una pausa lavorativa piuttosto lunga. Ma non solo: parleremo anche di inutili sprechi di tempo (il mio) e denaro (frega cazzi, quello è loro) abbastanza recenti, che mi sono obbligata con la forza a vedere sino in fondo solo perché vi voglio bene. E qualcuno un giorno dovrà rendermi merito di cotanto sacrifizio.
Cominciamo con i recuperi e ricordate: si tratta di materiale non adatto a un pubblico sensibile.

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These Final Hours

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Regia – Zak Hilditch (2013)

Ho sempre grandi difficoltà a parlare di film che mi hanno colpita da un punto di vista emotivo. Posso scrivere per ore di qualunque cosa, ma quando si tratta di spiegare un alto grado di coinvolgimento, che spesso va anche al di là dei meriti oggettivi dell’opera in questione, tendo a zoppicare. Ho soprattutto paura di perdere la lucidità, di abbandonare del tutto qualsiasi forma di spirito critico in favore di una serie di sensazioni, più o meno forti, più o meno violente, indotte dal film.
Perché è vero che la predisposizione d’animo con cui ci si siede a guardare una determinata pellicola conta tantissimo. E può succedere di restare coinvolti da prodotti mediocri, solo perché sono capitati al momento giusto. Quindi, perdonatemi in anticipo se il post uscirà fuori un po’ sbilanciato: These Final Hours è un film che mi ha ammazzato.
E sto ancora cercando di capirne il motivo. In fondo, non racconta nulla che non abbiamo già sentito. È solo l’ennesima storia della fine del mondo… Continua a leggere

Cinema degli Abissi: Amsterdamned

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Regia – Dick Maas (1988)

Abbandoniamo, una volta tanto, le profondità marine e le vastità oceaniche e andiamo a immergerci nei canali di Amsterdam, accompagnati da un regista di cui non ho mai avuto occasione di parlare, ma che mi sta molto a cuore, quel Dick Maas che terrorizzò la mia infanzia con i poster del suo secondo film, l’Ascensore, risalente al lontanissimo 1983. E forse un giorno, se supero il trauma, potrò anche scriverci qualcosa sopra.
Cinque anni dopo la sua prima incursione nel genere (il suo esordio in in lungometraggio è del 1981 e si tratta di una commedia, Rigor Mortis) Maas è un regista affermato in patria e conosciuto all’estero. Può dunque permettersi di lavorare a un progetto con un budget considerevole, mantenendo però un controllo artigianale pressocché assoluto su tutta la lavorazione. Come ne L’Ascensore, infatti, Maas scrive, produce, dirige e scrive la colonna sonora. Amsterdamned sarebbe poi passato alla storia per essere uno dei pochissimi esempi di slasher olandese, nonché uno dei migliori thriller d’azione degli anni ’80.
In che modo si leghi, un film come Amsterdamned, alla nostra rubrica, è presto detto: l’assassino è un sub, anche molto esperto, che sfrutta il sistema di canali della sua città per mietere vittime. Continua a leggere

Starry Eyes

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Regia – Kevin Kolsch, Dennis Widmyer (2014)

Questo 2014 in dirittura d’arrivo si sta rivelando un’annata strepitosa per quanto riguarda il cinema dell’orrore indipendente. Quasi tutti i film migliori della stagione sono esordi, o al massimo opere seconde e, tra loro, non abbiamo avuto la fortuna di vederne in sala neanche uno. E, mentre gli horror destinati alla grande distribuzione fanno acqua da tutte le parti, ecco che questi piccoli prodotti costati un’inezia (e spesso finanziati grazie a campagne di crowdfunding), stanno cominciando a dare una nuova identità e una nuova spinta vitale al genere tutto. Nel modo più semplice possibile: recuperando temi ormai topici e aggiornandoli alle ossessioni e alle problematiche attuali.
Starry Eyes è il secondo film di una coppia di registi e sceneggiatori con all’attivo un altro lungometraggio (Absence) e una manciata di corti. I due scrivono la sceneggiatura e raccolgono i fondi per la produzione tramite Kickstarter. La campagna attira un attore che abbiamo imparato a conoscere e amare, molto attivo in piccoli film di questo genere, Pat Healy.
Al resto dei soldi ci pensa la Dark Sky Films, casa di distribuzione e produzione responsabile di molti ottimi horror usciti di recente, tra cui, tanto per citare un nome a caso, The Innkeepers.
Una volta ottenuto il budget, Starry Eyes viene girato a Los Angeles in appena 18 giorni di riprese. Continua a leggere