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"Volenterosa ma poco equilibrata sorella di Saffo"

La Musica della Murena: Una Top 5

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Sì, lo so che è venerdì e di solito le top 5 su questo blog si compilano di sabato, ma io domani sarò sott’acqua tutto il giorno e quindi anticipiamo. La scorsa settimana abbiamo parlato dei film che mi hanno influenzato nel corso della stesura. Giuro che la prossima parleremo dei libri. Oggi, invece, ci teniamo più sul leggero e ci dedichiamo alla musica che mi ha aiutato a scrivere.
Come ho già detto, ognuno dei 42 capitoli della murena è contrassegnato da una canzone. Nell’ebook quindi potete trovare circa una trentina di artisti diversi, perché alcuni sono ricorrenti. A volte sono stata ore a cercare la canzone giusta per il capitolo; altre è stata la canzone stessa a darmi gli spunti giusti. Ovviamente, potete non considerare affatto la massiccia presenza di musica all’interno dell’ebook, potete leggere, godervi la storia (se vi piace) e ignorare i brani. Ma secondo me, perdereste parte dell’atmosfera.
E quindi, vediamo quali sono i 5 artisti principali che hanno contribuito a rendere My Little Moray Eel quello che è. Rigorosamente in ordine di apparizione. Continua a leggere

Under the Skin

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Regia – Jonathan Glazer (2013)

SPOILER COME SE GRANDINASSE

Sì, lo so, sono in un ritardo mostruoso rispetto ad altri blogger e rispetto alla velocità con cui un film esce in sala e viene immediatamente dimenticato già poche settimane dopo, per essere sostituito da altri interessi, da altre discussioni, da altri prodotti su cui litigare e scannarsi.
Ma io, dopo aver visto Under the Skin, ho avuto bisogno di rifletterci bene qualche giorno. Non perché il film sia di difficile comprensione: questa è una scusa di chi non è in grado di prestare attenzione a quello che accade sullo schermo, se non è imboccato come un infante da dialoghi e didascalie. Under the Skin non è affatto un prodotto ermetico e, anzi, è piuttosto lineare nel suo sviluppo. Solo che non vi spiega i perché e i percome. E questo va anche bene. Un essere di un altro mondo non si metterebbe mai a spiegarvi cosa sta facendo, come lo sta facendo e i motivi per cui lo sta facendo.
Vivendo nell’illusione che il cinema, soprattutto quello di genere, in questo caso la fantascienza, debba essere costruito a uso e consumo di un pubblico di idioti, la strafottente sicurezza con cui Glazer si rifiuta di essere didascalico, anche solo mezza volta nel corso di tutto il film, ha fatto infuriare un po’ di gente. Di sicuro i miei vicini di poltrona, al cinema, due signori che non hanno fatto altro che berciare durante tutta la proiezione, concludendo con un bel: “Non ci ho capito un cazzo!”, urlato, sulla scena finale, perché certi pensieri vanno sempre condivisi.  Continua a leggere

1940: Dr. Cyclops

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Regia – Ernest B. Schoedsack

But what you are doing is mad. It is diabolic! You are tampering with powers reserved to God
“That is good. That is very good. That is just what I am doing”

Riprendiamo la rubrichetta che vi piace tanto, spostandoci all’inizio degli anni ’40. Il film che avete scelto è il primo grande prodotto di fantascienza girato in techicolor, e una delle pellicole più dispendiose e tecnicamente sopraffine dell’epoca.
Il regista, Schoedsack, dovreste conoscerlo piuttosto bene, dato che ha diretto due opere fondamentali, King Kong e La Pericolosa Partita.
E in questo Dr Cyclops ritroviamo molte delle tematiche care a Schoedsack, a partire dall’ambientazione esotica, vero marchio di fabbrica di un regista che ha sempre subito il fascino di luoghi selvaggi in cui inserire i suoi protagonisti “civilizzati”. C’è una caccia all’uomo vista da una prospettiva diversa e “rimpicciolita”, c’è la presenza di un uomo folle, ma straordinariamente potente per cui la vita umana conta poco o nulla e che si diverte a usare i suoi colleghi come pedine di un gioco sadico e, infine, c’è un uso innovativo degli effetti speciali, il minimo che si potrebbe aspettare dal regista di King Kong. Continua a leggere

Gli ispiratori della Murena: Una top 5

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Ho pensato che un modo divertente, e anche poco invasivo, di fare un po’ di pubblicità al mio primo ebook poteva essere quello di parlare delle sue fonti di ispirazione cinematografiche. Questo resta un blog dedicato quasi esclusivamente al cinema e, sebbene My Little Moray Eel abbondi di ispirazioni letterarie, anche i film hanno pesato moltissimo sulla sua stesura. Trovo giusto ammettere i miei debiti nei confronti degli autori che mi hanno fornito spunti e suggestioni varie.
Inoltre era una vita che non pubblicavo una bella top 5 del sabato mattina. E se la cosa dovesse piacervi, magari la prossima settimana facciamo anche quella dedicata ai libri. Quindi, eccovi questa breve classifica, in ordine rigorosamente cronologico. Continua a leggere

My Little Moray Eel

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Vi avevo detto di passare da queste parti oggi, perché avevo una novità importante in serbo per voi. La copertina che vedete in testa al post, realizzata dal bravissimo Giordano Efrodini, è quella del mio primo ebook. Che poi sarebbe la blog novel portata avanti qui puntata per puntata per quasi un anno, e lasciata a metà per dedicarle i giusti tempo e spazio. E trasformarla in un romanzo vero e proprio.

My Little Moray Eel è una storia di mostri marini e guerre acquatiche, in cui ho cercato di raccontare un amore impossibile tra due esseri di due elementi diversi, che accompagna l’intera esistenza dei protagonisti, Sara, una donna dotata di un canale di comunicazione privilegiato con tutte le creature che vivono negli oceani, e una murena gigante, parte di un esercito messo in piedi allo scopo di difendersi dall’uomo. E in caso, di distruggerlo.  Continua a leggere

Kristy

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Regia – Oliver Blackburn (2014)

Ovvero, You’re Next girato meglio e senza siparietti comici e spiegoni. Basterebbero davvero queste poche parole per consigliarvi la visione di Kristy, opera seconda del regista di Donkey Punch, britannico trapiantato negli Stati Uniti. Eppure c’è molto altro da dire.
Prima di tutto, che a leggere i nomi coinvolti nel progetto si sente la puzza di stronzata lontano un centinaio di chilometri. Scrive Anthony Jaswinski, responsabile di Vanishing on 7th Street e produce Scott Derrickson, che, dopo la fortunata parentesi di Sinister, è tornato al suo vecchio amore: il pippone moralista e religioso alla Emily Rose, realizzando Dliver us from Evil, uscito persino da noi in sala, tanto per deliziarci con le vaccate.
Non nascondo a nessuno che entrambe queste presenze pesano sul film come macigni, rischiando di schiacciarlo. Fortuna che ci pensa Blackburn a salvare la baracca, portando in secondo piano sia l’impostazione vagamente bigotta che sottende al film come un fastidioso ronzio di fondo, sia una sceneggiatura molto lineare, un po’ scontata e con qualche buco di troppo.
E tuttavia, se siete amanti degli script sfaccettati e pieni di colpi di scena, o dei film con una morale ben precisa, è probabile che Kristy vi farà incazzare.
Se invece volete assistere a un survival teso e brutale, accomodatevi pure e non ve ne pentirete.  Continua a leggere

Dove eravamo rimasti?

tumblr_mfk5u6riwF1rs218bo2_500Ormai non so più che scuse inventarmi per le mie repentine e inspiegate sparizioni. Ma voi dovreste esserci abituati, dopo tutto questo tempo. Ogni tanto mi defilo, perché mi mancano la voglia, il tempo, o molto più spesso, entrambi. E perché è difficile, quando ti ritrovi oberata di lavoro e guardi immagini in movimento dieci ore al giorno, trovare le giuste motivazioni per sedersi davanti a un film. Capita che sia l’idea stessa di cinema a darti la nausea.
E infatti, a parte i due film di cui ho parlato la scorsa settimana, questa è stata un’estate quasi del tutto priva di cinema. Non ve ne fregherà niente, ma nelle due settimane di vacanza a mia disposizione, ho fatto tante belle immersioni, ho preso un sacco di sole e letto una sporta  di libri sul mio fedele kindle. Ogni tanto si sente la necessità di staccare, persino dalle cose che si amano di più, anche per inquadrarle da una prospettiva un po’ più distaccata e rilassata. Non mi prende più il senso di colpa cosmico perforante se ogni dannata sera non vedo almeno due film e non mi sveglio più nel cuore della notte al pensiero di quanti giorni siano passati dall’ultima volta che ho aggiornato il blog. Continua a leggere

Dead Snow 2 – Red vs Dead

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Regia – Tommy Wirkola (2014)

Con Tommy Wirkola ci eravamo lasciati un annetto fa, dopo il suo sbarco a Hollywood per dirigere Hansel & Gretel Cacciatori di Streghe. Wirkola torna in patria con un carico enorme di esperienza sulle spalle, perché potete dire quello che volete sul cinema americano mainstream brutto e cattivo che uccide la creatività dei giovini autori europei e li porta sulla strada dei dollari e della perdizione, ma dopo una regia in cui ti ritrovi a gestire budget che a casa tua non vedresti neanche col cannocchiale e a lavorare con i migliori professionisti in circolazione, possiedi una consapevolezza maggiore rispetto a quando giravi filmetti semi amatoriali con i tuoi amici sulla neve.
Ed ecco che Dead Snow 2, a differenza del suo predecessore (a cui voglio bene, per carità, non fraintendetemi) è un film a tutti gli effetti. Continua a leggere