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"Volenterosa ma poco equilibrata sorella di Saffo"

Aspettando Pacific Rim: Hellboy

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Regia – Guillermo del Toro (2004)

Avrebbe dovuto dirigere Bade III, Guillermo. Ma la produzione gli chiese di scegliere tra il proseguimento della saga del Diurno e l’adattamento del fumetto di Mignola. Il regista scelse il secondo. Fan di vecchia data del fumetto, Del Toro rifiutò di lavorare a Harry Potter e ad Alien vs Predator per portare sullo schermo Hellboy.
Discutendo con Mignola su come affrontare la riduzione cinematografica, quando arrivò il momento di scegliere il protagonista, entrambi, regista e scrittore, dissero in coro: Ron Perlman. Ma la produzione non era convinta e Del Toro ci mise un po’ a dimostrare che Perlman era la giusta opzione. La Columbia voleva Vin Diesel.
Oggi, non riesco a immaginare un altro attore a interpretare il ruolo. Perlman è perfetto. E una parte da protagonista in un film di Del Toro è il coronamento di anni di collaborazione tra i due.
Hellboy e Del Toro: sembrano nati per incontrarsi. L’impressione è che storia e personaggi siano strutturati apposta per lo stile e le ossessioni del regista, per il suo estro visivo e la sua passione per una realtà in ogni istante a contatto con un substrato soprannaturale che a volte la invade, a volte la squarcia, a volte rimane nascosto, ma è sempre presente.  Continua a leggere

1976: Martin

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Regia – George A. Romero

Things only seem to be magic. There is no real magic. There’s no real magic ever

Parliamo un po’ di vampiri, che ne dite? Non è un mistero per nessuno che da queste parti  siano i mostri meno amati. Infatti ne parlo il minimo indispensabile e solo quando trovo qualcosa che davvero riesca a stimolare la mia attenzione. Però, bisogna ammetterlo, sono anche i mostri più sfruttati in assoluto, quelli su cui si è detto tutto e il contrario di tutto. Di solito preferisco i film dedicati al vampirismo quando affrontano la cosa da un punto di vista inedito. E Martin, opera “minore” nella carriera di Romero, sicuramente tenta una prospettiva nuova, privando queste creature della notte di tutto il loro fascino soprannaturale e inserendole in una vicenda di squallore quotidiano, bigottismo, infelicità e superstizione. Continua a leggere

My Little Moray Eel – 17

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Sì, è passato un po’ di tempo dall’ultimo capitolo, due settimane, mi pare. Ma ho avuto difficoltà a proseguire e quindi, prima di farvi leggere, devo ringraziare i ragazzi di Moon Base che mi hanno aiutato tanto con questo capitolo che finalmente riprende le fila del discorso. Senza di loro, non sarebbe mai uscito. Quindi, grazie davvero. Ci sono anche alcune vostre idee qui dentro.
Spero di tornare a postare un capitolo a settimana e spero di portare a termine la storia.

SCHWARZE SONNE

Ilio diceva che in giro ce n’era ancora qualcuno.
Li avvistavano ogni tanto a largo, molto lontani dalla costa. Masse chiare sotto l’acqua trasparente. Vivi solo perché ci si era dimenticati di loro. O forse peggio, perché dopo averli creati e destinati a un ciclo vitale molto breve, ci si era resi conto che qualche esemplare continuava a vagare attraverso le correnti oceaniche.
A metà tra storia e leggenda, i superpredatori liberati in acqua per mettere fine alla guerra erano come spettri bianchi, estranei a tutto, senza un posto dove andare, affamati e voraci. Continua a leggere

La Casa

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Regia – Fede Alvarez (2013)

E sono tre.
Tre remake uno migliore dell’altro in una stagione cinematografica che continua a essere superiore alla media da ogni punto di vista. L’horror, che del cinema, lo sappiamo, è un po’ il parente povero, si difende e se la cava come può. E qui arrivano una buona notizia e una cattiva: quella buona è che il film di Alvarez, dopo una prima parte in cui stenta a decollare, esplode poi in una seconda che è un vero tripudio di splatter artigianale di pregevole fattura. Arti troncati, lingue tagliate a metà, sparachiodi in ogni parte del corpo, colpi di fucile che fanno volare via braccia, facce tagliate con pezzi di vetro e un vero e proprio bagno di sangue che fa terminare il film in gloria e addirittura col desiderio che se ne faccia un altro a ruota.
La cattiva notizia è che, purtroppo, La Casa soffre di tutte le mancanze e le storture di un cinema dell’orrore commerciale fatto a uso e consumo di un pubblico di deficienti. Adesso, io non lo so se davvero Hollywood ha allevato una generazione di rincoglioniti, o se sono gli studios a lavorare nella convinzione che chi va in sala a vedere un prodotto non indipendente, non possieda gli strumenti necessari ad affrontare un film che non gli fornisca spiegazioni preconfezionate e semplificazioni di stampo moralistico su un piatto d’argento. Io questa ansia di giustificare e tranquillizzare non riuscirò mai a mandarla giù. Continua a leggere

Warm Bodies

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Regia – Jonathan Levine (2013)

È una vera seccatura quando bisogna fare pubblica ammenda per aver sparato a zero su un prodotto ancora prima di vederlo. Quindi, a scanso di equivoci, lo dico subito: Warm Bodies mi è piaciuto. Nonostante non racconti nulla di nuovo e sia, più o meno, la solita favoletta sull’amore tra due mondi diversi che abbatte le barriere e i pregiudizi, tratta l’argomento con ironia e delicatezza. Ed evita la trappola del banale sentimentalismo, preferendo i toni della commedia a quelli del drammone adolescenziale. Il tutto con gli zombie, che si chiamano zombie, che camminano in un universo cinematografico in cui Romero è esistito (più Fulci di Romero, in realtà) e dove, quando vedi un morto in putrefazione tornato dalla tomba, sai che devi sparargli alla testa perché ci sono centinaia e centinaia di film in cui è così che gli zombie si eliminano. Già questo è un passo avanti rispetto a molte produzioni analoghe contemporanee. Una a caso, The Walking Dead, in cui pare che nessuno, nell’anno del Signore 2013, abbia mai sentito parlare di zio George e dei suoi cadaveri straccioni. Continua a leggere

Cinema degli Abissi: L’Avventura del Poseidon

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Regia – Ronald Neame (1972)

Oggi, pare che il film catastrofico se lo sia inventato Emmerich, perché il pubblico ha la memoria corta. In realtà i più grandicelli ricorderanno che il sottogenere ha avuto una sua bellissima età dell’oro nel corso degli anni ’70.  In una periodizzazione un po’ facilona e approssimativa, il periodo comincia con il primo Airport e si conclude con The Swarm e Meteor (questo sempre di Neame).
Quando ero bambina i film a base di disastri naturali e umani passavano in tv in continuazione. Io ero fissata con Airport ’77, quello dell’areo in fondo al mare (ma guarda un po’).
Poi, una sera, facendo zapping col mio papà, incappo in questo Poseidon. E, tanto per cambiare, fu amore. Se avessi un euro per tutte le volte in cui mi sono innamorata di un film credo che sarei miliardaria.
Ma, a mia discolpa, posso dire che è difficile non prendersi una cotta micidiale per L’Avventura del Poseidon, soprattutto se si è una ragazzina impressionabile e avida di film con aerei che si schiantano e navi che affondano.  Continua a leggere

Aftershock

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Regia – Nicolàs Lopez (2012)

Comincia nel modo peggiore, questo Aftershock. Così male che verrebbe quasi da spegnere dopo pochi minuti, prendere l’areo armati di mazza chiodata e presentarsi davanti casa di Eli Roth, reo di averlo scritto e prodotto, nonché di essere anche uno dei protagonisti facce da culo per cui si pretende che lo spettatore stia in pena. E che provi dispiacere se muoiono.
Pare che Lopez, il regista, e il signor Roth si siano fatti venire l’idea per Aftershock nel corso di una telefonata, in cui Lopez raccontava all’amichetto i devastanti effetti del terremoto del 2010 in Cile. Soprattutto, il temporaneo collasso sociale avvenuto nelle ore immediatamente successive al sisma.
Adesso, io mi immagino la telefonata. Con Roth che va in brodo di giuggiole perché può tornare a parlare di rampolli americani che crepano male in varie località turistiche e dice: “tranquillo Nicolàs, te la scrivo io una sceneggiatura coi controcazzi”
Al che uno un minimo intelligente avrebbe declinato l’offerta. Lopez, sprezzante del pericolo, no.
Interviene la Dimesion Film. Da qualche parte arrivano i prezzemolini Weinstein e uno sconosciuto regista cileno si ritrova a lavorare con dieci milioni di dollari. Che sono una specie di miseria per un film americano. Ma non formalizziamoci troppo. Sempre di una signora cifra si tratta. Magari qualcuno la desse a me. Continua a leggere

1966: La Lunga Notte dell’Orrore

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Regia – John Gilling
That corpse wandering on the moors is an undead, a zombie

SONO PRESENTI SPOILER

Per capire la portata rivoluzionaria de La Notte dei Morti Viventi, andrebbe data un’occhiata  a questo film, che precede quello di Romero di appena un paio d’anni. Produzione inglese. Hammer, per essere precisi. Distribuito a volte in coppia con Dracula – Principe delle Tenebre e girato contemporaneamente a un altro film di Gilling, La Morte Arriva Strisciando, usando gli stessi set e la stessa troupe, La Lunga Notte dell’Orrore è uno strano oggetto, situato a metà tra il vecchio gotico e una concezione dell’horror più moderna, che proprio in quel periodo stava emergendo e che sarebbe esplosa di lì a breve, mettendo nei guai la stessa Hammer e rendendo obsoleto il modo di fare cinema della famosa casa di produzione britannica. Continua a leggere