Informazioni su lucia patrizi

"Volenterosa ma poco equilibrata sorella di Saffo"

Speciale Filmacci: Steve Miner

 

3002335535_1_13_yyqw2aNCNon so voi, ma io, quando sento la definizione “onesto mestierante”, metto mano al set di atomiche portatili che tengo in borsetta. Non perché non mi piaccia le definizione in sé, anzi. Trovo molto bello saper fare il proprio mestiere in maniera onesta e possibilmente farlo bene. Ciò che non sopporto è il sussiego con cui viene pronunciato il termine “mestierante”, che pare quasi un insulto, come se essere niente di più che un onesto mestierante fosse cosa di cui vergognarsi. E poi, sì, di solito viene aggiunto quel “niente più di”, con annessa alzata di spalle e sorrisetto accondiscendente. Da sberla immediata, dritta sulla faccia, di diritto e di rovescio.

È fatto assodato, oltre che verità inconfutabile, che la cosiddetta età dell’oro del cinema horror, ovvero quel periodo che va dalla fine degli anni ’70 ai primissimi anni ’90 era letteralmente impestata da onesti mestieranti. Sì, certo, i grossi nomi, quelli che potrebbero anche essere definiti autori, la facevano da padrone. Ma non di solo Carpenter vive l’uomo. E per ogni Raimi che inventava roba pazzesca con la sua macchina da presa, c’erano venti Lewis Teague, Tom Holland e, per l’appunto, il nostro eroe del giorno, Steve Miner.  Continua a leggere

Filmacci: Dovevi Essere Morta

deadlyfriendposter01
Regia – Wes Craven (1986)

E si torna a parlare di Craven, perché con una rubrica intitolata “Filmacci”, la presenza del crapulone Wes è quasi un obbligo morale. Come se non bastasse, l’atmosfera da notte horror che si respira da queste parti ha contagiato altri blogger e, con questo articolo, ho l’onore di inaugurare una rassegna Notte Horror in giro per la rete. Si comincia oggi e si finisce addirittura a settembre. A fine post troverete l’elenco (ancora provissorio) dei partecipanti. Non perdetevi la rassegna, mi raccomando.

Dicevamo, Craven… Spesso trovo imbarazzante affrontare l’argomento Craven perché, a differenza di molti registi a lui contemporanei, sempre a barcamenarsi tra produzioni ridicole, budget infimi e impossibilità di far valere le proprie visioni, lui le occasioni le ha avute tutte. A parte rari casi, come nello sciagurato seguito de Le Colline Hanno gli Occhi, raramente il fallimento dei suoi film è imputabile ai produttori brutti e cattivi. Craven ha sempre sbagliato, in maniera spesso clamorosa e ai confini col ridicolo (qualcuno ha detto Vampiro a Brooklyn?) per mano sua.  Continua a leggere

TOHorror Film Fest

logoTOHff_sfondoNero

Il TOhorror Film Fest è una manifestazione che esiste dal 1999 e si svolge ogni anno, presentando al pubblico un concorso di lungo e cortometraggi per dare spazio e visibilità a una serie di opere che altrimenti non potrebbero mai essere viste qui da noi. Inoltre, vengono proiettati anche film in anteprima. Intervengono ospiti, italiani e stranieri, tutti facenti parte del variegato mondo del fantastico. Non si occupa solo di cinema, ma cerca di affrontare tutti gli ambiti del fantastico, da quello letterario a quello artistico.
Gran parte delle proiezioni e degli eventi del festival sono gratuiti.
Il TOhorror si autofinanzia da sempre. Insomma, non becca una lira che è una di contributi statali.  Continua a leggere

Filmacci: Body Bags

600full-body-bags-poster

Regia – John Carpenter, Tobe Hooper (1993)

Correva l’anno 1993, quando alla Showtime decidono di realizzare  una serie televisiva  sulla falsa riga di Tales From the Crypt della HBO. Il progetto viene purtroppo accantonato quasi subito. Il network non lo ritiene adatto alla propria fascia di pubblico e non se ne fa più nulla.
E tuttavia, tre mediometraggi erano già stati girati. E i registi chiamati a lavorare sui mini film non erano proprio degli sconosciuti. Parliamo di Carpenter e di Hooper. Si decide allora di inserire il tutto in una cornice e di farne un prodotto per il cinema, alla maniera di Creepshow, tanto per restare in tema.
Anfitrione e mattatore incontrastato della scena è proprio John Carpenter, nei panni di un cadaverico coroner che, all’interno di un obitorio ci racconta le vicende che hanno portato i cadaveri nelle sacche in cui ora riposano.
Dietro la macchina da presa del prologo c’è Hooper, mentre Carpenter firma due episodi, The Gas Station e Hair. Pare che però il secondo sia stato quasi interamente diretto da Larry Sulkis.
Hooper gira anche il terzo segmento del lotto, Eye. E lo diciamo subito a scanso di equivoci: è il più horror del trittico, forse il più pauroso, nonché il più serio e forse anche un po’ fuori contesto rispetto al tono farsesco di tutta l’operazione.
Ed è anche la cosa migliore fatta da Hooper in tutto il periodo post Poltergeist.  Continua a leggere

Mad Doctor a volontà

Annex - Karloff, Boris (Before I Hang)_NRFPT_01

 

Per il 1940 ci muoveremo sul sottile confine che separa l’horror dalla fantascienza, e ci occuperemo di tre scienziati alle prese con altrettanti esperimenti più o meno discutibili.
Ospite d’onore del sondaggione è il mito di celluloide Boris Karloff, presente in due film su tre.
Parleremo del Dottor Sovac che trapianta il cervello di un gangster nella testa di un suo amico con conseguenze imprevedibili (Black Friday)?
Oppure ci occuperemo dello scienziato che, nella giungla, miniaturizza i suoi colleghi (Il dottor Cyclops)?
O ancora, volete sapere tutto su un medico che sperimenta su se stesso un siero derivato dal sangue di un criminale (Prima che mi impicchino)?
La scelta sta a voi, come sempre.
Continua a leggere

1930: The Bat Whispers

bat_whispers_poster_02
Regia – Roland West

He’s coming! The Bat is coming down the stairs!

Sebbene il primo horror sonoro sia considerato Dracula di Tod Browning, prima dell’ondata di mostri che colpì Hollywood (e tutto il mondo) a partire dal 1931, erano già stati fatti alcuni esperimenti di thriller e mistery sonorizzati. Il suono, per un film dell’orrore, apriva possibilità pressoché infinite per mettere paura al pubblico. E se il passaggio fu per molti traumatico (lo stesso Dracula, doveva essere un film muto, con Lon Chaney protagonista), ai produttori e ai distributori non sfuggì affatto quanto fosse semplice fare quattrini spacciando brividi a tutto volume.
Uno degli esperimenti più famosi è proprio questo The Bat Whispers, penultimo lavoro di Roland West, prima che si ritirasse dal cinema a soli 44 anni, dopo una brillante carriera nel muto. Si tratta di un remake di un film del 1926, The Bat, tratto dalla commedia omonima di Mary Roberts Rinehart e Avery Hopwood, uno strepitoso successo di Broadway negli anni ’20.
In realtà, The Bat (il film) deve moltissimo a un’altra commedia, ancora più nota, Il Gatto e il Canarino, a sua volta portata al cinema ben quattro volte, tra il 1927 e il 1978. Continua a leggere

Filmacci: The Horror Show & Shocker

shocker-1989

Un po’ di musica per entrare nella giusta atmosfera. Era il 1989, quando un certo tipo di metal era la colonna sonora ideale dei film dell’orrore e nelle camere dei ragazzini protagonisti degli slasher c’erano i poster dei Megadeth. Proprio in quell’anno, estremamente prolifico per il cinema di genere, escono due film che trattano la stessa tematica e in maniera molto simile: serial killer condannato alla sedia elettrica non muore neanche per sbaglio e torna a perseguitare chi sulla suddetta sedia ce lo ha mandato. Il primo a essere distribuito è The Horror Show, che in Italia esce però solo nel 1994 e col titolo peregrino de La Casa 7. Non è tutta colpa nostra, intendiamoci. La vecchia conoscenza Sean S. Cunningham, produttore del film, aveva anche prodotto la serie House, il cui capostipite è noto qui da noi come Chi è sepolto in quella Casa, altro filmaccio dei nostri. E proprio Cunningham scelse di distribuire The Horror show in alcuni paesi come House III, millantando un collegamento inesistente alla serie House. Eh sì, in quel periodo tra le varie Case cinematografiche si faceva davvero un sacco di confusione.

Shocker, invece, è una creatura del tutto craveniana. Scottato dall’esperienza di Nightmare, dove si era visto portare via soldi e fama da seguiti a cui la New Line non lo aveva fatto partecipare, il buon Wes decide che è arrivato il momento di dar vita a un nuovo Freddy. I risultati dell’operazione sono stati, ovviamente, fallimentari e Shocker (da noi Sotto Shock) è un bizzarro filmetto troppo lungo, con tante scene messe a casaccio, qualche intuizione geniale e tanto talento gettato allegramente al vento e sacrificato sull’altare di una sceneggiatura difficile da tenere in piedi, anche con tonnellate di super attack.

Entrambi i film, però, sono state presenze fisse nella programmazione estiva di Notte Horror e ci stanno alla perfezione all’interno di un discorso di recupero nostalgico e un po’ demente di certe atmosfere tipiche dell’horror che fu.  Continua a leggere

Wither

Wither-movie-poster-600x899
Regia – Sonny Laguna, Tommy Wiklund (2012)

Chiunque abbia un minimo di interesse per il cinema dell’orrore sa quanto in profondità lo sviluppo del genere sia stato influenzato da quella bomba chiamata Evil Dead. E sa che da quell’ottobre del 1981, Raimi ha cambiato per sempre il modo di fare horror. L’ombra lunga de La Casa si estende, sia per questioni stilistiche, che per un approccio al genere dichiaratamente fantastico, lungo tutto il corso degli anni ’80. E ancora, si allunga per i decenni successivi, fino ad arrivare al 2013, quando il giovane regista Alvarez, coadiuvato dallo stesso Raimi alla produzione, ne realizza un buon (diciamo pure ottimo, dai) remake.
Ma, nel 2012, in Svezia c’era chi già lo aveva rifatto il suo Evil Dead. E, da molti punti di vista, lo aveva rifatto meglio.

Alla base dei ricordi di Evil Dead c’è un grosso equivoco di fondo. Si fa confusione tra il primo capitolo e il suo seguito parodistico. E da molti Evil Dead viene ricordato come un horror comico. Il che è, ovviamente, una grossa panzana, dato che ha terrorizzato una generazione intera di spettatori. In Evil Dead esisteva una fortissime componente ironica e autoironica, ma non si trattava affatto di una parodia. Era nato per far paura.
Alvarez questo lo sapeva bene e, nel suo remake, ha evitato qualunque ammiccamento e ha tirato giù un horror (ultimissimi minuti a parte) essenzialmente serio.
Il duo di esordienti svedesi si spinge ancora più a fondo. Elimina ogni forma di ironia e si lancia in un’orgia splatter senza un attimo di tregua. Va anche oltre il concetto di horror che si prende sul serio. Wither è un horror dove non ci viene neanche dato il tempo di fare un sorriso compiaciuto. È un horror che mette in scena una il male puro e irriducibile che si abbatte sulle vite dei malcapitati protagonisti nella forma di un dramma cupo e plumbeo. E, per una volta tanto, di fronte alle teste spappolate e ai corpi fatti a pezzi, non c’è proprio un cazzo da ridere.  Continua a leggere