Informazioni su lucia patrizi

"Volenterosa ma poco equilibrata sorella di Saffo"

Regalo di compleanno

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Breve post di servizio per festeggiare insieme a voi. Oggi è il mio compleanno e no, non sto scrivendo qui sul blog perché mi facciate gli auguri, ma per avvisarvi che sono io a fare un regalino a voi, spero gradito.
A partire da stamattina e per le prossime 48 ore, il mio ebook, My Little Moray Eel, sarà in promozione gratuita su Amazon. Il che significa che potrete scaricarlo senza spendere un centesimo.

Quindi, se ancora non lo avete preso, approfittatene in questi due giorni. Questo è il link per l’acquisto. Buona lettura e via ai festeggiamenti!
Musica!

Lucy

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Regia – Luc Besson (2014)

Il signor Besson e io abbiamo un paio di conticini in sospeso. Ci fu un tempo un grande amore, seguito da una delusione altrettanto grande e profonda. Un suo film è tra quei dieci che non smetterei mai di rivedere. E no, non si tratta di Leon, ma di Le Grand Bleu, girato addirittura prima che Nikita lo rendesse un autore action di fama mondiale. Poi però sono successe tante brutte cose, come Giovanna d’Arco e i vari minimei. È successo anche che Besson mollasse un po’ la cabina di regia per mettersi a produrre film d’azione a budget medio e destinati a grandi incassi.
Ogni tanto tornava a dirigere, ma sempre robetta più o meno dimenticabile. Poi, in sordina e senza clamori (anche perché è difficile che un film di Besson, oggi, susciti ancora qualche clamore), eccolo tornare al cinema d’azione, sebbene contaminato con la fantascienza e con quel genere supereoistico che sembra ormai essere, da solo, garanzia di successo al botteghino. Besson non è di certo nuovo a un cinema ibrido e contaminato. Il Quinto Elemento era un’ode alla contaminazione. E alla caciara, ma quella bella, quella che ti fa amare il grande schermo e tutte le splendide follie che esso rigurgita.
Prendete un’idea del tutto campata in aria e costruiteci intorno un delirio organizzato che se ne frega, con una certa strafottenza, di qualsiasi forma di coerenza, o di logica elementare, e avrete Lucy.
E sì, lo dico con la gioia nel cuore: Besson è tornato alla grande, con un film che si mangia a colazione tutta la baracca Marvel, superandola a destra e facendole pure una fragorosa pernacchia.  Continua a leggere

Di blog che chiudono, film di merda e altre nefandezze

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Lo scorso fine settimana è successa una cosa molto spiacevole: Strategie Evolutive, il blog di Davide Mana, ha chiuso. Le motivazioni le trovate qui e qui. Provate a leggere con attenzione e a comprendere le cause profonde che hanno portato alla chiusura di uno dei blog più interessanti mai esistiti.
Perché dalle reazioni (facilmente individuabili nei tanti commenti ai due post) mi è sembrato che tutti si concentrino su due fattori molto periferici, e non sul nucleo centrale della questione.
Davide non chiude perché il suo articolo su quel grandissimo film di High Sierra ha totalizzato poche visite. Quella semmai è la proverbiale goccia, la cosa che ti spinge a credere che il tuo lavoro sia diventato inutile. E non chiude nemmeno perché vuole i vostri soldi.
Chiude per non affondare nel mare di escrementi, urla belluine, idiozia dilagante e indifferenza ostile in cui si è trasformata la rete (soprattutto italiana) negli ultimi anni.
Proprio oggi, Plutonia Experiment pubblica un post sulla chiusura di Strategie Evolutive. Per mia e vostra fortuna, non si tratta di un necrologio o di un coccodrillo, dato che Davide è in forma smagliante sul suo blog inglese Karavansara. Non ci sono da fare lamentazioni funebri, o piagnistei vari. C’è invece da riflettere su quando, esattamente, ci siamo ridotti in questo modo: “le nuove leve cercano siti in cui la gente parla della prima volta che si è cagata addosso, video di tizi che scoreggiano sui passanti, top 10 del genere “perché gli uomini con la barba hanno il pisello piccolo” e – ovviamente – tette“, scrive Alessandro.
E se, forse, settori meno di nicchia dei nostri (letteratura e cinema di genere) si salvano in parte dal tracollo, in questa zona grigia dove ci si occupa, in maniera molto generica, di “fantastico”, l’atmosfera si è fatta davvero pesante. Continua a leggere

La Musica della Murena: Una Top 5

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Sì, lo so che è venerdì e di solito le top 5 su questo blog si compilano di sabato, ma io domani sarò sott’acqua tutto il giorno e quindi anticipiamo. La scorsa settimana abbiamo parlato dei film che mi hanno influenzato nel corso della stesura. Giuro che la prossima parleremo dei libri. Oggi, invece, ci teniamo più sul leggero e ci dedichiamo alla musica che mi ha aiutato a scrivere.
Come ho già detto, ognuno dei 42 capitoli della murena è contrassegnato da una canzone. Nell’ebook quindi potete trovare circa una trentina di artisti diversi, perché alcuni sono ricorrenti. A volte sono stata ore a cercare la canzone giusta per il capitolo; altre è stata la canzone stessa a darmi gli spunti giusti. Ovviamente, potete non considerare affatto la massiccia presenza di musica all’interno dell’ebook, potete leggere, godervi la storia (se vi piace) e ignorare i brani. Ma secondo me, perdereste parte dell’atmosfera.
E quindi, vediamo quali sono i 5 artisti principali che hanno contribuito a rendere My Little Moray Eel quello che è. Rigorosamente in ordine di apparizione. Continua a leggere

Under the Skin

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Regia – Jonathan Glazer (2013)

SPOILER COME SE GRANDINASSE

Sì, lo so, sono in un ritardo mostruoso rispetto ad altri blogger e rispetto alla velocità con cui un film esce in sala e viene immediatamente dimenticato già poche settimane dopo, per essere sostituito da altri interessi, da altre discussioni, da altri prodotti su cui litigare e scannarsi.
Ma io, dopo aver visto Under the Skin, ho avuto bisogno di rifletterci bene qualche giorno. Non perché il film sia di difficile comprensione: questa è una scusa di chi non è in grado di prestare attenzione a quello che accade sullo schermo, se non è imboccato come un infante da dialoghi e didascalie. Under the Skin non è affatto un prodotto ermetico e, anzi, è piuttosto lineare nel suo sviluppo. Solo che non vi spiega i perché e i percome. E questo va anche bene. Un essere di un altro mondo non si metterebbe mai a spiegarvi cosa sta facendo, come lo sta facendo e i motivi per cui lo sta facendo.
Vivendo nell’illusione che il cinema, soprattutto quello di genere, in questo caso la fantascienza, debba essere costruito a uso e consumo di un pubblico di idioti, la strafottente sicurezza con cui Glazer si rifiuta di essere didascalico, anche solo mezza volta nel corso di tutto il film, ha fatto infuriare un po’ di gente. Di sicuro i miei vicini di poltrona, al cinema, due signori che non hanno fatto altro che berciare durante tutta la proiezione, concludendo con un bel: “Non ci ho capito un cazzo!”, urlato, sulla scena finale, perché certi pensieri vanno sempre condivisi.  Continua a leggere

1940: Dr. Cyclops

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Regia – Ernest B. Schoedsack

But what you are doing is mad. It is diabolic! You are tampering with powers reserved to God
“That is good. That is very good. That is just what I am doing”

Riprendiamo la rubrichetta che vi piace tanto, spostandoci all’inizio degli anni ’40. Il film che avete scelto è il primo grande prodotto di fantascienza girato in techicolor, e una delle pellicole più dispendiose e tecnicamente sopraffine dell’epoca.
Il regista, Schoedsack, dovreste conoscerlo piuttosto bene, dato che ha diretto due opere fondamentali, King Kong e La Pericolosa Partita.
E in questo Dr Cyclops ritroviamo molte delle tematiche care a Schoedsack, a partire dall’ambientazione esotica, vero marchio di fabbrica di un regista che ha sempre subito il fascino di luoghi selvaggi in cui inserire i suoi protagonisti “civilizzati”. C’è una caccia all’uomo vista da una prospettiva diversa e “rimpicciolita”, c’è la presenza di un uomo folle, ma straordinariamente potente per cui la vita umana conta poco o nulla e che si diverte a usare i suoi colleghi come pedine di un gioco sadico e, infine, c’è un uso innovativo degli effetti speciali, il minimo che si potrebbe aspettare dal regista di King Kong. Continua a leggere

Gli ispiratori della Murena: Una top 5

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Ho pensato che un modo divertente, e anche poco invasivo, di fare un po’ di pubblicità al mio primo ebook poteva essere quello di parlare delle sue fonti di ispirazione cinematografiche. Questo resta un blog dedicato quasi esclusivamente al cinema e, sebbene My Little Moray Eel abbondi di ispirazioni letterarie, anche i film hanno pesato moltissimo sulla sua stesura. Trovo giusto ammettere i miei debiti nei confronti degli autori che mi hanno fornito spunti e suggestioni varie.
Inoltre era una vita che non pubblicavo una bella top 5 del sabato mattina. E se la cosa dovesse piacervi, magari la prossima settimana facciamo anche quella dedicata ai libri. Quindi, eccovi questa breve classifica, in ordine rigorosamente cronologico. Continua a leggere

My Little Moray Eel

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Vi avevo detto di passare da queste parti oggi, perché avevo una novità importante in serbo per voi. La copertina che vedete in testa al post, realizzata dal bravissimo Giordano Efrodini, è quella del mio primo ebook. Che poi sarebbe la blog novel portata avanti qui puntata per puntata per quasi un anno, e lasciata a metà per dedicarle i giusti tempo e spazio. E trasformarla in un romanzo vero e proprio.

My Little Moray Eel è una storia di mostri marini e guerre acquatiche, in cui ho cercato di raccontare un amore impossibile tra due esseri di due elementi diversi, che accompagna l’intera esistenza dei protagonisti, Sara, una donna dotata di un canale di comunicazione privilegiato con tutte le creature che vivono negli oceani, e una murena gigante, parte di un esercito messo in piedi allo scopo di difendersi dall’uomo. E in caso, di distruggerlo.  Continua a leggere