Silent Night

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Regia – Steven C. Miller (2012)

Siamo in periodo natalizio e, come ho già fatto l’anno scorso, mi diverto a parlare di horror ambientati durante le festività. Niente di serio, ovviamente. I classici film per passare un paio d’ore di pura evasione dalla soffocante cappa di lucine colorate e gente impazzita che vaga per le strade creando traffico, code, isteria di massa e istinti omicidi.
Steven C. Miller è un regista giovane, nato nel 1981. Il suo primo film, Automaton Transfusion, costa 50.000 dollari, diventa un piccolo cult e, sebbene non sia altro che l’ennesima declinazione dell’apocalisse zombie in salsa satirica, ha dalla sua alcune idee interessanti che evidenziano un certo talento dietro la macchina da presa, e soprattutto quintalate di violenza e gore mostrate senza il minimo pudore, tra feti sgranocchiati e pelle strappata via dalla faccia.
Silent Night è il suo quarto lungometraggio, e Miller può contare su una produzione un po’più ricca, un cast di attori veri e la stessa libertà di pasticciare con sangue e frattaglie del suo scatenato esordio.

Da qui in poi qualche piccola anticipazione

Silent Night è solo apparentemente un remake della pellicola dell’84 di cui abbiamo parlato l’anno scorso. Si limita a riprenderne alcune situazioni (il nonno catatonico che all’improvviso si sveglia e comincia a farfugliare qualcosa su quanto sia terrorizzante la notte di natale) e a ricalcare le dinamiche di un paio di omicidi (la ragazza infilzata dalla testa di renna, che nell’originale era Linnea). Miller elimina il sottotesto sull’educazione repressiva che genera mostri e basa tutto su un meccanismo abbastanza banale (e scritto coi piedi, aggiungerei) di indagine su chi sia l’assassino vestito da Babbo Natale. In una cittadina che, la sera del 24 dicembre, organizza proprio una parata di gente in costume da Babbo Natale, per le forze di polizia locali è quasi impossibile trovare il vero responsabile di una serie di delitti atroci, e che sembrano del tutti privi di un senso o di un filo conduttore.

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Caduto quindi qualsiasi paragone con il modello di riferimento (che tra le altre cose, ho visto solo io e qualche altro pazzoide), si può giudicare Silent Night per ciò che è: un perfetto esempio di B movie moderno, con una regia meramente tecnica, ma molto professionale, effetti speciali, quasi tutti dal vero, realizzati alla grande e con estremo realismo, un cast di volti noti agli amanti del genere, tra cui spicca una Jaime King  splendida anche in divisa da vice sceriffo e con un buffissimo cappello di pelliccia in testa. C’è anche Malcom McDowell ormai in caduta verticale, ma in un ruolo che gli permette di fare il cretino per il breve spazio di 94 minuti, cosa che sembra divertirlo tantissimo. Poco male, ci divertiamo anche noi insieme a lui.
Certo, la sceneggiatura è quella che è. Ma io non credo che ci sia ancora qualcuno che, nel 2012, si aspetti brillante scrittura in uno slasher direct to dvd che parla di un tizio conciato come un pagliaccio che ammazza gente la notte di natale. La rivelazione su chi sia il killer è risibile, il passato della protagonista talmente scontato che verrebbe la tentazione di usare l’avanti veloce per saltare le parti dialogate e godersi la mattanza. Ma Miller è abbastanza intelligente da dare l’impostazione giusta a un prodotto del genere, alzando ai livelli di guardia il body count e rendendo ogni morte un piccolo capolavoro di crudeltà.

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Ed è proprio questa crudeltà sardonica a far sì che Silent Night risulti, nonostante tutto, una visione piacevole. Miller fa correre Cortney Palm seminuda sulla neve per un quarto d’ora buono, prima che il nostro Babbo Natale le tagli una gamba e la infili in una di quelle macchine tritalegno. Mentre è ancora viva.
Non si risparmia niente e nessuno, in Silent Night. La piccola località che fa da sfondo ai delitti è un coacervo delle peggiori e disgustose debolezze umane. Si accenna, nel corso del film, alla chiusura di una fabbrica che era l’unica fonte di sostentamento per molti abitanti del paese. In un clima di decadenza e povertà diffusa, anche riuscire a prender parte alla parata dei Santa Claus almeno ti permette di pagarti una cena nella tavola calda all’angolo. Oppure ci si ritrova, il giorno della vigilia, a girare filmetti porno casalinghi, mentre tuo papà, il sindaco, organizza una festa con gli altri ricchi della cittadina. Che altro abbiamo? Ah, sì, insostenibili bambinette viziate che portano le madri sull’orlo dell’esaurimento nervoso e poi vengono, giustamente, fritte con un taser; il prete della chiesa che palpa qualsiasi donna si trovi di fronte, ruba dalla cassetta delle offerte, e poi viene affettato nel momento culminante di un sermone contro i vizi e il peccato. Insomma, ce n’è più o meno per tutti i gusti. E questo campionario di grettezza, in qualche strano modo, funziona e salva uno sciocco slasher privo di qualsiasi pretesa dall’idiozia più totale.

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E forse, proprio in questo sottolineare lo schifo e l’orrore quotidiano di una piccola comunità, ritratta durante le feste, Silent Night è un degno successore del film a cui si ispira. Cambiano i tempi e cambiano i bersagli e al centro della scena non c’è più una suora cattiva che rende psicolabile un ragazzino fino a spingerlo all’omicidio. Sotto i riflettori c’è un intero mondo che si ostina a riproporre, in maniera fiacca e stanca, una serie di riti e obblighi sociali in cui ha da decenni smesso di credere. E che per questo viene punita da un fantasma iconico e spietato.

Ovviamente è solo un film, e ovviamente è solo uno slasher, che è di suo la forma più involuta dell’horror. E io sparo tante cazzate in questi giorni e dovete capirmi, che il natale mi fa cadere in depressione. Ma è anche vero che l’horror è sempre stato una spugna ricettiva di inquietudini globali. Ed è forse proprio in questi minuscoli e infimi film di bassa lega che è possibile, magari in maniera del tutto inconsapevole, avere una fotografia, anche se meramente emotiva, di queste inquietudini.

Quindi, se vi capita, dategli un’occhiata e poi ne riparliamo.

 Musica!!!

 

21 thoughts on “Silent Night

  1. quale musica?Nun ce sta ao!
    Vabbè,dai..un prete fatto a pezzi è sempre una buona visione ,quindi..scarico!

    ps: per me il più bel horror natalizio è un minuto a mezzanotte ,film francese con il bambino intrappolato in casa con un folle vestito da babbo natale,e che per me era l’eroe del film

    • Adesso il link dovrebbe funzionare, stupido youtube.
      Sì, di Un minuto a mezzanotte ne ho parlato lo scorso anno ;)
      però per me l’eroe del film è il nonno.

      • mitico nonno!Ma sai,il babbo natale è un poveraccio licenziato,povero,insomma…ha tutte le caratteristiche che me lo fan apprezzare.
        ah,ricicli le canzoni da facebook,che tirchia!

        e che la nebbia, Ul Nebbiùn,sia con te

        • Sì, che se la prende con un povero ragazzino e col suo cane e lo uccide nel modo più traumatico possibile.
          Mortacci sua.
          No, in realtà questa canzone è nei titoli di coda del film e l’articolo l’ho scritto ieri :D

      • Visto proprio ieri sera! Ben girato in formato Panavision con tutte le luci che si dilatano anamorficamente, sempre o quasi girato in notturna, fa molto carpenteriano. Particolarmente ignorante la parte con la starlette amputata della gamba con l’ascia, e poi triturata…Impagabile McDowell a pare lo sceriffo americano.

        • Sì, con la cittadina isolata e assediata dall’assassino e le scene in carcere tutte virate al rosso.
          Un filmaccio ignorante e ben diretto, un toccasana natalizio ;)

  2. Il signor Miller lo sto seguendo da un bel pò. Automaton transfusion è chiaramente una mezza schifezza ma dava il senso della direzione intrapresa del regista. Con scream of the banshee mi si sono arricciolati i peli del naso e ho cominciato a dubitare che la sua bravura venisse messa in mano al marketing televisivo e morisse lì. Poi si mette a fare quella piccola figata che è The agression scale: originale, ben interpretato e pure girato bene. Silent night è stato una piccola sorpresa. Speriamo che gli venga dato un budget cinematografico che secondo me ci tira fuori qualcosa di buono. Mi manca under the bed, di cui ho sentito parlare molto bene.
    Difettino: anche secondo me è troppo meccanico e poco “artista”. Dovrebbe essere più sciolto… ;)

    • E’ vero, The Aggression Scale è una figata senza se e e senza ma! Dopo natale ne parlo, perdincibacco!
      Sì, purtroppo non si scatena abbastanza, tecnicamente bravo, ma un po’troppo yes man.
      Vedremo che combina in futuro

      • “The Aggression Scale” l’ho già messo in download ho visto quel che sembra un fan trailer, e poi c’è Ray Wise già basta e avanza per la visione.
        “Automaton transfusion” l’ho trovato uno di quei zombie-movie direct to video di una sciatteria e insipienza irritanti, e ce ne sono troppi, quasi ai livelli di quei due sciagurati, uomo e donna la Clavell mi pare si chiami, che hanno efferatamente compiuto “Day of the Dead 2: Contagium”, potendo usurpare il titolo del capolavoro forse massimo di Romero ( a proposito ti consiglio più che calorosamente il Blu-ray che ho acquistato la sett. scorsa o il dvd di “Day…” pubblicato dalla Arrow pochi mesi fa, in splendido packaging e grafiche, con le solite double reverse sleeve, originali come create apposta. Tutti gli extra delle precedenti ed. Anchor Bay R1/in italia a due dischi Alan Young Pictures, più nel primo disco due strepitosi extra esclusivi per il mondo e in HD 1080 HP, con Joe Pilato strepitoso davvero, intervistato per 50′ durante un tour per convention e festival di appassionati, in Scozia nel 2011. E un diario di viaggio degli spostamenti di Pilato nel tour, “Travelogue”, di 17′.
        McDowell non mi pare così in caduta libera, se vedi che titoli ha già fatto negli anni ’80 e ’90! Qui almeno pare divertirsi parecchio, e il suo impersonare il Dott. Sam Loomis nei due “Halloween” di Rob Zobie, l’ha comunque fatto partecipare a due grossi successi commerciali e quindi di visibilità anche per lui e per le nuove generazioni, che oramai mancio lo conoscono, e da protagonista.

        • Io l’ho visto sì “Silent Night[…] Deadly Night” originale di Charles E. Sellier Jr. dell’84 (ma non è brutto neppure il cultuale “Nightmare on Christmas Evil”, pochi anni fa pubblicato in un bel dvd R1 nella versione Director’s Cut non tagliata dalla Synapse), il prete marpione e corrotto fino al midollo, in questo nuovo film è ciò che rimane dei numerosi spunti anticlericali dell’originale.
          Ma come anche nel remake, te penseresti sia possibile introdurre una figura di prete così laido e viscido in un film italiano, contemporaneo, anche di genere, seppur però dovente usufruire di una qualsivoglia forma di finanziamento produttivo nostrano? Io penso di no.

          • Sì, Christmas Evil, se riesco a rivederlo in questi giorni, sarà oggetto di un articolo in settimana. Forse è anche superiore al Silent Night dell’84.
            Lo spunto anticlericale viene modernizzato con la figura del viscido pretaccio infame. E no, qui da noi una cosa del genere non potrebbe essere mai proponibile, come tutta la scena ambientata in chiesa, con tanto di sermone.
            Qui da noi verrebbe tutto censurato all’istante, altro che finanziamenti pubblici.

        • Su McDowell non riesco a essere d’accordo, Napoleone. Ho trovato la sua interpretazione del Dottor Loomis irritante.
          ma sappiamo che sugli Halloween di Rob Zombie abbiamo delle idee piuttosto inconciliabili ;)
          MA sul fatto che si diverta come un matto a interpretare certi ruoli, siamo perfettamente d’accordo.
          Per me la cosa migliore che ha fatto di recente resta Doomsday

  3. Bè, il genere slasher è da un pò che è sottovalutato, e fai bene tu a rivalutarlo segnalandoci questo film. La tua scrittura poi è sempre bella, flessibile, elastica, scoppiettante. Buon Natale!

    • Grazie!!!
      Questo prodotto è davvero gradevole, e giuro che l’ho visto senza aspettarmi assolutamente nulla. Invece contiene anche un paio di spunti di un certo interesse.
      Buon natale anche a te!

  4. mai giudicare un libro dalla copertina, mi ero imbattuto in questo Silent Night avevo letto sinossi e visto la locandina e l’avevo allegramente scartato perchè McDowell e quella locandina assieme sono veramente deleteri. E non perchè il caro Malcolm faccia solo schifezze…ma dubito delle vecchie glorie che si danno all’horror…

    • Guarda, magari sono io che mi entusiasmo con poco :D
      però devo ammettere che il film è stato in grado di intrattenermi alla grande per i canonici 94 minuti.
      Per uno slasher, oggi, è già tanto.
      Se ci aggiungi anche una dose di perfidia superiore alla media, allora siamo di fronte a un piccolo miracolo.

  5. Sai che non è affatto male la tua analisi nobilitante dello slasher natalizio? ;) In effetti l’efficacia dell’horror nel cogliere a livello profondo le nostre paure (quotidiane, inconsce o ancestrali che siano) e nello sbatterci in faccia tutte le nostre belle ipocrisie -Romero insegna- credo proprio che non possa essere messa in discussione da nessuno, a meno di non essere in malafede…poi, nel caso dell’enorme quantità di melassa natalizia che immancabilmente arriva a scassarci la minchia in questo periodo, questi Santa Claus assassini possono ben svolgere a modo loro una funzione catartica :D e per questo nobile scopo basta che il film funzioni, anche non in presenza di una “classe” sopraffina (che se poi c’è, come in Un minuto a mezzanotte -che mi sembra solo ieri che ne parlavamo-, mica si butta via, intendiamoci). E comunque non spari cazzate, neanche in questi giorni ;)

    • In realtà sono io che magari cerco sottotesti dove non ce ne sono affatto, ma mi è parso di intravedere una certa volontà dissacrante e un pessimismo di fondo. Forse non del tutto consapevoli, ma comunque specchio dei tempi.
      E anche senza sottotesti, resta un filmetto gradevole con tanto sangue, che non guasta mai ;)

      • Comunque “Un Minuto a mezzanotte” di Renè Manzor, grande successo in Francia all’epoca (1989), è brutto, senza stile. ripetitivo meccanico e pure parecchio stupido,-meglio alla grande “Silent Night” originale e remake- fidati. Tant’è che basti sapere ha ispirato un famoso remake americano dall’enorme successo: “Mamma ho perso l’aereo”, s’è detto tutto.
        No su McDowell/Loomis sono d’accordo l’ho anche scritto più volte, è superiore e di tanto l’interpretazione che ne ha dato il grande Donald Pleasence. Ma il difetto più che in McDowell sta proprio nel manico, nella nuova chiave d’interpretazione, per Rob Zombie è uno psichiatra star come ben ne conosciamo alcuni anche in Italia, pur se alla bisogna competente e coraggioso come nessun altro è anche piuttosto vanaglorioso e vanitoso, va a tutti i talk show, è diventato ricco e famoso grazie a Michael Myers, ci scrive una serie di best seller sopra…Niente più della schiva umanità ed empatia del personaggio di Pleasence…c’è quel grande piccolo momento, in “Halloween”, quando fa scappare, da dietro la siepe nel giardino della casa abbandonata dei Myers i ragazzini che vogliono entrarci per una prova di coraggio…E dopo lo vediamo sorridere compiaciuto, che dice tutto magistralmente, del personaggio.

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