Dracula 3d

 

Regia – Dario Argento (2012)

 

Prima di cominciare, ripetete con me: questo film è stato giudicato di interesse culturale e nazionale. Ripetetelo più volte, perché è il biglietto da visita con cui si presenta Dracula 3d agli spettatori in sala. La prima scritta ad apparire sullo schermo nero è proprio quella che ci avverte che il lavoro di Argento ha preso i finanziamenti pubblici. E non solo dal ministero, anche dalle regioni Lazio e Piemonte. Il budget del film è stimato intorno ai sette milioni di euro. Lo stato ne ha erogati 300.000, che pare un’inezia, forse lo è. Ma con quella cifra si potrebbe tranquillamente produrre un esordio a bassissimo budget. Ho giusto un paio di amici che hanno un film bloccato da mesi per mancanza di fondi.

Per questo ritengo che parlare di Dracula 3d sia giusto. Che cosa lo sei andata a vedere a fare? Tanto lo sapevi che era brutto, che Argento è un regista finito dal 1985. E adesso che ti sei voluta fare del male e andarlo comunque a vedere, per quale motivo devi fare la finta indignata sul tuo blog, stupendoti di qualcosa che era scontata in partenza? Sono tutte domande lecite, per carità, e in effetti, forse non avrei dovuto spendere i miei soldini per sedermi in una sala buia e assistere a uno degli scempi più volgari e miserabili della storia del cinema intero. Perché, vedete, al di là delle facili risate che possono suscitare Asia che annusa l’aria e poi ringhia come un barboncino afasico e la mantide gigante realizzata in una CGI che metterebbe in imbarazzo la Asylum, Dracula 3d non fa neanche ridere. Si tratta di un film pezzente, disgraziato e fetente, che fornisce una desolante fotografia di come siamo ridotti.  Continua a leggere

Atto di Forza (1990) vs Total Recall (2012)

VS

Arriva per tutti, prima o poi, un momento in cui si è semplicemente troppo stanchi. Esausti anzi. Quello è il momento in cui i mostri ti prendono. Quello è il momento in cui vedere un film come Total Recall 2012 non ti suscita più rabbia, nausea e neanche un tiepido imbarazzo. Se un film come Total Recall 2012 ti lascia indifferente, significa che i mostri ti hanno preso e che ormai fai parte della squadra dei Nispel e dei Bay. E che vai a pascolare merda insieme a loro e ti senti anche felice, perché finalmente, cazzo, puoi divertirti anche tu al cinema.

Io c’ero quasi arrivata. Ho anche pensato: ma sì, per quale motivo dovrei fare l’indignata sul mio blog che non si caga nessuno? In fin dei conti, è intrattenimento. Si va in sala, ci si siede in poltrona con sei chili di pop corn in mano, si guarda chiacchierando con gli amici e buttando un occhio ogni tanto al cellulare, e poi si torna a casa e si dimentica tutto. E questo modo di fare cinema non lo cambio io e non lo cambiate voi. Non lo cambia neanche Ti West. La rassegnazione sarebbe la cosa migliore. Sai le gastriti risparmiate? Continua a leggere

Top 5: Storia di un grande amore

 

Dite la verità, vi mancavano le mie allegre Top 5 del sabato. No, lo so che non vi mancavano neanche per sbaglio e che ne facevate volentieri a meno, ma sto tentando di restituire a questo blog, per quanto mi è possibile, il suo abituale palinsesto. Sarà un processo lungo e travagliato, perché ancora mi trovo ad affondare nella melma (anche un po’di merda, sì), ma almeno faccio il tentativo. Ci metto la buona volontà che è già tanto se mi reggo in piedi, in questi giorni.

Avete mai pensato, voi che siete amanti sfegatati della poetica a base di spruzzi di sangue e interiora esposte, cosa vi ha formato come appassionati dell’horror? Quando è scattato in voi quel meccanismo che vi ha fatto dire: ok, voglio sprecare in questo modo la mia vita? A me è capitato con cinque film. Eccoveli, in ordine rigorosamente cronologico.  Continua a leggere

2002: Dog Soldiers

Regia – Neil Marshall

We are now up against live, hostile targets. So, if Little Red Riding Hood should show up with a bazooka and a bad attitude, I expect you to chin the bitch

Torniamo a parlare di Neil Marshall su questo blog (e a proposito, c’è uno speciale in cantiere da mesi) e inseriamolo nella variegata galleria di film che, per un motivo o per l’altro, tendo a considerare pietre miliari del genere. Oggi ci occupiamo del suo esordio dietro la macchina da presa. “Is a siege or a soldier movie with werewolves, not a werewolf movie with soldiers. The primary element is making the soldiers authentic – then we can add fantasy on top of that reality”. Così si esprime il mio amico e compagno di sbronze Neil a proposito di Dog Soldiers, un film che è per prima cosa la storia di un gruppo di soldati assediato dentro a una fattoria sperduta nei boschi scozzesi. Il fatto che ad assediarli siano delle creature mitiche come i licantropi, è accidentale. Potrebbero essere gli indiani, gli alieni, i tifosi delle juve o gli zombi. E non cambierebbe niente. Questo è il motivo per cui Dog Soldiers funziona così bene. Marshall sa che i lupi mannari, al cinema, non fanno poi tutta questa paura, che appena li mostri hai perso la battaglia con la sospensione dell’incredulità e puoi solo tornartene a casa con un cucciolo tenerosissimo da sfamare. Abbiamo già affrontato l’argomento in passato e abbiamo citato di sfuggita proprio Dog Soldiers come esempio di quanto il licantropo, non appena visto nella sua interezza su uno schermo, perda gran parte del suo fascino. Che siano pupazzoni pelosi, o CGI di ultima generazione, i lupacchiotti non sono in grado di spaventare nessuno.  Continua a leggere