Top 5: Il Radioso Avvenire

Dopo il travaso di bile accompagnato da pessimismo cosmico della scorsa settimana, oggi cerchiamo di essere un briciolo più costruttivi e di spargere gioia e allegria per l’ aere, parlando di cinque registi che stanno dedicando la propria carriera al genere che tutti amiamo, e che lo fanno distinguendosi dalla fetida bolgia di remake, sequel, mockumentary per diversamente intelligenti, fantasmini che fanno BUH! e adolescenti scosciate e siliconate inseguite a velocità stroboscopica dal maniaco spiegonato di turno.

Si tratta di registi giovani (tutti nati tra gli anni ’70 e gli anni ’80), che affrontano l’ horror e suoi derivati in maniera del tutto personale, spesso sfuggendo a etichette e catalogazioni. Li si potrebbe quasi definire autori, per lo sguardo autonomo e inconfondibile che hanno dimostrato di avere. Un’ idea, una visione del cinema che li rende immediatamente riconoscibili. Sono loro l’ antidoto contro i vari Nispel e Bay e a loro mi rivolgo quando ho bisogno di essere rassicurata, quando mi prende lo sconforto e sto lì a chiedermi perché continuo a guardare tanta merda e per quale motivo questo blog esiste.

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