This is my BOOMstick Award

Bene, bene, bene. Si comincia a distribuire premi, che ormai mi sono completamente montata la testa e sono in pieno delirio di onnipotenza. L’ idea di questo premio viene da Hell: lui ha stabilito le regole, lui mi ha conferito l’ onorificenza e  lui per primo ha stilato una lista di sette blog, che potete trovare qui. Io comunque le scrivo anche da me, che non si sa mai.

Regola n. 1: i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore.

Regola n. 2: i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione.

Regola n. 3: i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto.

Mi attengo in maniera ferrea ai dettami dell’ inventore e vado a enunciare i vincitori, che sono in ordine casuale, non gerarchico. Leggi l’articolo completo

1990: Hardware

Regia – Richard Stanley

Kill! Kill! Kill! Today’s death count is 578

Per parlare di un film del genere, ho bisogno di due cose: musica, innanzitutto, e di linkarvi la recensione di Hell, non per qualche forma di piaggeria, ma perché io non ho intenzione (o quasi) di scrivere una recensione vera e propria e se vi dovesse servire un parere critico serio sul film, dovete rivolgervi a lui.

Ci lamentiamo tanto dello stato in cui versa l’ horror attuale, quasi ci fossimo dimenticati della miseria degli anni ’90. Dopo l’ ipertrofia di sangue e frattaglie del decennio precedente, ecco che l’ horror diventa materia imbarazzante da home video, un qualcosa da andarsi a cercare nel cestone degli sconti, o in fondo a destra nella videoteca di fiducia, sì, proprio lì, accanto alla tenda che porta alla sezione porno. Forse la causa è stata l’ overdose degli anni ’80, o il fatto che il genere stesso, raggiunto il suo picco creativo, non ha potuto fare altro che avvitarsi su se stesso e languire, ripetendo schemi abusati, stanco e fiacco come un vecchio ronzino azzoppato. Non è un caso se alla generazione di maestri che ha creato il new horror, e all’ affollamento di registi più o meno loro coetanei, non è seguito nessun manipolo di giovani cineasti dediti al genere. E’ come se un’ intera generazione fosse stata polverizzata. Il che ci porta a Richard Stanley, che nasce nel 1966, ma che se fosse nato nel ’46 forse oggi avrebbe un posto d’onore accanto ai Carpenter e ai Romero. Nessun dubbio a riguardo. Spesso arrivare semplicemente nel momento sbagliato può rovinarti una promettente carriera. Se poi ci si aggiungono i capricci di un divo scemo e l’ ottusità della New Line, che ti licenzia da quello che era il set della tua vita, dopo soli quattro giorni di riprese, ecco spiegato il tonfo di Stanley e la sua sparizione dalle scene, almeno come regista, dato che in veste di sceneggiatore e produttore ha continuato a gravitare nell’ universo della serie B, prestando la sua opera anche al primo lungometraggio (poco riuscito, ma è un’ altra storia) di Cedrà. Leggi l’articolo completo

Natura Morta

Ogni tanto mi fa piacere segnalare qualcosa di interessante e che proviene dal nostro paese. Qualche giorno fa mi è arrivata una mail, che mi chiedeva di dare un’ occhiata a questo corto, Natura Morta, di Luca Simon Biccheri. La mail mi ha fatto subito simpatia: come si fa a non volere bene a uno che definisce il suo corto ”maschio col ciclo disturba pecore mentre Sinatra e la Ono danno consigli”? Ti viene voglia di vederlo, insomma.

Ed è stata una bella sorpresa. Breve, rapido, senza neanche una linea di dialogo, con la velocità di un cazzotto in bocca e i colori di un brutto trip,  e un tipo di arroganza che da queste parti è molto benvoluta, Natura Morta è davvero divertente. Io ve lo faccio vedere, e nel frattempo spero nel futuro. Non troppo, ma un pochino sì.

Top 5: Compagni di Sbronze

Pare che io su questo blog parli solo di donne. In effetti è anche vero e non è un mistero per nessuno che le preferisca ai maschietti. Tuttavia, dato che qui su ilgiornodeglizombi non si fanno discriminazioni e le mazzate e le secchiate di sangue colpiscono tutti allo stesso modo, ho deciso di dedicare una bella top 5 a quegli uomini con cui vorrei tanto andarmi a prendere un birra (o cinque, o sei), dandoci reciproche pacche sulle spalle in un’ atmosfera di rilassato cameratismo, mentre ci raccontiamo aneddoti da matte risate. Come avrete capito, non mi va di parlare di cinema seriamente, e ci voleva proprio una bella classifica all’ insegna della goliardia e del cazzeggio sfrenato. Marina mi ha dato l’ ispirazione qualche giorno fa, e anche lei sarebbe una compagna di sbronze fantastica. Leggi l’articolo completo

True Lies

Regia – James Cameron (1994)

Cominciamo, alla maniera di Hell, con un po’ di musica.

Siamo strani, Hell e io. Quando dobbiamo recensire insieme un horror, andiamo sul suo blog, quando invece tocca a un film più alla Hell (qualsiasi cosa significhi, che a Hell le etichette stanno un tantino antipatiche), ci trasferiamo qui. L’ idea di ospitarci a vicenda e di scrivere insieme, sta diventando un’ adorabile consuetudine. Il progetto di riscrittura integrale della storia del cinema va avanti imperterrito, alla faccia di tutti i cvitici e i vecensovi vevi, che infatti una cosa come True Lies, e un regista come Cameron lo schifano per mano di legge perché sì, perché è americano nel senso più pieno del termine, perché è esagerato, perché si trova sempre in condizioni tali da sfruttare ogni mezzo tecnologico a sua disposizione con l’ unico scopo di intrattenere. E perché spesso ci riesce, alla grande. E tutti giù a rosicare, che si sente il rumore fin qui, in questo non luogo dove ci ostiniamo a parlare del cinema che piace a noi, qualunque esso sia e qualunque nomenclatura altri abbiano deciso di dargli. Leggi l’articolo completo

Le Divine – Dodicesima Puntata: Famke Janssen

Oggi andiamo un po’ fuori tema, perché la lady di cui sto per parlarvi non è particolarmente nota per la sua carriera in ambito horror, ma è una cattiva d’eccezione, con quei tratti spigolosi, lo sguardo che ti inchioda contro un muro e l’ aria di quella che se fai tanto di guardarla storto prende il primo oggetto contundente che le capita a tiro e te lo fracassa sulla testa. Per il gusto di farlo. Inutile dire che è una delle donne più sensuali del pianeta terra, nonché un’ attrice sottovalutata che vorrei vedere più spesso, in ruoli diversi e che possiede un potenziale per il cinema della paura che molte sue colleghe urlatrici se lo sognano la notte. Leggi l’articolo completo

The Innkeepers

Regia – Ti West (2011)

Avvertenza: sapete tutti che io non sono democratica, però tendo a essere piuttosto gentile, di solito. Anche con chi non è d’accordo con me. Se il film non vi piace, siete liberissimi di dirlo in sede di commento. Ma giuro, croce sul cuore che io possa morire, che non appena qualcuno se ne esce con: “non succede niente per un’ora, il film è lento, il film non fa paura”, prima lo sputo e poi lo banno, per sempre, perché significa che non ha capito nulla. Non di cinema, che non sta a me attribuire patenti, ma delle finalità di questo blog, dei motivi per cui questo blog esiste e della persona che ci scrive sopra. E allora non ha senso che stia ancora qui. Tutto chiaro? Cominciamo.

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Quell’ alba lì, quella del ’78, insomma

 

Questo mese le sparo grosse sul blog di Robydick, Napoleone, Belushi e Keoma. Si parla di roba seria, così seria che quasi stavo per mollare, ché la faccia tosta di andarsene in giro tranquilla a dire: ho recensito Zombi, con cipiglio da critico e soliti occhiali aggiustati sulla punta del naso, mi è per qualche secondo mancata. Poi però sono tornata in me, e tutta la presunzione che mi accompagna da maggio a questa parte ha avuto la meglio.

Eh già, perché non solo mi sono messa a sproloquiare su Dawn of the Dead come se nulla fosse, ma ho persino cercato di affrontare l’ argomento da un punto di vista un po’ diverso dal solito. Insomma, vi serve ancora qualcuno che attacchi il pistolotto sul metaforone del centro commerciale? No, vero? E allora andatevi a leggere il mio delirio di onnipotenza e passate una splendida giornata.

Musica! Dedicata ai ragazzi di Robydickfilms che mi ospitano ogni mese.