The ABCs of Death 2

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Registi Vari – 2014

È passato più di un anno dall’uscita della prima creatura dei due produttori Ant Timpson e Tim League. Qui se ne parlò in maniera piuttosto entusiastica, nonostante ci fosse qualche riempitivo di troppo. Ma è molto difficile, con 26 rapidissimi cortometraggi, mantenere lo stesso livello qualitativo, e soprattutto, incontrare i gusti di tutti quanti. A operazioni del genere, penso sia necessario avvicinarsi mettendo in conto di incontrare per forza qualche segmento che farà storcere il naso. Per esempio, io non apprezzo particolarmente quando ci si sbilancia troppo verso il weird, ma è un limite tutto mio. So comunque riconoscere quando la fattura è pregevole e applaudire, anche se non è del tutto nelle mie corde.
Per questa seconda antologia, mentre la prima era molto sbilanciata in direzione splatter, abbiamo comunque la fortuna di assistere a una maggiore diversificazione, sia di stili che di narrazioni. Ce n’è davvero per tutti i gusti, il che mi fa molto piacere. E la qualità è decisamente superiore a quella del primo capitolo, già, a mio parere, molto buono.

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Gli incubi di Nicholas McCarthy

cwwbsvhv54pÈ passato qualche giorno da quando sono riuscita a vedere At the devil’s door, opera seconda di un regista, nonché sceneggiatore e musicista, capace come pochi altri di instaurare un discorso personale e tutta una serie di problematiche moderne su degli spunti radicati nella più classica tradizione del cinema dell’orrore: la storia di fantasmi per il suo esordio, The Pact, e la possessione demoniaca per il suo film successivo.
È interessante come, negli ultimi anni, ci sia stato (forse per reazione anche comprensibile all’ondata di torture porn del decennio scorso) un ritorno a un cinema molto più tradizionale e quasi sempre di stampo soprannaturale. Dopo la recente abbuffata di frattaglie, registi e produttori hanno sentito il bisogno di riprendere a raccontare fiabe del terrore. Nel cinema mainstream, questa tendenza è stata molto spesso fonte di una normalizzazione forzata di un genere che ha invece tutte le caratteristiche per colpire duro, anche se non si occupa soltanto di maniaci torturatori con complicati marchingegni. L’onda l’hanno subito cavalcata, avendo capito l’antifona, James Wan e Oren Peli.
Ma, in ambito indipendente, che è poi dove le idee germogliano più spesso, c’era già Ti West che nel 2009 scriveva e dirigeva un film estremamente classico con satanasso protagonista assoluto. E, non pago di ciò, eccolo nel 2011 a cimentarsi con una magione infestata. Poi, vabbè, Ti West lo abbiamo perso, credo per sempre, ma non è questo il punto.
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1950: Outrage

PREMESSA CON SCUSE

Ho fatto una cazzata: ho inserito nell’ultimo sondaggio un film su cui non avevo certezze a proposito della reperibilità, convinta di riuscire a trovarlo. Purtroppo non è stato così e L’Uomo Senza Volto si è rivelato un’impresa impossibile. Speravo in dei sottotitoli in inglese, ma niente. Solo spagnolo e senza sottotitoli, oltretutto in una qualità davvero infima. E così, per non fare un altro sondaggio, ho pensato di parlare del film che ha ricevuto più voti, subito dopo quello messicano che sarebbe stato il prescelto, se solo fossi riuscita a trovarlo da qualche parte. Se la soluzione che ho scelto non dovesse piacervi, aiutatemi voi a trovare il film, e farò una recensione riparatrice.

Outrage
Regia – Ida Lupino

Nobody understand! Why nobody understand?”

Ann è una giovane donna come tante: fa la contabile in ufficio, ha un fidanzato che le ha appena chiesto di sposarla, genitori amorevoli, colleghi simpatici. È una persona felice e spensierata ed è pronta a iniziare la sua nuova vita a fianco dell’uomo che ama.
Solo che una sera si attarda troppo a lavoro e si incammina verso casa che è già buio. Il proprietario del chiosco dove compra il pranzo tutti i giorni la segue e la aggredisce in un parcheggio per camion.
E comincia un dramma fatto di poliziotti del tutto impreparati ad affrontare un caso simile, amici e colleghi che la guardano come se fosse lei la colpevole, risatine e ammiccamenti per strada, fidanzati ottusi e incapaci di comprendere quello che le passa per la testa.
Ad Ann non resta che fuggire, prendere un autobus che la porti in un’altra città, un posto dove lei non sia più, per tutti quanti, “la ragazza che è stata brutalmente aggredita”. Continua a leggere

I Libri della Murena: Una top 5

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E siamo arrivati all’ultimo appuntamento con le nostre top 5 dedicate alle varie fonti di ispirazione che mi hanno dato una mano a scrivere My Little Moray Eel. Ci ho messo tanto a stilare questa classifica, perché con i libri è molto più complicato. Il più delle volte, si tratta di andare a individuare degli spunti e delle suggestioni che sono quasi privi di collegamenti diretti con quello che alla fine si arriva a pubblicare. Però sono cose che hanno lasciato il proprio segno sulla stesura dell’ebook.
La letteratura fantastica è popolata da miriadi di mostri marini di ogni tipo. Mostri marini di cui leggo avidamente sin da bambina. Non è stata una selezione semplice. E c’è anche un outsider di lusso che non potevo non inserire. Vediamo se la top 5 vi piace.
Questa volta evito la vigliaccata delle due classifiche precedenti, e metto i libri in ordine di gradimento. Così mi potete sputazzare in faccia con più agio. Continua a leggere

Tris di porcherie

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Avevo promesso, più e più volte, di non parlare di roba brutta, di evitare il più possibile le stroncature e cercare di rendere questo blog un posticino dedicato quasi esclusivamente a consigliare i film, piuttosto che a demolirli. Eppure, alcuni amici mi hanno chiesto un parere su alcune pellicole visionate di recente. E allora ho deciso che d’ora in poi, se stroncature dovranno essere, saranno cumulative. Certi film non si meritano neanche un post tutto per loro, soprattutto se sono prodotti usciti con gran clamore nelle sale e che più o meno tutti hanno visto o hanno intenzione di vedere. Copiand…ehm… ispirandomi all’idea del Sommobuta, che col suo Raggio B(l)utico consiglia mensilmente un gruppo di film degni di nota, io farò l’esatto contrario e, una volta al mese, vi terrò lontani dalle ciofeche. Pronti? Eccovi il tris di schifezze in ordine di visione. Continua a leggere

Honeymoon

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Regia – Leigh Janiak (2014)

CONTIENE SPOILER

La cosa più bella dell’avere un blog gestito alla come capita è quella di passare con disinvoltura dai blockbuster ai film indipendenti a micro budget. In questo caso, ci occupiamo di un esordio dietro la macchina da presa. Dopo una carriera da assistente di produzione per film come Mirror Mirror ed Europa Report, Janiak scrive e dirige un classico ibrido di horror e fantascienza, una storia non di certo originale (ma a me dell’originalità frega molto poco), ben inserita nel solco della tradizione inaugurata da Don Siegel nel 1956 e, su carta, da Jack Finney prima di lui.
Eppure, se non c’è nulla di nuovo nell’idea di base di Honeymoon, Janiak riesce comunque a narrare una vicenda che abbiamo già sentito mille volte in maniera personale, senza creare una fotocopia o, ancora peggio, un prodotto che fa della citazione e dell’ammiccamento il suo unico punto di forza.
Janiak mette così in scena, con soli quattro attori, di cui due appaiono per pochi minuti, un paio di location ed effetti speciali quasi nulli, un dramma sulla paranoia e sulla perdita di identità. E lo fa in modo magnifico.  Continua a leggere

This Last Lonely Place

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Regia – Steve Anderson (2014)

Il post che state per leggere è stato scritto da Davide Mana. Con lui parliamo spesso del noir e ho sempre voluto approfondire il discorso anche su questo blog. Ma Davide conosce il genere molto meglio di me, e ne parla con grandissima cognizione di causa. Il film che ci presenta oggi è un esperimento un po’ particolare. Vi spiega tutto Davide nel post.
Io mi limito a lasciarvi il link della campagna su Indiegogo per dare una distribuzione in sala al film.
Buona lettura.

Sam sta per andarsene.
Un tassista che tira a campare sul turno di notte a Los Angeles, Sam ha un biglietto per le Hawaii, dove vive la sua ex moglie, e questa è la sua ultima notte di lavoro.
Frank ha un problema.
Operatore finanziario, muoveva milioni tra Oriente e Occidente, poi è diventato avido – fondi neri, conti svizzeri. Ma ora il banco è saltato, la bolla sta per scoppiare e Frank aspetta una telefonata, l’ultima prima di tagliare la corda con una borsata di soldi. Mentre aspetta, decide di farsi un lungo giro in taxi… Continua a leggere

Regalo di compleanno

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Breve post di servizio per festeggiare insieme a voi. Oggi è il mio compleanno e no, non sto scrivendo qui sul blog perché mi facciate gli auguri, ma per avvisarvi che sono io a fare un regalino a voi, spero gradito.
A partire da stamattina e per le prossime 48 ore, il mio ebook, My Little Moray Eel, sarà in promozione gratuita su Amazon. Il che significa che potrete scaricarlo senza spendere un centesimo.

Quindi, se ancora non lo avete preso, approfittatene in questi due giorni. Questo è il link per l’acquisto. Buona lettura e via ai festeggiamenti!
Musica!